La mossa delle difese non ha avuto successo neppure sul piano giudiziario, ma la prossima udienza dovrà aspettare tre mesi
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L’appaltopoli  perugina, nella quale  sono coinvolti 46 tra imprenditori, funzionari pubblici e dipendenti delle aziende, nonchè sei società specializzate in manutenzione stradale, è arrivata nelle aule giudiziarie.
Ha preso il via, con l’esame di alcune questioni preliminari sollevate dalle difese, l’udienza preliminare relativa alla presunta gestione illecita di appalti, in particolare per lavori stradali, da parte della Provincia di Perugia.
I difensori dei principali indagati hanno sollevato la questione dell’inutilizzabilità delle intercettazioni telefoniche compiute nella prima fase dell’inchiesta condotta dalla squadra mobile di Perugia, coordinata dal sostituto procuratore Manuela Comodi, e degli accertamenti compiuti dopo il termine della scadenza dell’indagine. Il magistrato ha invece chiesto che le eccezioni vengano respinte.
Se sul piano giudiziario la richiesta della difesa è sicuramente un’arma da usare, sul piano mediatico la richiesta di non considerare tutto ciò che gli imputati si sono detti al telefono è sicuramente un punto a sfavore degli imputati, come sicuramente lo sarà anche l’altra richiesta.
I legali degli indagati hanno ricordato, infatti, che l’inchiesta, fu originata da un esposto anonimo e – hanno quindi sostenuto- questo non doveva essere considerato notizia di reato né far ritenere che vi fossero i gravi indizi necessari per disporre inizialmente le intercettazioni telefoniche.
Hanno inoltre contestato che siano state svolte indagini dalla procura anche dopo il 28 dicembre del 2007, data di scadenza dei termini previsti per lo svolgimento delle indagini. Anche per questi atti è stata chiesta la non utilizzabilità.
Il pm ha però chiesto al gip Massimo Ricciarelli di respingere le eccezioni. Il magistrato ha tra l’altro ricordato che ad alcuni degli indagati è stata contestata l’associazione per delinquere e quindi la giurisprudenza prevede che le indagini possano proseguire oltre il termine.
In serata il Gip ha respinto le eccezioni, dopo di che l’udienza è stata rinviata al 5 febbraio, questi sono i tempi della giustizia italiana.

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