I medici campani, al centro dell'attuale epidemia in Italia, hanno rilevato un minor numero di casi di difficoltà respiratoria grave in persone sane, rispetto alla normale influenza stagionale: 21 i ricoverati in Umbria
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Da quello che sembra essere il centro dell’epidemia influenzale vengono rassicurazioni che anche in Umbria portano una certa tranquillità nella maggioranza.
L’attuale epidemia di influenza da virus A/H1n1 si sta diffondendo a Napoli e in Campania ma, anche se sta mettendo a letto molte persone, si sta dimostrando meno aggressiva di quanto si temesse e meno pericolosa delle solite epidemie influenzali stagionali.
Lo affermano, in una nota, i medici del Cardarelli: Gennaro D’Amato, direttore unità operativa complessa malattie respiratorie e allerghiche, Fausto Michele, direttore Uoc di fisiopatologia respiratoria, e Carmine Cavaliere, dirigente medico pneumologo.
«Le complicanze che sta inducendo questo virus – continuano – sono infatti meno frequenti e gravi di quelle indotte dai virus delle influenze stagionali. Anche se alcuni pazienti stanno avendo complicazioni respiratorie e polmoniti, la mortalità è per fortuna limitata a pochi casi e quasi tutti con patologie pregresse.
Non è quindi assolutamente il caso di allarmarsi e di correre in ospedale senza motivo. È sufficiente rivolgersi al proprio medico o pediatra di famiglia che consiglierà i rimedi più opportuni. È assolutamente consigliabile, così come dovrebbe avvenire in ogni epidemia influenzale, che le persone più esposte e quelle affette da patologie (asma ed altre malattie respiratorie, diabete ecc) provvedano a vaccinarsi»
I pazienti ricoverati negli ospedali umbri per l’influenza A alla mezzanotte di venerdì erano complessivamente 19 adulti e 2 bambini.
In 17 casi è stata confermata dagli esami di laboratorio la positività al test A/H1N1, mentre nei restanti 4 casi si è in attesa dei risultati del test. 
Le condizioni di 5 pazienti adulti sono gravi ed hanno richiesto il ricovero in reparti di Rianimazione; si tratta di pazienti con stato di salute già compromesso da altre patologie. –

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