Sono state 617, di cui 438 di donne, nella azione A1(“work esperienze” di sei mesi, per laureati e laureate, minimo 70% donne, con borsa lavoro di 800 euro al mesi) le domande accolte dalla Giunta regionale dell’Umbria per l’inserimento lavorativo dei giovani e delle giovani laureati e alla stabilizzazione dei lavoratori e delle lavoratrici precari..
35 invece (per 46 assunzioni) nell’azione 1B (incentivo di 7.500 euro alle imprese che assumono a tempo indeterminato il laureato/a che ha svolto la “work esperience” e che, a sua volta, è tenuto a restare legato al rapporto di lavoro per almeno 36 mesi); 187 per l’intervento 2 che ha consentito di stabilizzare il lavoro di 655 precari, di cui 392 donne (incentivo di 6mila euro per l’assunzione a tempo indeterminato di lavoratori precari, di cui almeno il 50% donne, con obbligo per questi di rimanere per almeno 36 mesi in quel lavoro)
Il bando del gennaio 2008, , finanziato con risorse europee del “Por-Fse” (Programma operativo regionale Fondo Sociale Europeo) 2007-2013, asse “Occupabilità” e compreso nel programma di politiche attive del lavoro 2007, poteva contare su un totale di 7.301.989 euro, dopo un intervento integrativo dello stanziamento iniziale, deciso dalla Giunta regionale, in funzione dell’alto “gradimento” dell’iniziativa tra i giovani e le imprese.
Caratteristica innovativa del Bando – si fa notare all’Assessorato regionale – è stata la sua apertura non solo alle imprese private e ai soggetti ad esse assimilabili, ma anche ad altri organismi di natura privata che, sulla base della propria struttura e organizzazione, fossero in grado, potenzialmente, di garantire gli sbocchi occupazionali desiderati.
Questa impostazione ha notevolmente ampliato la platea dei destinatari, consentendo, fra l’altro, sia la stabilizzazione di lavoratori precari sia la collocazione di laureati in possesso di cosiddette “lauree deboli” in ambiti diversi dalle imprese in senso stretto, come associazioni operanti in diversi settori e studi professionali (escludendo, ovviamente, per questi ultimi la coincidenza della “work experience” con il tirocinio o la pratica obbligatoriamente previsti per l’iscrizione agli Albi professionali).
“I dati sui partecipanti al bando e sugli ammessi ai finanziamenti – ha detto l’assessore regionale Maria Prodi – sono tanto soddisfacenti da suggerire di porre allo studio la possibilità di ripetere analoga iniziativa, sempre utilizzando le risorse europee del ‘Por-Fse’ 2007-2013.
- Redazione
- 27 Agosto 2009









