Il centro espositivo verrà inaugurato sabato 26 settembre nell'ambito delle Giornate Europee del Patrimonio

polo-delle-lucrezie

Il secondo museo della città di Todi è realtà. A poco più di un anno dalla decisione dell’Amministrazione Ruggiano di dar vita a quello che riduttivamente fu definito "lapidario", sabato 26 settembre, nel pieno rispetto dei tempi a suo tempo annunciati, verrà inaugurato il Polo Museale delle Lucrezie, fortissimamente voluto dall’assessore comunale alla cultura professoressa Margherita Bergamini.
Il taglio del nastro avverrà nell’ambito della Giornate Europee del Patrimonio "L’Italia tesoro d’Europa" e vedrà la presenza di Francesco Mario Giro, sottosegretario ai beni e attività culturali, Silvano Rometti, assessore alla cultura della Regione Umbria, Francesco Scoppola, Gabriele Baldelli e Vittoria Garibaldi, della Soprintendenza dell’Umbria, e di Francesco Bistoni, Rettore dell’Università di Perugia, ateneo dove l’assessore Bergamini è peraltro docente.
Alla cerimonia interverrà anche Carlo Colaiacovo, presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia, istituzione che ha contribuito in maniera determinante alla realizzazione del progetto.

Quella che verrà inaugurata il 26 settembre è in realtà solo la prima sezione del Polo museale nel complesso delle Lucrezie, dedicata all’esposizione dei materiali lapidei di età antica, medievale e moderna, di proprietà Comunale.
I materiali esposti sono stati rinvenuti nel corso dei secoli nella città e nel suo territorio e nel tempo hanno subito vari spostamenti, fino a trovare nel 1922 una collocazione nel Salone posto al primo piano dei palazzi Comunali, che in quella data venne destinato a “Museo Lapidario” e che da essi prese il nome di “Sala delle pietre”.
"L’idea di destinare a questi materiali una nuova sede espositiva – sottolinea una nota – è nata dall’uso che della “Sala delle pietre” è stato fatto negli ultimi decenni: non più riservata a Museo Lapidario, essa è stata utilizzata per molteplici iniziative e manifestazioni, che non garantivano più la corretta conservazione e tutela dei pezzi lapidei ivi conservati. Molti di essi in questi anni hanno subito danni irreversibili e il loro numero si è ridotto. La decisione di procedere al loro spostamento è stata motivata pertanto dall’esigenza della tutela, ma anche della loro valorizzazione, in quanto si tratta di “frammenti di storia”, che si distribuiscono in oltre 2000 anni e che raccontano vicende della nostra città".Il progetto espositivo è stato realizzato dalla ditta Pentagono- Allestimento Musei, di Bologna, mentre gli interventi di pulitura sono stati effettuati dalla “ COO.BE.C” di Spoleto.
Lo studio scientifico confluito nel catalogo a stampa e nell’apparato didattico è stato condotto da un gruppo di esperti costituito dai proff. Luigi Sensi e Marcello Gaggiotti, Giordana Benazzi, dott.sse Natalia Nicoletta e Francesca Mammoli e dai dott. Filippo Orsini e Nicoletta Paolucci, ed è stato coordinato dall’assessore  Margherita Bergamini.

condividi su: