Governo e Confindustria ripetono ossessivamente che il nucleare farà abbassare la bolletta elettrica e che le energie da fonti rinnovabili costano troppo.
Ma sui soldi che si dovrebbero spendere e sugli effettivi benefici economici vengono sollevati molti e documentati dubbi a cui si risponde solo con slogan.
Una realtà innegabile è che in Italia, per una serie infinita di motivi, l’esecuzione di grosse opere e non solo comporta costi molto più alti che nel resto del mondo occidentale. L’esempio delle ferrovie e delle autostrade dovrebbe bastare.
Ma stranamente nelle previsioni di costo dei sostenitori del nucleare le cose cambiano.
Una centrale nucleare sul fragile, sismico territorio italiano, secondo l’Enel ogni impianto dovrebbe costare 4,5 miliardi l’uno.
Un costo alla data odierna in rapido aumento di anno in anno visto che lo stesso impianto solo l’anno scorso dalla stessa Enel era valutato di costo 3,2 – 3,5 miliardi.
Differenza non di poco conto, circa il 33% ad anno, un tasso da usura che porterà il costo a 6 miliardi nel 2010 e così via (8 nel 2011 ecc).
Ma le stranezze non finiscono qui.
Secondo Greepace, che ovviamente alle sue affermazioni non riceve smentite ma solo slogan, di recente in Ontario, la gara per sostituire due vecchi reattori nucleari si è chiusa con il costo di oltre 7 miliardi di euro (ma con i rischi di ritardo esclusi) per ciascun reattore indicato dai produttori degli impianti francesi.
Un costo non eccessivo (!) perché non prevedeva la clausola di assumersi tutti i rischi della costruzione richiesta dal Governo e, che accettata dalla concorrenza ai francesi, comportava un aumento del 46%.
E siamo quindi ad un costo intorno ai 10 milioni di euro per una centrale istallata in un paese geologicamente molto stabile in un sito già attrezzato.
Al costo di 7 miliardi di euro il costo dell’energia prodotta sarebbe di oltre 16 centesimi di dollaro a kWh , il doppio dei costi per l’eolico.
Ma questo costo ci sarebbe solo se si potessero escludere revisioni di prezzi per ritardi ed imprevisti, altrimenti con la proposta della concorrenza il costo va a 24 centesimi circa. L’energia eolica per quanto sviluppabile, in Italia non potrebbe da sola coprire tutto il fabbisogno necessario, visto che da noi la forza del vento non è paragonabile a quella sulle coste atlantiche, ma il solare termodinamico al 2020 dovrebbe poter costare 10-14 centesimi al kWh e quindi integrare la produzione senza bisogno del nucleare.
E forse è proprio questo testa a testa solare termodinamico-nucleare che spaventa la lobby dell’atomo che teme che vada a finire come in Canada: costo troppo alto non se ne fa nulla.
Ma sui soldi che si dovrebbero spendere e sugli effettivi benefici economici vengono sollevati molti e documentati dubbi a cui si risponde solo con slogan.
Una realtà innegabile è che in Italia, per una serie infinita di motivi, l’esecuzione di grosse opere e non solo comporta costi molto più alti che nel resto del mondo occidentale. L’esempio delle ferrovie e delle autostrade dovrebbe bastare.
Ma stranamente nelle previsioni di costo dei sostenitori del nucleare le cose cambiano.
Una centrale nucleare sul fragile, sismico territorio italiano, secondo l’Enel ogni impianto dovrebbe costare 4,5 miliardi l’uno.
Un costo alla data odierna in rapido aumento di anno in anno visto che lo stesso impianto solo l’anno scorso dalla stessa Enel era valutato di costo 3,2 – 3,5 miliardi.
Differenza non di poco conto, circa il 33% ad anno, un tasso da usura che porterà il costo a 6 miliardi nel 2010 e così via (8 nel 2011 ecc).
Ma le stranezze non finiscono qui.
Secondo Greepace, che ovviamente alle sue affermazioni non riceve smentite ma solo slogan, di recente in Ontario, la gara per sostituire due vecchi reattori nucleari si è chiusa con il costo di oltre 7 miliardi di euro (ma con i rischi di ritardo esclusi) per ciascun reattore indicato dai produttori degli impianti francesi.
Un costo non eccessivo (!) perché non prevedeva la clausola di assumersi tutti i rischi della costruzione richiesta dal Governo e, che accettata dalla concorrenza ai francesi, comportava un aumento del 46%.
E siamo quindi ad un costo intorno ai 10 milioni di euro per una centrale istallata in un paese geologicamente molto stabile in un sito già attrezzato.
Al costo di 7 miliardi di euro il costo dell’energia prodotta sarebbe di oltre 16 centesimi di dollaro a kWh , il doppio dei costi per l’eolico.
Ma questo costo ci sarebbe solo se si potessero escludere revisioni di prezzi per ritardi ed imprevisti, altrimenti con la proposta della concorrenza il costo va a 24 centesimi circa. L’energia eolica per quanto sviluppabile, in Italia non potrebbe da sola coprire tutto il fabbisogno necessario, visto che da noi la forza del vento non è paragonabile a quella sulle coste atlantiche, ma il solare termodinamico al 2020 dovrebbe poter costare 10-14 centesimi al kWh e quindi integrare la produzione senza bisogno del nucleare.
E forse è proprio questo testa a testa solare termodinamico-nucleare che spaventa la lobby dell’atomo che teme che vada a finire come in Canada: costo troppo alto non se ne fa nulla.









