Se fino ad adesso le eccedenze di produzione di vino erano destinate alla distillazione o ad aceto, per i viticoltori si apre la possibilità di utilizzare il vino avanzato o andato a male per fare il pieno della propria auto.
Si chiama ‘Microfueler’ il prodotto dell’azienda californiana E-Fuel, che non è altro che un ‘distributore’ casalingo di etanolo entrato da poco in produzione che consente risparmi-record sul carburante, visto che un litro di questo combustibile ecologico viene a costare appena 18 centesimi di euro.
L’apparecchiatura somiglia ad una pompa di benzina, con cui ciascuno può fare comodamente rifornimento a casa propria.
L’unico scarto che produce l’impianto nella lavorazione dei prodotti è acqua distillata.
La macchina trasforma i rifiuti organici – compreso appunto vino, birra e tutti i sottoprodotti della vinificazione – in etanolo, biocombustibile già utilizzato per l’autotrazione in diversi Paesi del mondo .
Il Microfueler è costituito da due componenti, un apparato di distillazione collegato alla pompa e a un serbatoio, e un secondo serbatoio dove vengono inseriti i prodotti che l’impianto trasformerà in etanolo. A differenza dei metodi tradizionali di produzione di etanolo, il Microfuel non fa ricorso alla combustione, ma a speciali tecnologie basate su microsensori e semiconduttori.
Oltre a vino, birra e relativi residui delle rispettive produzioni, l’impianto può essere alimentato con scarti della lavorazione dello zucchero, nonchè materiale cellulosico e persino alghe.
- Redazione
- 24 Agosto 2009








