I Presidenti degli Ambiti Territoriali Integrati di Perugia e Città di Castello prendono in considerazioni le proteste unanimi
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Umbra Acque potrebbe dover fare marcia indietro  sulla pretesa di far versare un deposito cauzionale a chi non fa addebitare le fatture sul conto corrente.
Modifiche al regolamento saranno proposte dal sindaco di Perugia, Wladimiro Boccali, che è anche presidente dell’ Ati n.1, e la sua collega di Città di Castello, Fernanda Cecchini, presidente dell’Ati n.2,
che si sono incontrati.
Alla riunione, convocata dal sindaco Boccali, ha partecipato anche il presidente di Umbria Acque, la società che gestisce il servizio idrico integrato, Angelo Zucchini.
Dall’incontro sarebbe emersa la più ampia disponibilità a valutare la questione, quindi a riconsiderare le normative contenute nel regolamento degli acquedotti, approvato dall’Assemblea della soppressa Aato Umbria 1 con provvedimento n. 20 del 17/12/2003.
I depositi tuttavia – è detto in una nota del Comune di Perugia – costituiscono per il gestore del servizio una forma di garanzia del puntuale e corretto adempimento del contratto con l’utenza.
Quel che suona strano è come mai Umbra Acque abbia aspettato quasi sei anni dalla decisione dell’Aato che tuttavia non è pubblicata ancora sul sito web dell’attuale Ati e perché la richiesta sia stata indirizzata a tutti gli utenti, vecchi e nuovi, mentre il regolamento si riferirebbe alle sole nuove utenze.
 

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