Forte presa di posizione del sindaco Todini in difesa della struttura che da 20 anni esiste a San Venanzo, ma gestita da un club marscianese
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Oltre 4300 fan su facebook in pochi giorni fanno capire quanto la questione dell’eventuale chiusura dell’impianto di motocross di  San Venanzo stia a cuore a molte persone: la struttura esiste da venti anni ed è state creata e gestita grazie all’impegno di appassionati delle due ruote.
La struttura sorge su un terreno al confine fra il comune di Marsciano e quello di San Venanzo, dal lato del comune ternano.
Sembra che i problemi siano legati ad un casolare, che vuole essere trasformato un struttura ricettiva e che pretende che un crossodromo che è li da 20 anni venga spostato perchè rumoroso: il piccolo problema è che la struttura è sempre stata li, è un punto di riferimento per decine e decine di appassionati di motocross ed è una delle poche strutture sportive esistenti che non abbia a che fare con un pallone.
La rabbia, su facebook, degli appassionati si rivolge anche contro il monopolio del calcio: “Se non si corre dietro a una palla come gli stupidi si è fuori!”; l’eventuale chiusura di questa struttura sarebbe l’ennesima in Umbria, e andrebbe a creare forti disagi al popolo del motocross.
Dobbiamo anche ricordarci che l’Umbria ha dato i natali a diversi campioni di questa disciplina che conta un gran numero di appassionati.
Dal canto suo Todini, prende una posizione netta contro la ventilata chiusura scrivendo una lettera pubblica al suo pari grado di San Venanzo, “ la collega Valentini”.
Ecco le parole del Sindaco marscianese : “Sono contrario a qualsiasi ipotesi di chiusura del crossodromo Ciciano. Tale impianto, pur essendo collocato nel Comune di San Venanzo, è gestito da una storica associazione di Marsciano, il Motoclub Scorpioni, che ne ha saputo fare uno degli impianti di punta, per questa attività, a livello regionale e oltre.
Conosco il lavoro che la collega Valentini, Sindaco di San Venanzo, sta facendo per trovare una soluzione ragionevole al problema e ho assicurato a lei tutto il nostro sostegno. Considero molto pericolosa la china sulla quale sembra ci si stia orientando, anche oltre il caso specifico, per cui i conflitti tra esigenze diverse si risolvono chiudendo attività.
Le norme vanno applicate con il buon senso e non possono essere formalismi esasperati la leva per “sbarazzarsi” di attività che possono recare un minimo disturbo.
Considererei quindi una esagerazione il sottoporre l’attività del crossodromo a valutazione di impatto ambientale. L’Umbria non può diventare solo un luogo dove si viene a riposare con la pretesa di fare il deserto tutto intorno.
Occorre la capacità di adattarsi a quello che preesiste quando, come nel caso in specie, non si determina nessun rischio reale nè per l’ambiente né per una convivenza rispettosa dei diritti di tutti. E quando, come in questo caso, chi gestisce queste attività rispetta gli orari e gli impegni presi. Confermo il fatto che in qualunque sede saremo chiamati a formulare il nostro parere ci esprimeremo in questo senso.”
Non resta che attendere ora il parere del Comune di San Venanzo per spazzare via ogni nube da questa vicenda. 

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