Cristiano Costantini, mister preferenze del Pdl, consigliere uscente di Forza Italia ed oggi consigliere del Pdl; nel toto politica estivo si parla molto, in questi tempi, di un suo passaggio con qualche partito della maggioranza; c’è chi giura PM, chi dice Sinistra e Libertà e chi con Regni: che intenzioni ha?
"Mai in discussione la mia collocazione, anzi dirò di più. Si lavorerà per arrivare al prossimo appuntamento elettorale con le carte in regola ed una coalizione il più possibile ampia; Il Pdl da solo , è solo battaglia di testimonianza, anche se il risultato ottenuto 3 mesi fa ha eguagliato con il 22.5%, più o meno, il risultato del Pdl di Foligno e di Perugia.
La "buona politica" deve essere una ben dosata combinazione di convinzione e di convenienza per costruire una buona strategia in grado di mobilitare consensi , appoggi e voti.
Di sicuro, non farò la fine degli ultimi due consiglieri eletti nel centro-destra marscianese; Carlo Ferretti eletto in A.N. nel 1999 e subito staccatosi per divergenze con la segreteria locale di quel tempo,e l’amico Luigi Santibacci dimessosi a metà mandato nel 2006, sempre per problemi con il coordinamento locale di An".
Le chiacchiere sono frutto anche del suo comportamento nei primi due Consigli: nel primo si è distinto dalle opposizioni votando a favore nell’elezione del Presidente e del vice Presidente del Consiglio Comunale, nel secondo non si è presentato, e in molti dicono che sia stato per non votare contro la maggioranza: cos’è successo in questi due primi appuntamenti?
"Sono critiche agostane dovute al caldo e alle fisiologiche tensioni che una coalizione che ha ottenuto il 25% può avere al suo interno. Il problema è che ho violato il primo comandamento assoluto della politica; l’ostruzionismo in aula per una effimera visibilità.
Il Presidente del Consiglio eletto, Caciotto Antonio, persona rispettabile e perbene, lo sarebbe stato nelle due votazioni successive con i soli voti della sua coalizione. Con lui ho collaborato in commissione elettorale per ben 5 anni. Persona onesta e che sicuramente saprà dirigere i lavori del Consiglio Comunale con rigore ed imparzialità. Sarà un presidente del consiglio caratterizzato dalle tre B; buon senso, buon senso, buon senso. Nel secondo caso, c’era il capogruppo Liotti David. La sua relazione l’ho trovata condivisibile nei principali punti; che altro bisognava dire?".
All’interno del Pdl ci sono alcune frange che non la vedono di buon occhio: addirittura viene tacciato di essere uno dei “responsabili” del mancato raggiungimento del ballottaggio da parte di Bartoccioni, grazie al voto disgiunto. Si parla di alcune decine di schede con la preferenza per lei e con voto a Todini o Ranieri; voleva essere forse un segnale per un eventuale passaggio al centrosinistra?
"Il Pdl è un partito oramai plurale e fanno sorridere simili affermazioni enunciate non si sa da quale pulpito. Il voto disgiunto è provenuto da persone la cui collocazione politica è distante da me, e la preferenza è stato un premio alla mia attività consiliare precedente a questa, altro che segnali di passaggio al Pd. Sono circa una ventina ,e non 70 come qualcuno blatera. Basta consultare i brogliacci dei presidenti di seggio per smentire chi mette in giro simili voci. Mi ricordo per esempio che nella sezione 1, un candidato proveniente da A.N ne ha presi due come me. Non dimentichiamoci poi che i consiglieri comunali vengono eletti in base ai voti di lista, quindi tutti abbiamo lavorato per il bene della coalizione".
Come giudica i primi due mesi di lavoro della Giunta Todini?
"Non abdicare al populismo dicendo che tutto va male, ma costruire con la gente la migliore vita collettiva. Con la gente e contro il senso comune che spesso del buon senso è nemico. Con questo ho violato anche il secondo comandamento assoluto della politica Italiana; lisciare il pelo alla gente per dire quello che vuole farsi dire".









