Il Comune di Todi sostiene che il fissaggio dei corpi illuminanti era stato autorizzato e mette le mani avanti nel caso di eventuali accuse di danni patrimoniali
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Come in una telenovela la vicenda si arricchisce di nuovi particolari, che adesso si concentrano sulle modalità tecniche con cui è avvenuta la collocazione dei corpi illuminanti e sull’iter tecnico seguito. 
Scende direttamente in campo l’amministrazione comunale di Todi la quale,"In relazione alle note vicende della illuminazione del Tempio di Santa Maria della Consolazione, l’Amministrazione Comunale di Todi, fedele ai propri doveri di vigilanza e controllo su “L’ETAB – La Consolazione”, ha preso atto della evoluzione della vicenda, delle volontà espresse dagli Organi periferici del MBAC ed auspica una serena soluzione degli eventuali problemi."
Dopo l’auspicio però, il municipio tuderte prova a togliersi quelli che ritiene sassolini nelle scarpe e "manifesta vivo stupore in relazione alle ultime affermazioni della Soprintendenza ai Beni Architettonici e Paesaggistici, secondo le quali non vi sarebbero state formali autorizzazioni al montaggio dell’impianto.
Al contrario, l’impianto è stato regolarmente autorizzato, con prescrizioni sul "fissaggio” degli elementi (
e quindi approvando che l’illuminazione fosse realizzata con proiettori installati direttamente sul Tempio)."
Per finire, "l’Amministrazione Comunale auspica che nel prossimo futuro si possa guardare con obiettività a quanto è accaduto, assicurando che eventuali costi di denaro pubblico siano attribuiti alla responsabilità di chi esterna simili ondivaghe e contraddittorie manifestazioni di volontà.".
Ciò vuol dire che la telenovela è destinata a continuare ancora a lungo, perchè occorrerà vedere ora se per la Soprintendenza l’assimilazione tra " sistemi di fissaggio" (di cui si parla nell’autorizzazione allegata) e buchi, adombrata dal Comune, sia accettata.
 

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