Due navi sorprese mentre scaricavano idrocarburi in mare ed altre due identificate con una operazione congiunta Italia-Francia- Spagna che ha messo in campo tutta la tecnologia attualmente disponibile a partire dai satelliti
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Nel Mediterraneo Occidentale, tra Italia, Francia e Spagna, si verifica un alto numero di inquinamenti ogni anno, e gli Stati costieri interessati si sono impegnati in un’operazione di vigilanza, mediante la sorveglianza satellitare e aerea, con l’obiettivo di individuare eventuali sversamenti inquinanti nonché, possibilmente, “cogliere sul fatto” quelle navi che contravvengono alle disposizioni sugli scarichi in mare di idrocarburi
Il Gruppo Nazionale di Oceanografia Operativa (GNOO) dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) ha contribuito  a questa operazione chiamata OSCAR-MED (Coordinated Surveillance Operation in the Western Mediterranean)
L’operazione, chiamata OSCAR-MED, ha permesso di condividere tra i tre Paesi partecipanti i metodi e le procedure di lavoro da porre in essere anche in vista dell’azione giudiziaria a carico dei responsabili dell’inquinamento, nell’ottica di una possibile verifica di integrazione degli stessi.  
L’Italia ha svolto la parte operativa della missione con il mezzo aereo della Guardia Costiera ATR 42 “Manta 02”, proveniente dal 3° Nucleo Aereo di Pescara, attrezzato con strumenti per l’individuazione di idrocarburi in mare. Anche la Spagna e la Francia hanno partecipato con mezzi aerei dedicati quali il CN-235 della Società SASEMAR, e 2 mezzi aerei Customs F406 POLMAR. I velivoli sono stati impiegati per un tempo di volo di circa 20 ore per ogni Paese.
All’operazione ha contribuito  oltre lo GNOO  anche MOON (Mediterranean Operational Oceanography Network) con il servizio di supporto alle emergenze in mare (Emergency Response Office, ERO) fornendo previsioni meteo-oceanografiche e previsioni di dispersione di idrocarburi in mare al fine di facilitare l’identificazione delle macchie e dei possibili inquinatori.
L’operazione, la prima di questo tipo nel Mediterraneo, è stata svolta con il supporto dell’EMSA (Agenzia Europea per la Sicurezza Marittima), che ha fornito immagini da satellite per l’identificazione degli idorcarburi in mare.
Hanno partecipato all’operazione vari membri di GNOO e MOON quali: dall’Italia l’INGV, il CNR e l’Areonautica Militare, dalla Francia IFREMER, MERCATOR e Meteofrance, dalla Spagna CISC e PUERTOS, dalla Grecia IASA.
A questa operazione sono stati invitati come osservatori anche i paesi della riva sud del Mediterraneo e la Tunisia ha partecipato con un osservatore.
L’operazione iniziata il 13 ottobre 2009  è durata 3 giorni con voli 24 ore su 24 e ha portato ai seguenti risultati:
– Tre sversamenti di idrocarburi sono stati rilevati dal satellite e poi confermati dal sorvolo aereo;
– I modelli di previsione degli spostamenti degli sversamenti sono stati validati in diversi casi mediante la sorveglianza aerea e hanno fornito previsioni meteo-oceanografiche e di trasporto di inquinanti;
– Due navi sono state colte in flagranza di reato, ovvero mentre procedevano allo sversamento illecito di idrocarburi e per due delle identificazioni è stata verificata l’infrazione e sono iniziate le procedure legali per l’incriminazione degli inquinatori.

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