Dal gran polverone sollevato in merito alla nuova illuminazione del Tempio ed alle proteste alla"inaugurazione" emergerebbe un provvedimento della Soprintendenza ai Monumenti dell'Umbria ed un interessamento alla vicenda da parte della Magistratura

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La faccenda della nuova illuminazione del Tempio della Consolazione ha travalicato i confini di un civile confronto tra diverse sensibilità artistiche ed è scesa (in basso) in politica.
Una gran cagnara, un polverone da cui però emerge una notizia:.
Nella risposta all’attacco del Pdl, il Pd Tuderte, in fin di stoccata, rende noto, infatti che: ”Aspettiamo gli atti della Soprintendenza che intanto ha sospeso i lavori, la risposta del Ministro alle interpellanze parlamentari, l’azione della Magistratura “.
Due di queste notizie tornano nuove anche se il salir di tono delle invettive lascia presagire una continuazione su altri livelli della disputa.
Il Pd tuderte, al di là delle ovvie risposte polemiche all’avversario, tiene a ribadire che:
“Le nostre battaglie sono sempre nel merito delle questioni, come l’ultima che ha riguardato la nuova illuminazione del tempio della Consolazione.
Si è trattato di una battaglia né di destra né di sinistra, trasversale alle forze politiche, che ha visto protagoniste non solo le forze politiche ma anche tanti cittadini di vario orientamento politico e una grande maggioranza silenziosa.
Ribadiamo i punti della nostra posizione, anche per spazzare via le falsificazioni di una destra a corto di argomenti e incapace di discutere nel merito:
1) I lavori sono iniziati e sono stati terminati senza la necessaria autorizzazione  comunale ai fini ambientali. Ogni cittadino , anche per il più piccolo intervento, deve seguire una procedura  ben definita dalla legge, incorrendo,in caso contrario, in sanzioni amministrative e penali. Perché la legge non è uguale per tutti?
2) I fari posizionati sulle cupole costituiscono, di giorno soprattutto ma anche di notte, un indubbio danno estetico al complesso del tempio.
3) Le tecniche usate per il fissaggio dei fari sono dannose per la struttura delle cupole stesse, essendo fissate attraverso fori sulla pietra.
Per queste ragioni  il PD ha chiesto la sospensione dei lavori, sospensione obbligatoria tra l’altro essendo abusivi, e l’avvio di un confronto su tecniche meno impattanti e dannose  di illuminazione.
La risposta è stata l’arroganza del potere e la chiusura ad ogni confronto. Da ciò nasce la protesta della serata dell’8, come risposta democratica ad un atto di imperio e di negazione del confronto.
Una manifestazione rispettosa degli appuntamenti religiosi, iniziata quando erano terminati e rivolta solo all’amministrazione comunale e agli amministratori dell’Etab.”

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