Dopo il battage pubblicitario per l'etichette con il made in Italy, agli italiani si impedisce di sapere da dove provengono i beni prodotti fuori dallo stivale.
scajola

Una notizia passata inosservata avrebbe dovuto avere la massima attenzione da parte degli…psichiatri..
Questo perché quanto deciso dal Ministero per lo sviluppo economico sembra sintomio di una malattia schizofrenica.
S’è fatto fuoco e fiamme perché sui prodotti italiani si scrivesse in etichetta “ made in Italy” onde poter, si diceva, portare rispetto ai consumatori italiani e nel mondo.
Ma ora quel rispetto si rivela per quello che forse era all’origine, una bufala bella e buona, perché se il consumatore italiano volesse scegliere un prodotto estero non saprà più da dove proviene.
Per assolvere alle prescrizioni sull’origine dei prodotti, infatti, si potra’ scrivere "prodotto fabbricato in Paesi Extra Ue" (o frasi analoghe) al posto del ‘perentorio’ "Made in China" o altro paese.
E’ quanto prevede la circolare del ministero dello Sviluppo economico numero 124898 che di fatto ha allargato le maglie della normativa infischiandosene del diritto del consumatore ad avere una informazione completa e trasparente.
Un evidente tentativo di protezionismo perché così, pensano sicuramente al Ministero, il consumatore italiano non sapendo da dove viene il prodotto ( dalla Cina o dalla Svizzera, dall’India o dagli Usa e così via) dovrebbe accontentarsi di comprare quella con su scritto Italy.
Ma forse al Ministrero non cono conoscono la psicologia degli italiani, che pur è ben nota rispetto alla politica, portata a fare di ogni erba un fascio sulla base anche di pochi elementi: Chissà che indotti al dubbio non decidano di pensare che un’etichetta vale l’altra, messa solo per "fregare" e pace sia.
 

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