Conclusa l'indagine preliminare, la Procura della Repubblica di Terni ha formalizzato un avviso di garanzia per poter procedere ad accertamenti più approfonditi
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Le ripercussioni dell’incendio di quasi due mesi fa alla Ecorecuperi di Vascigliano di Stroncone restano calde, come le ceneri che richiedono sempre nuovi interventi dei pompieri.
È stato, infatti, notificato al direttore del dipartimento dell’Arpa di Terni, l’avviso di garanzia emesso dalla procura di Terni relativo all’indagine aperta dalla magistratura ternana sulle analisi svolte dall’agenzia per valutare i rischi diossina su terreni, vegetali e foraggi nell’area della Ecorecuperi di Vascigliano, distrutta da un incendio il 2 luglio scorso.
Per l’ingegnere, indagato in quanto responsabile del dipartimento ternano, vengono ipotizzate le accuse di disastro doloso e commercio di sostanze alimentari contraffatte o adulterate. La procura,  ipotizza infatti che l’Arpa abbia diffuso false certificazioni attestanti valori di diossina inferiori a quelli reali.
Il dirigente, ribadisce «la correttezza delle analisi effettuate e dei dati diffusi».
Non è escluso che le indagini possano portare a riflettere sulla bontà della scelta, nazionale, della separazione delle funzioni di prevenzione ambientale da quelle in campo sanitario.

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