In Slovacchia la società controllata dall'Enel presa con le mani nel sacco: un suo documento consiglia tutte le mosse per evitare di fornire informazioni esaustive sugli impianti che vuole costruire
montalto

Non solo in Formula 1 si bara a tutto spiano
per vincere una gara automobilistica, mettendo a rischio anche la vita dei piloti.
Greenpeace afferma di essere è venuta in possesso di un documento della compagnia elettrica Slovenske Elektrarne (SE), controllata al 66% da ENEL, che descrive come manipolare l’audizione pubblica prevista dalla procedura di Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) per il progetto di completamento di due reattori nucleari sovietici a Mochovce, in Slovacchia.
E qui a rischio è la salute di milioni di persone che non contano meno dei milioni di Italiani che si troveranno di fronte la stessa società capofila.
Secondo  Greenpeace “Si tratta di un documento ufficiale di ENEL/SE che mostra chiaramente la volontà di manipolare la partecipazione del pubblico per evitare che si facciano critiche al progetto” spiega Andrea Zlatnanska, responsabile della Campagna Energia.
Il documento descrive come prevenire che ci siano manifestazioni di protesta, come restringere la partecipazione del pubblico, e come raggiungere una minima attenzione dei media.
ENEL/SE indica esplicitamente al Ministero dell’Ambiente Slovacco di organizzare solamente un’audizione a Bratislava e che venga ‘evitata’ l’audizione a Vienna
già richiesta dal Consiglio comunale. Secondo la Convenzione ESPOO, infatti, i Paesi confinanti possono far richiesta di partecipare alla VIA per capire quali potrebbero essere gli impatti del progetto.
Austria e Ungheria sono molto critiche sul completamento di reattori nucleari, di progettazione sovietica, risalenti agli anni ’70 a pochi chilometri dal confine, la cui costruzione fu interrotta all’inizio degli anni ’90.
Il progetto consiste nel completamento di due reattori nucleari VVER da 440 MW ognuno, I reattori non hanno alcun sistema di protezione in grado di proteggerli da incidenti gravi come l’impatto di un aereo..
 “In Slovacchia ENEL sta buttando i soldi dalla finestra come se comprasse una Duna senza airbag al costo di una Ferrari” chiarisce Francesco Tedesco, responsabile della Campagna Energia e Clima di Greenpeace. “È uno scandalo che la controllata di ENEL faccia silenzio attorno al progetto e nasconda le informazioni agli occhi dei cittadini che dovranno convivere con reattori nucleari senza guscio di contenimento. È questo il trattamento che ENEL intende riservare anche agli italiani?”

E questi sono i 10 siti candidati a ospitare le 4 nuove centrali nucleari da costruire in Italia, per le quali le premesse in termini di serietà dell’informazione che intendono dare i costruttori , sono quelle sopra indicate:
– 1) Monfalcone (Gorizia). Uno degli elementi decisivi: la presenza del mare
– 2) Scanzano Jonico (Matera). Già individuato per il deposito delle scorie
– 3) Palma (Agrigento): la Regione Sicilia si sarebbe detta favorevole
– 4) Oristano: da sempre la Sardegna è nella top ten per i siti.
– 5) Chioggia. I cittadini stanno già organizzando le proteste.
– 6) Caorso. È uno dei siti che già ospita le centrali nucleari
– 7) Trino Vercellese. Anche qui c’è un impianto nucleare in decommissioning.
– 8) Montalto di Castro ( Viterbo ) Sito del passato a pochi chilometri da zona sismica
– 9) Termini Imerese. Pioggia di smentite ufficiali, ma i residenti temono.
– 10) Termoli: uno studio ne elenca le caratteristiche.

 

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