Ieri sera scossa di magnitudo 3,5 nelle montagne abruzzesi ed a bassa profondità; studio mette in relazione i vari terremoti che si manifestano nel mondo
terremoti

L’attenzione del mondo è in queste ore concentrata sulle forti scosse di terremoto in Polinesia ed in Indonesia, che pochi minuti fa hanno avuto un riflesso anche in California (magnitudo 5,1) ma questo non vuol dire che l’area mediterranea se ne stia calma calma.
Nelle ultime 48ore la maggior parte delle scosse, non forti, si sono concentrate nell’area che va dall’isola di Creta alla costa albanese,ma non è mancata la solita puntata sull’Appennino.
Ieri, infatti, verso le 9 e 52 di sera una scossa superficiale, 2 km di profondità, quindi avvertibile con nitidezza anche se solo di 3,5 di magnitudo, si è manifestata sull’Appennino abruzzese un grado più a sud di dove si localizza abitualmente.

Le località più vicine all’epicentro sono Campoli appennino, Broccostella e Sora.
Il sisma, avvertito anche ai Castelli Romani, non ha provocato danni.

Intanto, uno studio pubblicato sulla rivista Nature,  mette per la prima volta in relazione terremoti avvenuti a migliaia di chilometri di distanza.
In pratica l’indagine del gruppo guidato da Taka’aki Taira dell’Università di California a Berkeley, che ha studiato per vent’anni i dati della zona di Parkfield, cittadina californiana situata proprio sopra la faglia di San Andreas a metà strada tra Los Angeles e San Francisco, dimostrerebbe che i ripetuti terremoti di grado maggiore a 4 avvenuti nei tre mesi successivi il 26 dicembre 2004 sono correlati al sisma di 9,1 gradi della scala Richter in Indonesia che scatenò il tremendo tsunami che provocò 250 mila morti nell’oceano Indiano.
 

 

 

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