In campo agricolo è quasi sempre il rovesciamento di trattori la causa di morte di anziani
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C’è già chi, è un pensionato emiliano romagnolo, che scrive su un blog, tal Carlo Soricelli, sostiene di essere in grado di fornire la situazione di tutto il 2009 per ciò che riguarda gli infortuni sul lavoro in Italia.
E conferma l’impressione, più volte espressa su questo quotidiano, che sia urgente mettere le mani nel settore agricoltura, dove i trattori sembrano aver assunto il ruolo di serial killer.
Questi i dati ufficiosi:  i morti per infortuni sul lavoro nell’anno 2009 sono stati 573, contro i 639 del 2008 con un calo quindi  del 10,3%.
Questi però sono solo i morti in occasione di lavoro, perché se a questi si aggiungono quelli dei lavoratori che muoiono per le strade mentre vanno o tornano dal lavoro,  si giungerebbe a 1080. L’INAIL non li distingue per ragioni contributive, un incidente nel percorso casa-lavoro, lavoro-casa è considerato, giustamente, un infortunio sul lavoro.
Se si limita l’analisi ai morti sul luogo di lavoro, e non per strada, secondo l’appassionato pensionato  ci si accorgerebbe della tragica situazione degli agricoltori in tarda età, (dai 60 ai 90 anni) che muoiono a causa del ribaltamento dei vecchi trattore che guidano.
166 morti sui campi per mezzi privi di qualsiasi protezione, quando i bolidi che si ribaltano sulle piste dei gran premi a trecento km l’ora lasciano quasi sempre indenni i piloti.
Questi agricoltori morti sarebbero dunque ben il 29,1% sul totale registrano e quel che è peggio, sarebbero in aumento in assoluto del 3,4% ( furono infatti 161 nel 2008).
Subito dietro, come incidenza, gli edili, soprattutto meridionali e stranieri, anche qui al nord, che con il 28,6 (164 in assoluto) sul totale registrano uno spaventoso aumento del 22% rispetto al 128 del 2008.
Gli stranieri morti sul totale sono stati quest’anno il 14,7% sul totale, percentuale superiore a quella della presenza straniera in Italia 
Le vittime nell’industria con la crisi sono effettivamente calate, quest’anno non superano il 10% sul totale, contro il 18,7% dell’anno scorso: meno di 70 morti sul totale, contro i 136 dello scorso anno, registriamo quindi un calo del 49%.
Con 31 morti, una delle regione con più morti rispetto al numero d’abitanti, è il Trentino Alto Adige, a causa delle tantissime vittime in agricoltura.. La Puglia ha un clamoroso calo del 47%, la Calabria del 50% . Mentre l’ Emilia Romagna ha superato i morti dell’anno scorso (52 contro 50), il Lazio regista un preoccupante aumento del 14% a causa di Roma, che ha un aumento del 22% nelle più disparate attività. La Lombardia, ha un confortante calo del 6%. La Basilicata ha un calo del 37%. 

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