"La Giunta regionale ha predisposto un Piano ‘stralcio’ rispetto al Prina (Piano regionale integrato per la non autosufficienza) proprio per mettere a disposizione più rapidamente le risorse ai territori, quindi a ciascuna azienda Usl con vincolo di destinazione d’uso ai vari distretti sanitari”.
Questa dichiarazione dell’assessore regionale Stufare non ha convinto i sindacati dei pensionati.
Profonda irritazione e preoccupazione in merito ai ritardi circa l’applicazione, da parte delle Istituzioni, della Legge Regionale per la costituzione del Fondo per la non autosufficienza espresse dalle segreterie regionali dello SPI/CGIL, FNP/CISL e UILP/UIL.
I sindacati dei Pensionati chiedono e ribadiranno nell’incontro richiesto d’urgenza, prima di attivare le necessarie forme di lotta, al Presidente della Regione dell’Umbria il rispetto degli impegni sottoscritti compresi i fondi destinati al finanziamento del “FONDO” e l’assegnazione degli stessi, nel corso dell’anno, ai vari Distretti; le necessarie disposizioni affinché la legge sia finalmente esecutiva a partire dal 1° ottobre 2009; precise norme vincolanti nei confronti delle Asl e dei Comuni affinché le quote assegnate siano destinate a prestazioni aggiuntive rispetto a quelle ad oggi praticate.
In mancanza di risposte e atti certi SPI/CGIL, FNP/CISL e UILP/UIL, a fronte di un dramma sociale quale è la non autosufficienza in una società cieca e sorda alle sofferenze, si mobiliteranno nella difesa dei più deboli.
“L’innalzamento dell’età media e l’invecchiamento della popolazione –hanno spiegato in modo unitario- produce inevitabilmente l’aumento del numero delle persone non autosufficienti, alle quali deve essere garantita assistenza e, quindi, una vita dignitosa. Ciò deve avere massima priorità: l’invecchiamento della popolazione, per caratteristiche proprie del nostro Paese, è destinato inesorabilmente ad aumentare nel tempo.
E le istituzioni cosa fanno? Invece che dare risposte concrete fanno la parte dello struzzo, pur non di vedere quello che è sotto gli occhi di tutti ”.
Il riferimento delle segreterie regionali è sia alle scelte politiche nazionali che a quelle regionali.
“Il Governo nazionale, da una parte –hanno affermato- dietro la pretestuosa esigenza di affrontare i riflessi della crisi economica, nega addirittura il misero finanziamento del Fondo Nazionale come a voler scaricare e abbandonare al loro destino i deboli e i malati per cercare tutele per coloro che sono in grado di fare produzione.
Dall’altra, la Giunta regionale dell’Umbria, la quale, dopo aver sottoscritto, il 19 giugno 2006, il “Patto per il ben-essere degli anziani”, in data 24 ottobre 2007 il verbale di accordo per istituzione del “Fondo Regionale per la non autosufficienza” e sulle risorse da destinarci, ha approvato, nel maggio del 2008, una legge per la sua istituzione.
Una legge –hanno specificato- che potremmo chiamare ad ostacoli. Infatti la stessa, per essere operativa, ha ancora bisogno delle linee guida. Nonostante il PRINA e il Regolamento, alla fine del 2009 l’unico effetto sui non autosufficienti è stato quello del congelamento e del conseguente azzeramento dell’assegno di cura. La proposta di linee guida presentata ai sindacati –hanno fatto sapere le segreterie- manifesta una marcata volontà di ridisegnare, al ribasso, le somme destinate al funzionamento del fondo stesso”.









