L'avveniristico ma promettente uso dell'energia solare, per la cui tecnologia l'Italia con le Industrie del gruppo Angelantoni ha il brevetto, previsto dal progetto si sta concretando, ma sarà una corsa contro il tempo e contro l'opposizione dell'attuale governo italiano per evitare di stare al buio ed al freddo
solare-concentrazione

La fine delle riserve petrolifere modiali è molto pù vicina di quanto ammettano le statistiche ufficiali: a dichiararlo al quotidiano britannico The Guardian è stato un alto funzionario dell’Agenzia Internazionale dell’Energia (IEA), che ha rivelato come gli Usa abbiano fatto pressioni sulla sua organizzazione affinchè minimizzasse la velocità con cui i giacimenti attuali si stanno esaurendo ed enfatizzasse invece le possibilità di trovarne degli altri.
Le stime sarebbero state dunque ‘ritoccate’ per impedire che il timore di una imminente carenza di petrolio portasse ad una corsa sfrenata all’acquisto.
«Abbiamo già raggiunto la fase di picco. Ci troviamo in una situazione molto brutta», ha detto la fonte.
Si spiega così come ben pochi organi di stamopa avessero raccolto l’allarme lanciato da Tamtam.
Ed allora è diventata una corsa contro il tempo quella di trovare altre fonti energetiche.
Fortunatamente qualcuno si è già mosso.
E’ stato siglato a Monaco di Baviera l’accordo che da’ ufficialmente il via al progetto ‘Desertec’ per lo sfruttamento dell’energia solare in Medio Oriente e Nord Africa.
Le 12 societa’ coinvolte e la fondazione ‘Desertec’ hanno sottoscritto il 30 ottobre gli articoli dell’associazione Desertec Industrial Initiative (Dii) che si occupera’ di studiare la fattibilita’ del progetto da tutti i punti di vista, da quelli strettamente tecnici agli aspetti politici.
L’obiettivo del progetto Desertec prevede che nel 2050 le centrali costruite nel Sahara riescano a soddisfare una buona parte del fabbisogno energetico dei Paesi del Medio Oriente e del Nord Africa e il 15% del fabbisogno energetico europeo.
Secondo Paul Van Son, presidente del Dii, ”Il Desertec e’ un progetto pilota per il progressivo passaggio ad un’energia sostenibile da parte di Europa e Medio Oriente.
Un progetto – ha concluso -che richiedera’ la collaborazione di tanti Paesi e tante culture diverse”
E.On, Deutsche Bank, Siemens (che ha il 28% del capitale della società del gruppo Angelantoni –
Archimede Solar Energy – che produrrà i tubi per convogliare il calore prodotto dal sole nelle centrali elettriche), la espagnola Abengoa Solar, ABB, MAN Solar, RWE, Münchener Rück, M+W Zander, Schott Solar e la argentina Cevital sono le imprese che hanno sottoscritto l’accordo.

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