Il capogruppo regionale de La Destra, Aldo Tracchegiani, ha annunciato la presentazione
di un’interrogazione alla Giunta regionale per chiedere "in tempi brevi" di risolvere “l’emergenza cinghiali”.
Il consigliere dice che "Nei pressi della Palude di Colfiorito – spiega Tracchegiani – si assiste
alle drammatiche conseguenze della concentrazione di cinghiali in fuga dai territori limitrofi dove vengono cacciati.
E le scorribande notturne degli ungulati si pagano in termini di danni alle vetture e alle coltivazioni agricole.
Il problema della gestione del territorio è ormai tangibile – aggiunge – e si deve ricorrere ad una soluzione immediata per garantire che la presenza di questi selvatici non vada a ledere l’ incolumità personale e il lavoro degli agricoltori locali".
Il consigliere de La Destra fa rilevare che la rapida crescita delle colonie di cinghiali innesca anche problematiche di altra natura: "Bracconaggio, trasmissione di varie patologie e, soprattutto, danni per lo stesso ambiente, compromettendo il naturale rinnovamento dei boschi e procurando la scomparsa della piccola selvaggina stanziale.
Non si può tollerare – spiega – che un parco naturale quale quello di Colfiorito venga ad essere impoverito delle sue risorse naturali solo per la negligenza e la poca solerzia degli enti proposti alla sua tutela."
Sorprende che il consigliere, dopo aver convenuto come l’invasione dei cinghiali sia provocata dai “cinghialari”, non tiene conto di questa specie di cacciatori quando si tratta di trovare soluzioni e non si chiede, o meglio dà la colpa solo ai cinghiali, se per caso la scomparsa della piccola selvaggina stanziale non sia determinata dalla trasformazione in “zona di guerra” dei territori dove si caccia il cinghiale in modo ormai, si abbia il coraggio di dirlo anche se i cinghialari mettono in moto cifre di denaro consistenti e costituiscono un vasto bacino elettorale, industriale e non per sport.
Quanto poi ai danni agli agricoltori, sicuramente i cinghiali c’entrano ma non sembra possibile che siano i soli responsabili.
Forse qualcuno dovrebbe chiedersi se le decine di cacciatori, che compongono ciascuna delle centinaia di squadre autorizzate alla caccia al cinghiale, ciascuna affiancata da numerosissime mute di cani, possano solo volare in silenzio sul territorio e se, qualora i cinghiali potessero parlare, si potrebbe insistere a fare di loro i soli capri espiatori.
- Redazione
- 21 Novembre 2009










