La notizia, riportata in allegato, uscita sulla stampa nazionale, ad di là dello sconcerto che si può provare sapendo che la cecità burocratica sta facendo morire un bimbo, la cui sorte potrebbe cambiare, dandogli speranza, solo con un timbro, potrebbe entrare in manuale di come si fa a perdere le guerre ed alienare la simpatia del mondo intero a cause che potrebbero essere anche legittime.
Benedetta Paravia, portavoce di ANGELS – Associazione Nazionale Giovani Energie Latrici di Solidarietà ha confermato la storia, a firma di Emanuele Perugini, pubblicata oggi sul quotidiano Il Fatto.
“La situazione in cui si trova attualmente il piccolo Muath è, purtroppo, proprio quella descritta sulla stampa; le condizioni del bimbo sono gravi e le possibilità di salvarlo diminuiscono al passare dei giorni.
E sono troppi i giorni che si stanno perdendo a causa di lungaggini burocratiche e scarichi di responsabilità”.
“La situazione in cui si trova attualmente il piccolo Muath è, purtroppo, proprio quella descritta sulla stampa; le condizioni del bimbo sono gravi e le possibilità di salvarlo diminuiscono al passare dei giorni.
E sono troppi i giorni che si stanno perdendo a causa di lungaggini burocratiche e scarichi di responsabilità”.
“Non vogliamo arrenderci di fronte alle difficoltà – aggiunge Benedetta Paravia – e continuiamo a lavorare su ogni canale possibile affinché si giunga a una veloce soluzione, nell’esclusivo interesse di questo bimbo e di qualsiasi altro bimbo futuro possa avere bisogno d’aiuto, sia questo palestinese, israeliano o di qualsiasi parte del mondo
Siamo pienamente disponibili fin d’ora a valutare la possibilità di curare in Italia casi difficili che le autorità di Gerusalemme volessero segnalarci”.
Siamo pienamente disponibili fin d’ora a valutare la possibilità di curare in Italia casi difficili che le autorità di Gerusalemme volessero segnalarci”.






