Fortunatamente sono iniziate le vacanze scolastiche ed a gioirne sembra debbano essere in maggior parte gli insegnati.
Una ricerca del professor Vittorio Lodola D’Oria ha infatti evidenziato che i docenti sono tra le categorie più a rischio per disagio mentale causato dal lavoro.
Le possibili spie di un disagio psichico: mancanza di concentrazione, incapacità di vigilare la classe o di svolgere attività come la compilazione dei registri.
A un gradino più su troviamo il perdere le staffe, il ricorrere alle mani con gli studenti, lo strappare i quaderni, strattonare gli alunni o addormentarsi in classe.
Il rapporto è stato elaborato su un campione di 2.186 insegnanti, tramite un questionario. I dati parlano chiaro: il 70% ammette di avere un disturbo da stress. Il 25% dei docenti individua negli studenti il motivo di stress, mentre il 21% addita i genitori come fonte di maggior tensione.
Ed il dato non è solo soggettivo perché, lo scorso anno il 71% degli insegnanti che si sono rivolti alla commissione medica ne sono usciti con una diagnosi psichiatrica (negli anni Novanta erano il 40).
In particolare: il 30% è stato dichiarato psicotico (schizofrenia e disturbi della personalità), mentre nel restante 70% la diagnosi parla di disturbi ansioso-depressivi.
Su 3.500 visite in collegio solo il 9 % ha ottenuto la idoneità al lavoro, uno su tre (il 27%) si è visto riconoscere l’inabilità temporanea, un anno nel quale l’insegnante viene dirottato su lavoro di segreteria o di biblioteca, ma uno su due (il 53%) ha ottenuto l’inidoneità permanente e il 10% l’inabilità assoluta al lavoro e mandati in prepensionamento.
- Redazione
- 28 Dicembre 2009










