A Sarajevo opera, quale comandante del Plotone italiano, il Tenente dei Carabinieri Pier Giuseppe Zago, già comandante del Nucleo operativo della Compagnia di Perugia: due camion di doni sono stati coordinati da un volontario di Magione
sarajievo
A Sarajevo, nella base BUTMIR dei Carabinieri, un gruppo di volontari marchigiani è giunto domenica 13 dicembre 2009 per una missione particolare: incontrare i bambini degli orfanotrofi Kinderdorf e Egipat, e la comunità italiana del villaggio Stivor di Prnjavor.
Il team, all’insegna del Corpo Italiano di Soccorso dell’Ordine di Malta Italia (gruppo Macerata), è partito da Civitanova marche venerdì pomeriggio ed è giunto sabato pomeriggio a Sarajevo. Due furgoni colmi di doni, coordinati da Roberto Frittelli, di Magione, hanno attraversato l’Adriatico per far trascorrere un Santo Natale più gioioso ai circa 300 bambini ospiti degli orfanotrofi di Sarajevo e a quelli del villaggio italiano.
Nella capitale bosniaca operano, in missione, il Colonnello del Carabinieri Domenico Paterna, alla guida dell’EUPM, il Capitano Domenico Candelli, al comando della compagnia Alpha dell’EUFOR ed il Tenente Pier Giuseppe Zago, quale comandante del Plotone italiano , già comandante del Nucleo operativo della Compagnia di Perugia, attualmente in forza presso detta compagnia EUFOR (partito ad agosto – riientro nei primi mesi del 2010).
Tre ufficiali dell’Arma, provenienti da Marche e Umbria, che da alcuni mesi operano in terra di Bosnia ove hanno accolto con piacere i volontari che, nella vita professionale, sono peraltro carabinieri. Si incontravano nella base di Sarajevo, dove ad attenderli oltre a Paterna, Candelli e Zago, vi erano il Colonnello dell’arma Vincenzo Costantini, comandante del Contingente Italiano CC nell’eufor, l’Ambasciatore in Germania dello SMOM Christof Maria Fritzen, il Tenente Roberta Buccini, Dottoressa dell’Arma Capo sezione sanità, oltre al cappellano militare, Don Pasquale Moscarelli.
Domenica mattina prima tappa a Stivor (300 Km a nord di sarajevo) dove, dal lontano 1883, si è trasferita una comunità dal Trentino; provenivano dalla Valsugana, da Rovereto e, abili boscaioli, hanno affondato le radici superando anche i duri momenti della guerra in Bosnia dal 1991 al 1995.
Attualmente sono circa 50, fra donne uomini e bambini, ad abitare quest’unico angolo di Italia in Bosnia e i Carabinieri Italiani in servizio presso la base Eufor di Sarajevo  li hanno “scoperti” decidendo di trascorrere una giornata – tutta italiana – con loro.
A guidare la comunità il signor Franco Rover che, nella municipalità di Prnjavor, è consigliere che rappresenta la minoranza italiana. Un uomo laborioso che rispecchia le sue origini trentine e che ha concordato col capitano Candelli quest’incontro, volendolo regalare agli abitanti della piccola località una giornata davvero particolare.
Alle 11 nella piccola chiesa cattolica veniva celebrata una suggestiva santa messa; il Cappellano dei Carabinieri ed il prelato locale, monsignor Vlado Lukenda, si sono alternati in una funzione bilingue, italiana e bosniaca. Emozionante l’abbraccio degli italiani di Bosnia ai trenta carabinieri italiani che hanno raggiunto la chiesetta. Appena terminata la funzione religiosa, nel cortile della parrocchia, i volontari dello SMOM con i carabinieri, hanno curato la distribuzione dei doni. Giochi della Clementoni, delle Winx, calzature della Falc, Fornarina, Moma ed altre ditte maceratesi, offerte agli indigenti della parrocchia che, con grande dignità, hanno ricevuto e ringraziato.
Una sobria merenda nel “circolo trentino” dove imperava una bottiglia, da 15 litri, di buon vino rosso; a registrare l’evento anche un paio di televisioni locali della Repubblica Sepska che erano incuriosite dalla visita.
Canti italiani, del coro dei carabinieri della compagnia Alpha e del coro parrocchiale, hanno allietato questa bella giornata di solidarietà.
Il lunedì mattina il grosso dell’attività: l’orfanotrofio della SOS Kinderdorf dove sono ospitati circa 200 bambini, dall’età più tenera ai 16 anni, meno fortunati di molti loro coetanei; una struttura organizzata come casa famiglia che, di giorno, ospita i bambini nelle scuole e, alla sera, li affida a famiglie del luogo per consentire ai bambini di vivere ambienti accoglienti.
La direttrice Azra Bascelija, visibilmente emozionata, ha ricevuto volontari e carabinieri in un momento decisamente unico. Distribuiti doni e aiuti a pochi giorni dal Natale per una comunità con ospiti di religioni diverse. Quindi seguiva la visita all’Egipat, orfanotrofio cattolico in Sarajevo, che ha regalato momenti altrettanto emozionanti.
Una “due giorni” davvero intensa convissuta dai volontari e dai carabinieri, in missione in Bosnia, in uno scenario freddo ed imbiancato da una copiosa nevicata, ma ravvivato dal calore e dall’entusiasmo della solidarietà
 

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