Gli slogan per la manifestazione studentesca nazionale del 9 ottobre prefigurano messaggi contradditori: da un verso il bersaglio è una parte della classe politica,  dall'altro si dileggia il conformismo del sistema intero
1968-2

Chi ricorda il mitico 1968 ricorda anche gli slogan di quei tempi, gridati nelle strade o scritti sui muri. C’erano manifesti più truci e slogan duri, ma la massa studentesca andava gridando “L’immaginazione al potere “, per finire col “Siate realisti: chiedete l’impossibile”.
E proprio quest’ultimo messaggio rivoluzionario echeggia in quello che dovrebbe essere il leit motiv della annunciata mobilitazione studentesca del prossimo 9 ottobre: – non vogliamo mica la luna- vogliamo l’universo.
In verità lo slogan ufficiale sarebbe “ Diamogli una lezione”, ma è prevedibile che esso spaventerà molti e forse si ripiegherà sugli altri che prefigurano non uno scontro, ma un approccio che possa far acquisire consensi anche da quella parte dell’opinione pubblica più aliena a violenze verbali.
Comunque la partita è ancora aperta e vedremo in seguito quale strategia comunicativa gli studenti sceglieranno: già questo sarà un valido indizio su come poi le cose si svolgeranno ed evolveranno.
Per adesso l‘Unione degli Studenti ha annunciato la mobilitazione studentesca nazionale in tutte le città d’Italia che si svolgerà il prossimo 9 ottobre. Come dichiarato da Stefano Vitale, rappresentante dell’UdS, "Di fronte ai tagli che ora iniziano a far sentire il loro reale peso su chi vive quotidianamente la scuola, gli studenti non resteranno a guardare, ma da subito saranno in prima linea per dare una “lezione” a questo governo che vuole distruggere la cultura”. Si preannuncia un ottobre caldo nelle piazze italiane per le proteste degli studenti. Oltre alla manifestazione del 9 ottobre, è in programma anche una grande assemblea studentesca di studenti delle scuole, universitari, dottorandi e ricercatori, che si svolgerà il 10 e l’11 ottobre a Roma.
L’Unione degli Studenti lancia quindi un appello a tutti gli studenti, invitandoli a partecipare alla mobilitazione del 9 ottobre. Nello specifico, l’associazione studentesca ha preparato 15 richieste da presentare al governo, per cambiare la situazione attuale della scuola e della formazione.
Per l’UdS, infatti, "la scuola vive in un processo di privatizzazione e mercificazione che considera i saperi semplicemente come strumenti di profitto all’intero del mercato capitalista e neo-liberista". Da sempre gli studenti hanno dovuto affrontare "l’incapacità dei Governi a considerare la scuola e la formazione come risorse su cui basare una prospettiva di uguaglianza e giustizia sociale, nonché misura in cui costruire una società di diritti e non di compromessi e barbarie".
L’appello si rivolge non solo agli studenti di tutta Italia, ma anche "alle organizzazioni di rappresentanza sociale, ai precari della formazione, alle lavoratrici e ai lavoratori e a tutta la cittadinanza".
Ecco le 15 richieste rivolte dall’Unione degli Studenti al governo italiano per cambiare la scuola e la formazione:
ritiro dei tagli all’istruzione e reintroduzione sul posto di lavoro con formula immediata di tutte le precarie e i precari della docenza e del personale tecnico amministrativo;
– rimessa in discussione radicale del provvedimento di riordino degli indirizzi e sul quadro orario settimanale. Ritiro del taglio al quadro orario inerente alle attività laboratoriali nei tecnici, professionali e filiera artistica. Abolizione della quota di disponibilità degli indirizzi e dei corsi sperimentali da parte delle scuole in forma autonoma;
– portare la spesa pubblica corrente sulla conoscenza e i saperi fino al 10 % del Prodotto Interno Lordo (contro il misero 3,9% attuale) andando a tagliare la costruzione dei 131 cacciabombardieri f-14 del sistema d’arma Joint Strike Fighter (JSF), che il Governo italiano ha autorizzato a costruire per un valore di 14 miliardi di euro e dal taglio del piano di sviluppo infrastrutturale pari a 5 miliardi di euro in favore della dittatura libica di Gheddafi;
riconversione totale dei circuiti telematici della rete scolastica dal sistema Microsoft al sistema operativo Linux, con conseguente impiego delle quote di risparmio nella messa in ammodernamento delle strutture tecnologiche e nel loro impiego a fini didattici all’interno dei percorsi curricolari;
legge quadro nazionale per il diritto allo studio che definisca i livelli essenziali delle prestazioni di competenza regionale;
istituzione del “reddito di formazione”, forma di welfare vincolato al percorso formativo da concedere universalmente agli studenti medi ed in generale a tutta
la filiera dei soggetti in formazione al fine dell’emancipazione da un’idea di welfare legato al contesto familiare. Esso deve essere costituito da contribuzione e accesso libero ad un sistema integrato di servizi mensa, alloggio, mobilità. Abolizione della legge 30 che istituisce forme di precarietà devastanti e che impedisce, una volta concluso il ciclo formativo, di accedere ad un lavoro stabile e appagante;
piano di finanziamento straordinario al fine di coprire l’assistenza totale per il recupero debiti, attraverso sportelli settimanali che possano avviare percorsi individuali di risanamento delle lacune didattiche;
istituzioni di Commissioni Paritetiche docenti-studenti in tutte le scuole secondarie di 2° grado che possano definire i percorsi curricolari e dare avvio ad un sistema di didattica partecipata e non schiacciata sulla discrezione dell’insegnante e sulla logica della lezione frontale;
riforma della valutazione con conseguente ritiro dell’ultimo regolamento varato dal Ministero: abolizione del voto in decimi e istituzione di un sistema di valutazione a giudizio come avviene nella quasi totalità dei Paesi Europei; abolizione voto di condotta; sistema di corsi di aggiornamento permanenti per il corpo docente e introduzione di un sistema di valutazione finale dell’insegnamento al fine di garantire la trasparenza massima nell’atto del giudizio agli scrutini finali;
ritiro del PdL Aprea e apertura di un dibattito pubblico sul ruolo e la funzione degli Organi Collegiali e sulla governance scolastica che possa dare avvio ad un provvedimento di Riforma complessiva;
cambiamento della materia di religione cattolica  in “Storia delle religioni e dei culti”, il cui reclutamento del personale docente sia di totale competenza dello Stato e senza alcun peso specifico negli scrutini finali;
ritiro immediato del “pacchetto sicurezza” e delle forze militari presenti nelle città con finalità di ordine pubblico e chiediamo il ritiro delle ordinanze che impediscono la mobilità dei cortei;
libero accesso alle informazioni: copertura wi-fi nel 100% del territorio nazionale; Carta Studenti, usufruibile fino all’ultimo livello della formazione, che sancisca la gratuità a musei, cinema, monumenti, teatri e mostre artistiche nazionali; abolizione del pagamento SIAE per gli spettacoli musicali e teatrali; abolizione della quota dei partiti dal CDA della RAI TV, legge sul conflitto di interessi che sancisca in particolar modo l’impossibilità di accesso a istituzioni pubbliche per chi detiene proprietà personali o familiari inerenti al sistema radio-televisivo-stampato; ritiro del provvedimento sulle intercettazioni.
 

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