Un senatore ha presentato la proposta che prevede la riduzione del numero dei parlamentari in proporzione al numero delle schede nulle e bianche cosi si potrebbe "avere uno strumento per premiare o penalizzare la classe politica" nel suo insieme; silenzio totale ed unanime di tutte le forze politiche 
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C’è  in giro per le aule del Parlamento italiano una proposta di legge su cui è scattata immediata la censura,  nessuno ne parla e tutti vorrebbero che non se ne parlasse. La innovativa proposta è del senatore Enrico Musso (Pdl) primo firmatario di un disegno di legge costituzionale che prevede di ridurre il numero di deputati e senatori in proporzione alle schede bianche e nulle di ogni elezione politica..
Il ddl proposto dal sen. Musso lascia immutato il numero massimo di deputati e senatori eleggibili, ma punta in modo innovativo su una riduzione proporzionale all’astensionismo critico rappresentato dalle schede bianche e dalle schede nulle, fino ad un massimo di un terzo dei parlamentari eleggibili.
«L’obiettivo – spiega Musso – è scoraggiare l’astensionismo di chi non va a votare dando invece utilità alla scheda bianca.
Oggi astensionismo e schede bianche sono totalmente irrilevanti, poichè i seggi sono distribuiti sulla base dei soli voti dati ai partiti. Così, invece, l’elettore avrebbe uno strumento per premiare o penalizzare la classe politica».
Gli attuali 630 deputati potranno scendere fino a 424 e gli attuali 315 senatori potranno calare fino a 212 (206+6).
Nello stesso disegno di legge Enrico Musso propone altre due innovazioni.
La prima stabilisce che le leggi, ordinarie e costituzionali, che incidono sul sistema elettorale si applicano a partire dalla seconda elezione successiva all’entrata in vigore della riforma.
La seconda prevede che il numero dei parlamentari da eleggere in ogni circoscrizione andrà calcolato sulla base delle rilevazioni anagrafiche all’ultimo 31 dicembre, anzichè dei risultati dell’ultimo censimento.

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