L’Umbria viene subito dopo le prime regioni italiane ( il Lazio e la Campania) per numero di lavoratori domestici in rapporto al totale dei residenti (1 ogni 58 abitanti).
Dopo le prime due che fanno registrare il rapporto 1 a 55 e la nostra regione vengono: Liguria e Toscana (1 lavoratore domestico ogni 69 residenti).
Fanalini di coda Basilicata e Puglia, rispettivamente con 1 lavoratore domestico ogni 269 e ogni 279 abitanti.
Dopo le prime due che fanno registrare il rapporto 1 a 55 e la nostra regione vengono: Liguria e Toscana (1 lavoratore domestico ogni 69 residenti).
Fanalini di coda Basilicata e Puglia, rispettivamente con 1 lavoratore domestico ogni 269 e ogni 279 abitanti.
In attesa dei dati definitivi complessivi sulle domande presentate per la regolarizzazione di colf e badanti a seguito della sanatoria voluta dal Governo, l’Inps ha tracciato e presentato questa mattina a Roma, una mappa della situazione dei lavoratori domestici nel Lazio, dove i lavoratori domestici con almeno un contributo previdenziale sono circa 100mila, pari al 16,8% del totale dei lavoratori di questo settore. 87mila circa sono stranieri, il 59% dei quali proviene dall’Est Europa, a seguire Filippini (18,9%) ed extracomunitari di origine Sudamericana (10,4%). Colf e badanti sono prevalentemente donne (86.929) adulte (31-50 anni, il 33,9% del totale delle donne impiegate), immigrate (74.831 vale a dire l’86% del totale delle donne) provenienti dall’Est Europa (47.788, il 55% circa del totale delle donne).
I maschi sono 13.422 di cui il 92,6% di provenienza estera.
Si tratta soprattutto di uomini di eta’ compresa tra i 31 ed i 50 anni (il 59% del totale dei lavoratori domestici maschi), provenienti dalle Filippine (4.374, il 32,6% del totale dei lavoratori domestici maschi) e dall’America del Sud (3.515, il 26,2%).
I maschi sono 13.422 di cui il 92,6% di provenienza estera.
Si tratta soprattutto di uomini di eta’ compresa tra i 31 ed i 50 anni (il 59% del totale dei lavoratori domestici maschi), provenienti dalle Filippine (4.374, il 32,6% del totale dei lavoratori domestici maschi) e dall’America del Sud (3.515, il 26,2%).










