150 milioni in meno di risorse da spendere evidenziati nel documento annuale di programmazione della Regione Umbria: sanità e sociale sacrificati
palazzocesaroni

Ovviamente dando per scontata la permanenza, anche dopo le elezioni  primaverili del prossimo anno, dell’attuale maggioranza politica in Consiglio Regionale dell’Umbria, la Giunta regionale dell’Umbria ha approvato il Documento annuale di programmazione 2010.
Il Dap – è detto in un comunicato  della Giunta- aveva riscosso nei giorni scorsi la sostanziale condivisione dei soggetti del Tavolo generale del patto per lo sviluppo dell’Umbria
L’ Umbria conta di uscire «irrobustita» dalla crisi, senza aumenti di tariffe e tasse per i cittadini nonostante i «pesanti tagli ai trasferimenti delle risorse statali che incidono soprattutto nei capitoli del ‘sociale’».
Saranno accelerati i tempi per le previste alienazioni patrimoniali
In particolare, il Dap – prevede che, prima del termine della legislatura, siano approvati gli interventi per le imprese (il piano annuale della legge per le politiche industriali – che complessivamente vale oltre 140milioni di euro di investimenti – sta per essere licenziato in via definitiva dalla Giunta regionale), mentre nel 2010, nell’ambito del necessario «riposizionamento» del sistema economico, prenderà avvio una fase di riprogrammazione dei fondi comunitari per le politiche attive del lavoro.
Circa 60 milioni del Fse (fondo sociale europeo) saranno indirizzate per azioni combinate di politica attiva e di completamento del sostegno al reddito
previste dall’accordo Governo-Regioni del febbraio scorso. Si tratta di 43,7 milioni di euro che integrano i contributi figurativi e la parte di sostegno al reddito di competenza statale che coprono il 70 per cento della spesa. Altri 16,3 milioni saranno destinati al rafforzamento degli interventi di formazione, politica attiva, riqualificazione ed orientamento per le «fasce deboli» vecchie e nuove del mondo del lavoro, al fine di favorire un innalzamento delle competenze complessive del sistema, nell’ottica del sostegno all’innovazione, alla ricerca e allo sviluppo delle reti d’impresa. Prima del termine della legislatura è prevista l’approvazione del Piano sociale (nonostante pesanti «tagli» delle risorse nazionali) e del Piano paesistico, mentre, facendo perno sulla consolidata tradizione dei «conti a posto», si svilupperanno le azioni e le scelte del Piano sanitario regionale, per un servizio ancorato al suo carattere "efficiente e universalistico".
Guardando alle previsioni dei dati di bilancio contenuti nel Dap, si nota che il bilancio 2010 della Regione dell’Umbria (pari a 2.103,29milioni di euro, col pareggio di entrate e uscite) sarà inferiore di oltre 150 milioni a quello del 2009 (2.265,15milioni), come effetto dei pesanti tagli ai trasferimenti delle risorse statali che incidono soprattutto nei capitoli del «sociale», a cominciare dalla sanità di cui è mantenuta, da parte dello Stato, una grave sottostima del fabbisogno regionale

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