Ogni anno 90mila ultra 80enni in più con malattie, 40 mila in più con disabilità di lunga durata.
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L’Italia invecchia e molti sono malati e due famiglie su tre con anziani non autosufficienti fanno da sole perché i servizi pubblici non crescono per far fronte ai problemi conseguenti all’invecchiamento della popolazione: ogni anno 90mila ultra 80enni in più con malattie, 40 mila in più con disabilità di lunga durata..
Le famiglie provano a provvedere da sole, ma spesso finiscono schiacciate da impegni che non possono sopportare.
In un terzo dei casi, secondo la Caritas Ambrosiana, l’onere dell’assistenza ricade sulle spalle a sua volta di un anziano. Il cosiddetto caregiver (cioè chi si prende cura) è, infatti, una persona con in media più di 70 anni.
In genere un donna
, che nelle situazioni più gravi può arrivare a dedicare all’altro componente della famiglia (il marito), fino a 17 ore al giorno. L’impegno, nei casi più gravi, può essere talmente gravoso da assorbire completamente il tempo a disposizione della persona che offre aiuto che, di conseguenza, tende a ridurre la propria vita sociale, finisce per isolarsi e sentirsi sovrastata dal proprio compito al punto da non poterlo più svolgere.
L’Italia è uno dei paesi più longevi al mondo: la speranza di vita alla nascita ha raggiunto i 76 anni per gli uomini e gli 82 per le donne.
Negli ultimi 30 anni gli ultra 75enni sono triplicati e si stima che i centenari cresceranno di 20 volte nei prossimi 40 anni.
Quando, invece, le famiglie non possono contare su risorse interne, cercano tutte le alternative possibili, la prima e fra tutte quella in maggiore espansione è il ricorso a collaboratori domestici e assistenti familiari, reperiti in genere nel mercato del lavoro costituto dagli immigrati.
In molte regioni italiane, spiega sempre la Caritas Ambrosiana, il numero di anziani sostenuti dalle cosiddette badanti non comunitarie ha ormai raggiunto o superato quello degli anziani accolti nelle residenze sociali assistenziali o nei servizi domiciliari formalizzati..
Per salvaguardare questo approccio domestico, la  Caritas Ambrosiana propone la creazione di gruppi di sostegno ai caregiver. Nelle comunità parrocchiali possono formasi gruppi di volontari che si affiancano alle famiglie con anziani a carico per alleviare gli oneri di cura.
Sul fronte, invece, delle ‘badanti’ gli enti non profit in collaborazione con le amministrazioni comunali possono creare percorsi formativi per preparare le assistenti domiciliari e favorire l’incontro tra la domanda e l’offerta del lavoro di cura.

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