Potrebbe esserci, nelle nuove classi che si apriranno in Umbria con l’inizio dell’anno scolastico 2009/10, qualche problema di igiene e sicurezza, a detta del Codacons per il quale «Nelle classi delle scuole umbre in cui si inseriranno più di 25 alunni per sopperire alla mancanza di docenti ‘tagliati’ dal ministro Gelmini si commette un grave reato: si mette a repentaglio la sicurezza dei ragazzi e si violano le norme di igiene pubblica sul limite minimo di spazio che un’aula deve avere».
Il Codacons sottolinea che le norme sulla base delle quali chiede non solo di avviare l’azione penale contro il ministro e i direttori regionali, ma anche di sequestrare le classi illegali, sono, tra le altre, l’art. 5 del D.M. 26.08.1992 »Norme di prevenzione incendi per l’edilizia scolastica« (che afferma: »il massimo affollamento ipotizzabile è fissato in 26 persone per aula«, considerati 25 studenti e 1 insegnante) e l’art. 12 della legge n. 820 del 1971 (secondo cui »Il numero massimo di alunni che possono essere affidati a un solo insegnante non può essere superiore a 25 anche ai fini delle attività integrative e degli insegnamenti speciali di cui all’art. 1.
Con queste motivazioni il Comitato ha presentato esposti nelle procure dell’Umbria per interruzione e turbativa di servizio e violazione delle norme sulla sicurezza.
Ora sia i docenti precari danneggiati dai tagli sia le famiglie dei ragazzi potranno costituirsi parte civile.
Intanto il malcontento dei precari anche umbri che dopo anni di servizio rischiano di rimanere senza lavoro, sfocia in un mega ricorso collettivo organizzato sempre dal Codacons davanti al Tar del Lazio.









