Sembra che i sismologhi abbiano dimenticato che nel 1969, nella stessa zona colpita dal sisma del 15 dicembre, vi fu un terremoto di non lieve intensità, la cui sottovalutazione  potrebbe aver creato le premesse per i gravi danni di oggi; la testimonianza di chi c'era: il rag Raniero Di Mario
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Subito dopo il terremoto, che ha colpito Marsciano il 15 dicembre scorso, il Direttore dell’Osservatorio Sismologico Bina di Perugia elencò le scosse sismiche registrate nella zona di Spina e dintorni negli ultimi decenni e cioè quelle del 1954, 1972, 1993 e 1996.
Tutte scosse, nell’interpretazione dei sismologhi, di “lievi entità”, tanto che quell’area era considerata quasi asismica.
Lo strano è che in tale elencazione non viene menzionata la scossa  del 13 Agosto 1969, che interessò più o meno la stessa zona (Spina, San Biagio della Valle e Castiglione della Valle).
Il terremoto di 40 anni e rotti fa sembra che non sia stato tanto lieve e la memoria storica di un funzionario del Comune è in grado di colmare una lacuna.
Ci scrive, infatti, il rag. Raniero Di Mario che “al Comune di Marsciano, di cui allora ero Ragioniere, pervennero numerose denunce di danni. Si trattava in genere di lesioni più o meno gravi che, da quanto ricordo, non comportarono inagibilità o sgomberi, con un’unica eccezione: la casa dei F.lli G. di Castiglione della Valle, per la quale occorsero importanti lavori di consolidamento.
Probabilmente il terremoto del 13/08/1969 non è stato ascritto alla zona circoscritta dalle Frazioni predette in quanto, secondo notizie avute da persone del luogo, l’epicentro si sarebbe manifestato ai margini della stessa e cioè lungo la strada che collega Mugnano a Fontignano e che la scossa sarebbe stata tra il 6° e il 7° grado della Scala Mercalli.
Allora, però, non ci furono interventi finanziari diretti dello Stato, tanto che la famiglia G…” dovette “vendere un appartamento che possedeva in Perugia per finanziare i lavori.”.
Che, tuttavia, la scossa non era stata proprio di live entità lo testimonia il fatto che “ Ci fu, invece, un modesto intervento indiretto del Ministero dell’Interno che, tramite la Prefettura, inviò all’E.C.A. – Ente Comunale di Assistenza, di cui svolgevo l’incarico di Segretario, una certa somma, di cui non ricordo l’entità, per la erogazione di contributi ai danneggiati.
Di questa somma, una parte il Comitato Amministrativo dell’ E.C.A. la destinò per riparare i danni, notevoli, subiti dall’abitazione delle Suore dell’ Asilo (scuola materna) di Spina, scuola che allora era di proprietà dell’ E.C.A. (e che, con la soppressione di tale Ente avvenuta nel 1978, passò al Comune) e con il resto erogò dei sussidi di qualche decina di migliaia di lire agli altri danneggiati.”
Il Rag. Di Mario, sulla base dei suoi ricordi, formula poi una ipotesi che, col senso comune, non pare peregrina. “Il fatto che i danni subiti oggi dagli immobili appaiono sproporzionati rispetto alla violenza del terremoto” (del 15/12/2009) può significare che tali danni sono il risultato degli effetti cumulati di quelli precedenti e non solo di quello del 1969, di magnitudo paragonabile all’ultimo.

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