Sarà l’aria natalizia o forse che a Todi tutti sono presi dell’affare Consolazione o forse perché a Marsciano le giuste ambizioni di conoscere quel che accade nella sanità sono state “legate” dalla minaccia di far tornare la Conferenza dei Sindaci della Usl 2 sotto il diretto controllo del Sindaco della città capoluogo di regione, sarà quel che sarà le forze politiche del comprensorio della media valle del Tevere sembrano aver fatto del silenzio la loro arma migliore.
E nel silenzio il sistema sanitario, ospedaliero e no, degrada, ma non è solo questo a perdere colpi.
La storia di rapine nella sanità si è arricchita di un’altra ciliegia.
La storia, fatta di tanti episodi che non sembrano casuali, ha fatto registrare all’inizio la soppressione del servizio ospedaliero per i disturbi alimentari, un’attività che era di supporto al DCA di Palazzo Francisci.
Poi è sparita la chirurgia pediatrica all’Ospedale di Todi.
Poi la de- qualificazione dei servizi di anestesia e pronto soccorso, formalmente decisa con la soppressione a futura memoria dei posti di primario e non ancora operativa perché i soggetti destinati a salire sul patibolo si sono ribellati e si aspetterà la loro “dipartita” naturale.
Poi il servizio di litrotrissia che cessa il 31 di dicembre che sta arrivando.
Ora anche il servizio territoriale, ancorché appoggiato presso la sede ospedaliera di Todi, di allergologia non è più previsto nei piani della unità sanitaria a partire dal primo gennaio prossimo.
Intanto il Ministro Fazio, a margine della presentazione della Relazione sullo stato sanitario del Paese ha dichiarato: «I punti parto che effettuano meno di 500 interventi l’anno non hanno i servizi necessari per garantire i parti più difficili, pertanto vanno ridotti». E le nascite nella media valle del Tevere danzano intorno a quel numero
Se il silenzio della Amministrazione comunale e delle altre forze politiche di Marsciano può essere giustificato, ancorché rilevandone la miopia, dalla sensazione che il nuovo ospedale di Pantalla non sia “cosa loro” e dalla soddisfazione di aver ottenuto che i responsabili amministrativi del distretto sanitario e del sistema ospedaliero della Usl siano stati appannaggio di noti esponenti dell’area del Nestore, non altrettanto chiari sono i motivi della blanda reazione sul versante tuderte.
Poche righe del vicesindaco per stigmatizzare “il tradimento” del direttore generale della Usl e null’altro. Forse le cartucce più pesanti si lasciano per la polemica elettorale in occasione delle elezioni regionali quando ormai i giochi saranno fatti.
Ma forse a Todi si teme che vengano alla luce i motivi che hanno determinato o stanno per determinare altri vulnus alla esistenza, labile fino ad ora ma potenzialmente forte, di una forte e vera comunità della media valle del Tevere.
Alla nota questione della scomparsa del recapito a Todi dell’esattoria, un servizio che era comprensoriale, si aggiungono ora anche le difficoltà del canile comprensoriale, con un ampliamento richiesto da anni al Comune di Todi, che non è più in grado di ricevere i randagi catturati nel comprensorio, tantè che altri comuni si stanno attrezzando per fare in proprio, così poi quello di Todi sarà anche troppo grande per le residue necessità.
Anche questi problemi in cui, forse, il silenzio è volto a coprire responsabilità locali, visto che il mormorio non cessa.
- Redazione
- 15 Dicembre 2009








