La vicenda del piccolo, un anno e quattro mesi, palestinese in fin di vita che attendeva i comodi della burocrazia per essere ricoverato in Italia con la speranza di avere salva la vita, ha avuto nelle ultime ore un’accellerazione che lascia ben sperare.
Nel pomeriggio di ieri era stato il consolato italiano a Gerusalemme a far sapere di essersi attivato per sbloccare la situazione e per organizzare «entro 10 giorni» il transito di Muath e suo padre attraverso il valico israeliano di Eretz.
Un tempo burocratico e quindi troppo lungo perchè dieci giorni, per il piccolo Muath, potevano essere un’attesa fatale.
Fortunatamente il ministro degli Esteri, Franco Frattini, ha dato disposizioni di «massima urgenza» per portare a termine la pratica ed è intervenuto personalmente presso il governo israeliano, ottenendo immediata disponibilità a rimuovere gli intoppi burocratici.
Secondo lo stesso padre del bambino, come riferisce l’Ansa, si sarebbe ottenuta la conferma ufficiale dell’agognato permesso per il piccolo, oltre che dell’autorizzazione che lo riguarda direttamente e che gli permetterà di accompagnare il figlio in Italia.
Ovvia la soddisfazione dell’associazione Angels per la conclusione di una triste vicenda che si protraeva ormai da troppo tempo, anche se si mostra prudenza sulle notizie provenienti da Gaza ed in particolare sul fatto che il bimbo possa arrivare entro oggi al Policlinico Umberto I° di Roma, dove dovrà essere curato a spese del sistema sanitario regionale.
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