La produzione 2009 della cantine cooperative umbre è aumentata del 45% pur mantenendo un'ottima qualità
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Vendemmia più che positiva, forse troppo, quella delle cantine cooperative umbre, che vedono confermati i livelli qualititativi del 2008 ma con un incremento della produzione di oltre il 45 per cento. I dati sono stati  segnalati da Fedagri Confcooperative e Anca Legacoop che riuniscono dieci delle undici cantine cooperative umbre, per un totale di 3.500 aziende cui è legato il 35 per cento del prodotto vitivinicolo locale.
Il bilancio della vendemmia ha coinciso per il quarto anno consecutivo con il lancio del Vino novello 2009, linea commerciale che coinvolge 6 delle cantine aderenti alle due associazioni del mondo agroalimentare.
Saranno 50 mila le bottiglie di novello messe in commercio e appuntamenti speciali sono previsti in questa fine settimana di San Martino nei punti aziendali di vendita diretta.
«Le condizioni climatiche favorevoli – ha spiegato il direttore di Fedagri Confcooperative, Lorenzo Mariani – hanno consentito un opportuno recupero quantitativo e livelli di maturazione ottimali sia per vini bianchi sia per i vini rossi facendo intravedere un’annata a cinque stelle».
I dati di produzione evidenziano in particolare una lieve flessione dei vini di nicchia come il Sagrantino (meno 6 per cento), una crescita dei vini Doc (più 10 per cento), un vero boom dei vini a indicazione geografica tipica (più 45,4 per cento), mentre quelli da tavola triplicano i quantitativi di uve in ingresso.
«Dietro la crescita dei vini di qualità inferiore – ha detto Mariani – c’è la situazione di difficoltà delle famiglie umbre. La stessa situazione è alla base del successo dell’acquisto diretto in cantina. E proprio la vendita diretta è ora l’elemento da valorizzare per recuperare margini di profitto nello scenario di crisi che mette a dura prova la viticoltura umbra». T
ra le criticità rilevate, i prezzi delle materie prime ai minimi storici e l’aumento del commercio di vini a prezzi stracciati, fattori che «rischiano di mettere a dura prova migliaia di viticoltori locali malgrado l’ottima vendemmia».
Graziano Pedetti, presidente di Anca Legacoop, ha sottolineato che «per superare l’impasse è fondamentale la difesa dell’ottimo rapporto qualità-prezzo che da sempre caratterizza il vino delle cantine cooperative».
Difficile invece dire, secondo Fedagri e Anca, quale tipologia di filiera consenta di reagire al meglio. «Non necessariamente la vendita a chilometro zero è la risposta più opportuna rispetto alla vasta produzione delle nostre cantine. Ben vengano anche filiere lunghe o lunghissime se far arrivare il vino in Cina, in Giappone o in America può restituire margini ai produttori. Il problema è che l’operatore medio non è in grado di fare promozione e quella del vino umbro può innestarsi solo nel quadro di una politica nazionale al momento assente».

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