I tre fermati sono tutti di nazionalità non europea
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Il controllo delle forze dell’ordine a Perugia è stringente e si susseguono le “retate”, ma sembra che il mercato dello spaccio di droghe non ne risenta più di tanto.
Ciò può significare solo che gli spacciatori sono gente disperata la quale se non spaccia non mangia, oppure che la domanda di droga è così tanta che si può correre il rischio di “trafficare”, perché la “speranza matematica” dello spaccio ( probabilità di essere presi moltiplicato per aspettativa di guadagno) è così elevata da far superare ogni timore.
E’ chiaro che la situazione è sola quella della disperazione degli spacciatori, il problema prima o poi dovrebbe esaurirsi, perché l’attrattiva della piazza perugina dovrebbe scemare sotto la pressione delle forze dell’ordine.
Se invece è il mercato, alimentato dai "malati", a tirare troppo sembra difficile una inversione di tendenza, nonostante le buone intenzioni delle forze dell’ordine che impiegano tanto tempo e denaro e passione per stroncare il fenomeno .
Appena un giorno dopo l’operazione “special blu moon” che aveva portato a 23 arresti tra spacciatori e/o clandestini , tre extracomunitari clandestini sono stati arrestati, infatti, dai carabinieri di Perugia nel corso dei servizi di controllo per la sicurezza svolti nel territorio.
Il primo è un egiziano di 29 anni sorpreso, con  due involucri termosaldati contenenti due grammi di cocaina, in piazza Grimana al termine di un pedinamento mentre cedeva sostanze stupefacenti ad una persona, allontanatasi al momento dell’intervento dei militari.
Gli altri due sono un irakeno di 28 anni e un algerino di 21 che fermati in via Lupattelli sono risultati entrambi inottemperanti a precedenti ordini di espulsione.

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