C’è qualche speranza in più per i malati di artrite reumatoide, una dolorosissima malattia che si “mangia” le articolazioni.
I dati a due anni dello studio LITHE, presentati all’American College of Rheumatology (ACR), dimostrano che, con una terapia a lungo termine, i pazienti affetti da artrite reumatoide trattati con tocilizumab abbinato al metotrexato (MTX) hanno subito l’81% in meno di danni strutturali alle articolazioni rispetto a quelli trattati con il solo MTX, l’attuale terapia standard.
Per i pazienti cio’ rappresenta una significativa riduzione dei danni alle articolazioni e pertanto la possibilita’ di continuare a vivere senza il deterioramento progressivo generalmente associato alla malattia.
Inoltre i risultati di due studi estensivi a lungo termine, presentati a loro volta all’ACR, dimostrano che la percentuale di pazienti trattati con tocilizumab che ottengono la remissione della malattia e’ aumentata stabilmente nell’arco di 3 anni, dal 27% a 24 settimane al 62% a 180 settimane (3,4 anni).
"Questi dati confermano che il tocilizumab e’ molto efficace nell’inibire i danni alle articolazioni caratteristici dell’artrite reumatoide", ha affermato il Professor Josef Smolen, dell’Universita’ di Vienna.
"Questo straordinario effetto sulle articolazioni, insieme alla capacita’ precedentemente osservata di tocilizumab di ridurre positivamente i segni e i sintomi dell’artrite reumatoide, gli assicura un ruolo importante nella pratica clinica.
Una soddisfacente remissione con tocilizumab puo’ contribuire a restituire al paziente un senso di liberta’, senza dolorosi episodi infiammatori o timori di invalidita’ a lungo termine".
- Redazione
- 5 Novembre 2009










