La chiede l'amministrazione comunale di Todi in un comunicato nel quale fa anche presente di non essere in grado da sola di provvedere all'acquisto della struttura di via Matteotti una volta che verrà dismesso l'Ospedale
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Lo ammette la stessa amministrazione comunale di Todi: di essere imbarazzata ed imbarazzato e strano appare il comunicato  emesso sulla destinazione del vecchio ospedale di Todi e sul nuovo di Pantalla.
Più che imbarazzato, l’esecutivo comunale  appare "legato", vista la deferenza che esprime verso il direttore generale della Usl, nonostante che nell´ultimo anno si siano succedute una serie di dismissioni di servizi, tutte apparentemente dirette a "ricondurre a ragione" le "eccellenze" dell´ospedale di Todi, per evitare che venissero esportate in quello di Pantalla, Tale struttura, per modernità e collocazione, potrebbe dar fastidio ad altre evitando, anche (ma questo non importa sicuramente a chi ha una visione ragionieristica delle necessità del territorio) ai cittadini di doversi sobbarcare spese e perdite enormi di tempo per prestazioni che erano abituati a ricevere sul posto.
Ma anche se si volesse fare un discorso puramente sanitario, forse si dovrebbero mettere in conto anche le malattie, per cui la sanità spende, in conseguenza degli alti tassi di inquinamento dell´aria nei poli verso cui confluisce e si vuole far confluire sempre più traffico.
Ma ormai non si parla più di servizi per gli uomini ma di uomini per i servizi e la conseguenza è che ritorna in auge la mitica economia di scala, come se la sanità fosse una fabbrica di bulloni, anche se poi le file e le liste di attesa si allungano.
Sembra sia proprio tornate di moda le mitiche "cattedrali nel deserto" e si sia dimenticato che è stata la distribuzione (vedi informatica, telecomunicazioni ed adesso energia) sul territorio che ha portato al successo di molte attività, in specie di quelle che hanno nel fattore umano la componente più importante.
Al di là delle ripicche per inviti e non inviti, nella sostanza il Comune di Todi chiede una proroga nei tempi di realizzazione delle strutture (strada di accesso e sistema di depurazione delle fogne) che competeva predisporre in tempo per l’apertura del nosocomio, i cui lavori sono iniziati il 10 marzo 2007 alle 9,30 e sul cartello dei lavori campeggiava una data di fine lavori che certo non era di quell´anno.
Inoltre, nella sostanza, il Comune rigetta l’ipotesi di provvedere da solo all’acquisto della vecchia struttura ospedaliera, dando atto che al di fuori delle scontate, da tempo, riutilizzazioni per i servizi sanitari che rimarranno nel capoluogo comunale non ci sono idee su cosa fare della gran parte della cubatura.
Qualche ulteriore imbarazzo all’amministrazione Ruggiano deriverà probabilmente dalle reazioni degli operatori dell’attuale ospedale tuderte che, nel comunicato, viene definito come una struttura fino ad ora al servizio della sola città di Todi , e quindi con un richiamo limitato.

Questo, comunque, il testo integrale del comunicato del Comune di Todi  

Dopo le uscite sui giornali dell’assessore Regionale Riommi siamo profondamente imbarazzati sui giudizi che lo stesso ha fatto nei confronti dell’amministrazione, soprattutto quando si sarà reso conto che il sindaco o chi per lui erano assenti perché non invitati nella riunione del 18 gennaio u.s. all’Hotel Villa Luisa di Todi.
In primo luogo sa bene l’assessore che il comune di Todi ha invitato ben due volte, a febbraio e a luglio 2009, il Presidente Lorenzetti e l’assessore Rosi a discutere sulla destinazione del Vecchio Ospedale, sulla struttura dei servizi del nosocomio di Pantalla e sull’assetto dei servizi sanitari territoriali.
Agli inviti mai nessuna risposta tranne una convocazione repentina del 17 dicembre u.s., per l’appunto dell’assessore Riommi, per sollecitare la disponibilità del Comune di Todi all’acquisto del vecchio ospedale di Porta Romana.
L’amministrazione comunale in quella sede ha ribadito di avere a cuore il problema e di essere interessato a contribuire ad una soluzione, ma che il riacquisto non può essere solo onere della nostra città, dal momento che l’ospedale di Pantalla non sarà più l’ospedale cittadino di Todi ma a servizio del circondario; ogni possibile ipotesi in collaborazione con la Regione, affinché la struttura possa essere “riempita” ed adeguatamente remunerata, è ben vista e per questo si attende risposta agli inviti rivolti.
Non può certo bastare l’accorpamento degli attuali servizi sanitari territoriali, per chiarezza le strutture di Cappuccini e dello Zodiaco, a compensare adeguatamente l’onere; di questo, peraltro, si deve dare atto al dr. Legato, direttore generale della Asl2, interpellato oltre un anno fa dall’assessore Ciani, di avere da subito dato disponibilità per questo.
Va da ultimo fatto notare che a fronte dei tempi di consegna per la struttura di Pantalla inizialmente indicati con la fine anno 2007, ci ritroviamo ad ipotizzare una consegna a fine anno 2010; sappiamo bene che opere del genere presentino difficoltà grandi ed a volte improvvise ma ci sorprende che tale clemenza nel valutare eventuali difetti di programmazione non sia altrettanto riconoscibile alla giunta Ruggiano; varrebbe invece stigmatizzare il fatto che nell’ipotesi iniziale di fine lavori 2007 avremmo dovuto ereditare già proposte e progetti concreti, formulati a tempo debito, da parte di chi ci ha preceduto.
Il fatto di avere ereditato soluzioni non tutte condivisibili è un dato di fatto ma con spirito di servizio e di rispetto per la città contribuiamo alla migliore soluzione; respingiamo invece fermamente al mittente l’accusa di assenza di progettualità.
Ci saremmo per questo aspettati risposte nei modi e nei tempi dovuti dal rispetto dei ruoli istituzionali e non certo di dovere leggere qua e la interventi e partecipazioni nelle sedi più disparate.
Confidiamo comunque che il chiarimento serva a ricondurre il dibattito all’unica aspirazione condivisa, la migliore soluzione per Todi, il territorio e la Regione.”

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