La raccolta manuale delle olive incide sui costi per circa il 50%, ma i sistemi moderni devono salvaguardare anche la qualità dell'olio
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E’ quasi tempo di raccogliere le olive e proseguono i tentativi di velocizzare la raccolta e ridurre l’impiego umano, senza che la qualità dell’olio ne venga a soffrire.
Per questo si terrà giovedì prossimo a Magione, dalle 9 alle 13, presso Castel di Zocco, nell’azienda Palombaro, la quarta edizione della Giornata nazionale di informazione e sensibilizzazione, con prove sul campo, dedicata alla raccolta meccanizzata delle olive.
Saranno presentate le ultime novità nel settore: dai vibratori del tronco agli ombrelli intercettatori alle macchine agevolatrici, per rendere più moderne e competitive le aziende olivicole umbre.
L’iniziativa, promossa dall’Arusia (Agenzia regionale umbra per lo sviluppo e l’innovazione in agricoltura), è stata organizzata con il dipartimento di scienze agrarie e ambientali dell’università di Perugia, le testate specializzate del Sole 24 Ore e da altre istituzioni pubbliche e private.
«Abbattere i costi della raccolta – dichiara l’amministratore unico di Arusia, Adolfo Orsini – consentirà alle aziende di essere più competitive rispetto alla produzione nazionale. Il processo di razionalizzazione è già in atto e va ulteriormente sostenuto offrendo strumenti scientifici e tecnici agli operatori.
Anche questo comparto produttivo dell’agricoltura è di fronte al bivio della modernizzazione, alla riorganizzazione della filiera e alla sperimentazione di altri modelli gestionali.
Per l’olivicoltura l’imperativo è meccanizzare. La raccolta è un’operazione che, se condotta in modo tradizionale, incide per oltre il 50 per cento sul costo di produzione e di manodopera».
Nell’ambito della manifestazione, alla Rocca di Casalina di Deruta (ore 15.30), si terrà una prova di raccolta su impianti superintensivi con vendemmiatrice, presso l’azienda della Fondazione per l’istruzione agraria di Perugia.
 

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