I controlli della Guardia di Finanza sono calati di circa il 50% ma da quelli effettuati risulta che nell'80% dei casi non sono state riscontrate irregolarità; gli artigiani ne chiedono l'abolizione perchè superati dagli studi di settore 
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Secondo quanto ritiene l’Ufficio studi della Cgia di Mestre, l’80% dei controlli eseguiti dalla Guardia di Finanza sulla emissione di scontrini e ricevute fiscali ha dato esito negativo. Sembrerebbe quindi che la gran parte di idraulici, autoriparatori, falegnami, commercianti, baristi, ristoratori, li emettono regolarmente. Solo il 20% circa di queste categorie è, infatti,  incorso nelle sanzioni comminate dalle Fiamme Gialle.
In particolare nel 2007 (ultimo dato disponibile) la percentuale di controlli con rilievi positivi fatti sulle ricevute fiscali ha toccato il 19,4%, mentre quella sugli scontrini fiscali si è attestata sul 20,1%.
Se l’analisi viene fatta sul periodo 2001-2007 si può notare che negli ultimi 3 anni la percentuale di positività si è ormai stabilizzata sia per gli scontrini sia per le ricevute. Tuttavia, va messo in luce il forte calo dei controlli eseguiti dalle Fiamme Gialle sulla emissione delle ricevute che sono passati da 139.759 del 2001 a poco più di 74.000 nel 2007.
«Un dato -commentano dalla Cgia- che dimostra come le politiche ministeriali in materia di contrasto all’evasione abbiano spostato l’attività di controllo su altri settori più a rischio» ed in effetti dalle notizie di stampa sembra che l’attenzione stia portando risultati nel campo dei medi evasori, anche se forse non in tutte le aree del paese gli scontrini e le ricevute hanno uguale diritto di cittadinanza.
Nell’evidenziare questi dati, tratti dai ‘Rapporti annuali della Guardia di Finanza’,  la Cgia di Mestre  lancia la proposta di eliminare scontrini e ricevute fiscali. Secondo il leader degli artigiani mestrini  “con gli studi di settore ormai a regime non hanno più senso visto che i ricavi degli autonomi ormai sono stabiliti a tavolino proprio con gli studi”.
Una proposta, ricordano dalla Cgia, che era stata al centro di un accordo fatto nel lontano 1996 tra il Governo di allora e tutte le categorie economiche. “Intesa  che prevedeva il superamento della valenza fiscale dello scontrino e della ricevuta una volta che gli studi di settore fossero stati introdotti e applicati a tutte le categorie. A distanza di 13 anni e con gli studi ormai a regime questo impegno, purtroppo, non è stato mantenuto”

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