Oggi una giornata storica per le realtà economiche del territorio. Mentre nel pomeriggio si posava la "prima pietra" presso il nuovo polo industriale Flaminia Vetus, destinato alla produzione di energia da fonti alternative, questa mattina i lavoratori della Emicom hanno scioperato per la chiusura della società avviata con la procedura di liquidazione.
Le organizzazioni sindacali regionali, provinciali e locali hanno indetto, durante le due ore di sciopero, un’assemblea aperta nella gremita ex Chiesa Nova di Massa Martana. Duri apprezzamenti sono stati rivolti nei confronti dell’amministratore della Emicom, Alberto Terenziani, dai sindacalisti Adolfo Pierotti, segretario regionale Fim-Cisl, e da Attilio Romanelli, segretario provinciale Fiom-Cgil Terni.
Anche il sindaco di Terni, Leopoldo Di Girolamo, non ha risparmiato attacchi a Terenziani intervenendo a difesa dei lavoratori che la Emincom occupa presso il sito ternano della Alnuatel. “Mi devo togliere qualche sassolino dalla scarpa” – ha affermato invece l’assessore regionale allo sviluppo economico e alle attività produttive, Mario Giovannetti, riferendosi sempre all’amministratore della Emicom. Più diplomatico è stato l’intervento di Maria Pia Bruscolotti, sindaco di Massa Martana, che ha raccolto dallo stesso Terenziani l’intenzione di aprire un nuovo tavolo di trattative.
Al termine dell’incontro le forze sindacali hanno commentato positivamente l’esito dell’assemblea ritenendo che è stata importante per sensibilizzare le istituzioni, l’opinione pubblica e sono rimasti soddisfatti per la larga partecipazione di lavoratori. Qualcuno ha però commentato che il sindacato doveva muoversi prima e quello che oggi è mancato è stata la sottoscrizione di un documento unico dei rappresentanti istituzionali per attivare a breve un tavolo della crisi.
I dati rilevati dai rappresentati sindacali locali (Fabio Favoriti, Marco Ferrucci e Riccardo Laureti) sull’adesione allo sciopero oscillano tra il 70 e l’80% dei lavoratori. Un dato che se viene osservato però per aziende è anomalo in quanto i dipendenti della controllata AEA (per la quale è in corso una trattativa per un nuovo piano industriale) hanno aderito quasi al 100%, mentre quelli della Emicom (per la quale è in corso la liquidazione) è stata intorno al 70%.
“Noi stiamo lottando anche per loro, è stato un commento amareggiato raccolto al termine dell’assemblea tra i dipendenti Emicom, mentre un sindacalista di Terni ha rilevato che a Massa Martana non c’è una maturata esperienza sindacale come quella dei colleghi ternani. Va ricordato in proposito che i sindacati si sono affacciati per la prima volta in Emicom dallo scorso marzo 2009 in piena crisi aziendale.
Una crisi iniziata a metà 2008 con l’attivazione di una cassa integrazione ordinaria legata forse a qualche scelta imprenditoriale sbagliata, secondo le forze sindacali. Poi la crisi mondiale ha fatto precipitare la situazione ed a gennaio 2009 è stata attivata una cassa integrazione per riorganizzazione aziendale. Quest’ultima ha interessato circa 80 persone su 230 (pari al 35%).
Poi sono seguiti i due affitti dei rami d’azienda quello dei ponti radio, costruzioni e acquisizione siti (coinvolgendo circa 220 persone) e l’altro legato alla produzione di shelter. Il primo contratto è stato sottoscritto a metà settembre 2009 con la Semitec (partecipata al 60% dalla Siram e al 40% dalla Emicom) con durata fino al 31/12/2010. Il contratto per il ramo della produzione shelter è stato invece firmato a metà ottobre 2009 con la IST (controllata al 100% dalla CMP di Brescia) per una durata di 24 mesi. Il primo contratto di affitto con la Semitec è costato però il posto a 60 lavoratori con l’attivazione di una procedura di mobilità volontaria.
Da ottobre ad oggi l’unico piano industriale presentato alla Regione è stato quello dell’AEA prevedendo un’uscita dal capitale della Emicom. Il 31 dicembre invece per la Emicom è stata avviata la procedura di liquidazione.
Forse quello che oggi molti vorrebbero augurarsi è che la prima pietra che verrà posta nel nuovo insediamento industriale della Angelantoni possa diventare, nei prossimi anni, un futuro per quei 163 lavoratori della Emicom.











