E’ con un’ordinanza firmata il 7 Gennaio dal vice Sindaco Virgilio Lipparoni che il Comune di Marsciano ha deciso di riempire nuovamente il laghetto di stoccaggio temporaneo di Papiano con le acque azotate della laguna di Olmeto.
L’ordinanza in oggetto chiede alla SIA di trasferire, in caso di emergenza, le acque azotate per evitare rischi di inquinamento dovuto ad una eventuale esondazione delle lagune.
L’amministrazione ha organizzato in tutta fretta un incontro con la popolazione per informare i cittadini di questa scelta: “Le piogge degli ultimi giorni ci hanno costretto ad organizzare in poche ore questo incontro per una situazione d’emergenza che si è creata ad Olmeto ed alla quale bisogna dare subito una risposta” ha detto Lipparoni ai cittadini di Papiano.
“Riconosco che era un impegno una tantum quello preso lo scorso anno, purtroppo ci vediamo costretti a venir meno alla parola che avevamo dato ma la situazione che si è creata non ci da scelta”.
Poi l’assessore ha fatto il punto sulla situazione di Olmeto: “La struttura è ferma dai primi giorni di Agosto e non ha ricevuto neanche un litro di liquame: siamo riusciti a effettuare un po’ di fertirrigazione fra settembre e d ottobre smaltendo 7.000 metri cubi di acque azotate ma con le piogge intense di questi giorni il livello delle lagune è cresciuto e rischiamo la tracimazione, siamo stati costretti a spostare le acque azotate presso il laghetto di Platoni, vicino al biodigestore, e qui a Papiano, non abbiamo altre soluzioni”.
Poi ha anche spiegato si quale strada si sta lavorando dal giorno della chiusura per bonificare il tutto: “Siamo in continuo contatto con il CNR, domattina (oggi per chi legge) avremo l’ennesimo incontro con i tecnici e stiamo cercando di valutare la realizzazione di un impianto di depurazione che ci permetta di poter scaricare la acque azotate direttamente sul Genna”.
Non è stata certo una passeggiata quella di Lipparoni, la popolazione dopo l’esperienza del 2009 non ne vuole sapere a Papiano di avere nuovamente il laghetto pieno: “Credo che sia ora di dire che sono troppi i maiali nel nostro territorio e dobbiamo studiare qualcosa, a Bettona lo hanno fatto e noi non possiamo, cosa ci lega” ha chiesto la gente all’assessore; “Se continua a piovere saremo noi di Papiano in emergenza, avete pensato cosa fare in quel caso?”.
Dopo Lipparoni ha preso la parola il consigliere di Papiano Sorbini, di Rifondazione Comunista: “Quando mi avete chiamato il 5 per comunicarmi la cosa pensavo fosse uno scherzo, già in tempi non sospetti non volevamo queste acque azotate, e la storia ci ha dato ragione: abbiamo faticato come delle bestie per far portare via queste sostanze dal laghetto Rossi di Papiano, e ora dovremmo darvi fiducia?”.
Sorbini ha ripercorso la storia delle ultime vicende della struttura di Olmeto, mettendo bene in evidenza che non si può chiamare all’emergenza per quattro gocce d’acqua: “Abbiamo controllato i dati e quest’inverno sta piovendo come nelle passate stagioni, con scrosci più intensi ma la quantità d’acqua caduta nel nostro territorio non è anomala, anche un bambino avrebbe previsto che le lagune in inverno sarebbero salite di livello”.
“Per svuotare il laghetto di Papiano” prosegue il consigliere di minoranza “abbiamo faticato insieme ai dipendenti della SIA, costretti a lavorare con attrezzature ridicole che rendevano pericoloso e faticoso lo svolgimento del loro lavoro: 24 milioni di litri di acque azotate corrispondono a 48 giorni di fertirrigazione o, in alternativa, a 4000 botti che si portino via questa robbaccia”.
La proposta di Sorbini, come consigliere di Papiano è stata quella di limitare l’apporto a 5.000 metri cubi: “C’è un emergenza, secondo me per colpa di negligenze di alcuni responsabili, nessuno vuole creare un disastro ambientale, siamo disposti a ricevere 5.000 metri cubi di acque azotate, così da restare sotto il livello di criticità del lago, del quale non ci fidiamo”.
Un ultimo attacco di Sorbini va al Consiglio Comunale: “é un consiglio che lavora su temi non locali, abbiamo passato ore a litigare sui crocefissi e non ci è permesso di parlare in consiglio di Olmeto e delle relative problematiche”.
Il presidente Caciotto interviene per difendere il lavoro dei consiglieri: “Devo intervenire perchè non posso permettere che si screditino i lavori dei nostri 20 consiglieri, le sedute si sono sempre svolte in modo onesto e democratico”.
Anche Ceccarelli, capogruppo del Pd: “Dobbiamo andare al problema verso senza andarcene troppo lontani, non mischiamo il rischio della tracimazione con le problematiche di Olmeto: la struttura da 6 mesi è ferma, bisogna rispondere velocemente a questa emergenza e di tutte le vie studiate l’unica percorribile è questa qui”.
Gli risponde Velloni, del Movimento per la qualità della vita: “Chiamiamo le cose con il loro nome, quella sostanza è merda, non acqua, sapevate che l’impianto doveva chiudere ad Agosto e lo avete riempito a dismisura, l’emergenza è solo frutto del non saper gestire quella struttura”.
“E’ da troppo che vi chiediamo di valutare l’ipotesi di cambiare i vertici che gestiscono l’impianto” prosegue il consigliere di opposizione “ ma voi neanche la prendete in ipotesi, anzi, ci deridete a ci date dei terroristi quando vogliamo parlare di questi problemi, state solo prendendo in giro i cittadini di Papiano visto che non sapete quanta ce ne porterete e quando la tirerete via dal laghetto”.
Sulla stessa linea anche Mattioli, capogruppo di Rifondazione Comunista: “Il Consiglio Comunale deve occuparsi prima del locale e poi delle altre questioni, oggi stiamo parlando di un grave problema di coerenza, c’è una vostra promessa scritta dell’anno scorso dove dicevate che avreste utilizzato il laghetto una sola volta, oggi vi state rimangiando tutto: questa situazione è frutto di un grave problema di gestione della SIA, anche un bambino sa che nelle stagioni delle piogge il livello dei laghi sale, e voi parlate di emergenza”.
Le reazioni dei cittadini sono state le più svariate : “Non dobbiamo permettergli di portare neanche 5.000 metri cubi, se ne approfitterebbero come nel 2009 quando ci avevano promesso di usare il laghetto per poco tempo e poi abbiamo faticato un’eternità a farlo svuotare”; “A cosa pensano i dirigenti dalla SIA? Vogliamo i nomi dei responsabili, non è possibile che si continui a sbagliare e nessuno paghi”; “Dopo il terremoto come possiamo fidarci di una vecchia perizia geologica, vogliamo farne una nuova ed essere tranquilli”.
Interviene anche l’assessore Coletti, in difesa della scelta impopolare ma necessaria dell’amministrazione di Marsciano: “Non basta una cannuccia per svuotare le lagune, l’unico metodo che abbiamo al momento è quello di fertirrigare, le nuove normative regionali hanno posto vincoli sempre più stretti e ci troviamo in difficoltà, visto che al momento non siamo stati in grado di trovare un partner affidabile per iniziare seriamente a svuotare le lagune: la soluzione più reale al momento è aspettare Marzo e partire con la fertirrigazione”.
Prende la parola anche Moscoloni, consigliere di maggioranza papianese: “Purtroppo non abbiamo potuto rispettare l’impegno, questa scelta di riutilizzare il laghetto di Papiano non la condivido anche se dai documenti in possesso possiamo stare tranquilli: abbiamo la relazione geologica del ’99, una perizia del 2008, e abbiamo l’ARPA che, a seguito di un esposto di una cittadina, rassicura tutti sulla tenuta del lago in oggetto”.
Sabatino Ranieri è sintetico è pungente “Forse se avessimo iniziato a percorrere la via dei depuratori di stalla, unica proposta avanzata in questo settore, oggi non saremmo a questi livelli, se il CNR riesce a trasformare quei liquami in acqua da scaricare in tabella, meriterebbero il premio Nobel, spero che succeda ma credo sia dura”.
“La soluzione è la più semplice di tute” dice il medico marscianese “ servono soldi e basta, poi si fa tutto: questi 6 mesi di stallo non ci hanno aiutato ma dobbiamo tutti insieme battere cassa presso la Regione, presso il Governo e l’Europa per disinnescare questa bomba ecologica”.
Ultimo intervento quello di Carlo Cavalletti, esponente di Marsciano democratica e agronomo di professione: “E’ chiuso da 6 mesi e ci da questi problemi, pensate cosa sarebbe stato se fosse stata aperta la struttura di Olmeto: in molti, anche l’attuale Sindaco, hanno evidenziato i problemi gestionali ma nessuno ha mai pagato per questo e non capisco perchè da 10 anni si rinnova la fiducia a chi gestisce quell’impianto”.
“Noi vi chiediamo solo di poter fare in contraddittorio una analisi geologica del laghetto di Papiano, cosa che non ci avete mai permesso, se non c’è niente da nascondere fatecela fare, almeno ci toglierete ogni elemento di contestazione”.
Molte le questioni alle quali deve rispondere l’assessore Lipparoni in chiusura dell’incontro: “Al momento non so darvi dati certi, posso dirvi che ne metteremo il meno possibile e la terremo a Papiano per il più breve tempo possibile: le soluzioni per svuotare il laghetto di Papiano sono 2, fertirrigare o depurare, semmai questo sistema del CNR funzionasse nel nostro caso”.
“Intendo ribadire che le acque azotate non provocano rischi alla salute ma, soprattutto in estate, piccoli problemi di convivenza con un laghetto adiacente, nulla di più: con questo travaso la laguna si abbasserebbe di 10 cm”.
“Se siete convinti che stiamo facendo delle cose fuori legge denunciateci, non abbiamo problemi” tuona Lipparoni “non credo abbia senso fare analisi in contraddittorio ma se ci tenete tanto me ne faccio portavoce e ne parlerò in giunta di questa ipotesi”.
Inquietante un ultimo passaggio dell’assemblea: “Al momento abbiamo intenzione di utilizzare solo il laghetto di Platoni e questo di Papiano, visto che quello di Castello delle Forme (utilizzato per le acque azotate nel 2009) oggi non è più utilizzabile per problemi tecnici”.
La linea è pronta e funzionante, basta solo accendere le pompe è le acque azotate verranno trasferite a Papiano; l’impegno dell’assessore è stato generico ed è stato quello di portarne il meno possibile.
Seguiremo gli sviluppi nei prossimi giorni.
- Matteo Berlenga
- 9 Gennaio 2010










