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Dopo 4 mesi torna Massoli per chiarire molte questioni aperte riguardo la sua mancata elezione in Provincia e la sua scomparsa dalla politica marscianese.
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Dopo mesi di silenzio è tornato a farsi sentire Stefano Massoli: candidato alle primarie marscianesi, assessore uscente al bilancio e candidato del Pd alla Provincia, ha aspettato il congresso per togliersi qualche sassolino dalle scarpe.
Ci tiene a precisare che lui è sempre stato uomo di partito e che ha sempre rispettato i suoi accordi, a differenza di altri: “Dalle primarie contro Todini ad oggi se ne sono dette tante di cose in giro, non sempre vere: voglio che la gente sappia come sono andate realmente le cose” dice Massoli.
“Sono stato sempre un uomo di partito e anche il mio comportamento dopo la sconfitta alle primarie lo ha dimostrato: la proposta che mi venne fatta era interessante visto che conteneva la chiusura del biodigestore, l’accantonamento del progetto del nuovo ponte sul Tevere e l’indicazione della mia candidatura alla Provincia: sembrava che Todini ed il Pd avessero accolto le istanze che ci avevano diviso durante le primarie e non c’era motivo per separarci, nonostante le molte richieste”.
Nonostante queste promesse qualcosa sembra che non sia andato per il verso giusto, come la mancata elezione di Massoli alla Provincia:
“Qualcuno all’interno del partito aveva fatto accordi con il candidato di Sinistra e Libertà e i risultati si sono visti: per la prima volta il Pd non elegge un suo rappresentate a Perugia e nonostante tutto sono rimasto fedele al partito ed ho fatto onestamente la campagna elettorale per il ballottaggio”.
Il perchè è presto spiegato: Massoli gioca il jolly, ovvero un documento datato 14 Giugno, il giorno seguente al primo turno elettorale; “I sottoscritti dirigenti del Partito democratico, si impegnano a sostenere la proposta di prevedere l’utilizzo di Stefano Massoli nei primi posti di responsabilità del nuovo assetto amministrativo”: i firmatari di questo documento sono Grossi, Chiacchieroni, Trotta, Caciotto, Zucchettini, Todini e Bonomi.
Massoli è lapidario: “La proposta è stata firmata dai vertici maggiori del partito e dopo il ballottaggio nessuno si è fatto più sentire”.
Quasi malinconica la chiusura di Massoli, un uomo di partito rimasto senza partito: “Mi sembra molto strano che a livello locale la coordinatrice sia ancora in carica nonostante la sua nomina in giunta e credo che per le prossime regionali serva una consultazione popolare anche per indicare il candidato marscianese, anche se al momento non vedo nessuno che abbia i numeri per potersi candidare”.

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