Il call- center destinato a ricevere le domande, per usufruire della riduzione delle tasse, esaurisce il lavoro in tempi biblici
pannelli_solari

Quasi di soppiatto le detrazioni del 55% per interventi che migliorano l’efficienza energetica sugli immobili hanno subìto un drastico ridimensionamento che passa anche per una “prenotazione” della spesa che deve fare i conti con un budget nazionale molto contenuto.
E la prenotazione, dopo tanto penare, è divenuta operativa sul web.
I contribuenti che intendono fruire della detrazione d’imposta del 55%, hanno l’obbligo di comunicazione di fine lavori all’Enea, che trasmetterà in via telematica all’Agenzia delle Entrate i dati in proprio possesso. Nella comunicazione, oltre ai dati identificativi del contribuente e dell’immobile oggetto dei lavori, bisognerà indicare la data di inizio dei lavori, le spese sostenute, il relativo periodo d’imposta e la tipologia degli interventi effettuati.
La registrazione va fatta entro 90 giorni dalla fine dei lavori. La detrazione è riconosciuta per gli interventi di riqualificazione energetica di edifici esistenti, sull’involucro di edifici esistenti, di installazione di pannelli solari e di sostituzione di impianti di climatizzazione invernale
Ma anche qui non va affatto bene.
Ci sarebbe una valanga di proteste al numero verde Adiconsum-Enea per le procedure – ritenute troppo complicate . «Riceviamo una media di 6-700 telefonate al giorno e l’80% di queste sono di protesta, per l’impossibilità di registrazione presso il portale dell’ Enea», dice Paolo Landi, segretario generale dell’Adiconsum, associazione dei consumatori che gestisce per l’Enea il numero verde di informazioni.
La registrazione presso il portale dell’Enea relativa al tipo di intervento effettuato e ai costi sostenuti è necessaria per poter accedere alle detrazioni previste dalla legge in vigore dal 2007. «Le risposte da dare sono complesse e le attese al call center arrivano anche a 15-20 minuti; neppure ingegneri ed architetti riescono a completare la procedure e ormai sono molte le persone che ci dicono di voler rinunciare alla pratica», riferiscono gli addetti Adiconsum.

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