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28 febbraio 2010
Precisazione sulle case popolari dal PDL

Ci preme rassicurare i compagni del Partito Democratico in relazione  alle loro preoccupazioni per quanto  riguarda il tema dell’assegnazione delle casi popolari.
Non ci sono sfuggite di certo le parole del  Presidente della Camera Fini che, giustamente, ammonisce la politica italiana tutta di trattare il tema dell’immigrazione con serietà e rigore, senza speculazioni elettorali. Perché, parlandoci francamente, se speculazioni sono state fatte, esse provengono tutte dal campo del centro-sinistra. Capiamo benissimo che i solerti compagni tuderti devono tirare acqua al mulino della Signora Catiuscia Marini, e per fare ciò attaccano l’operato dell’Amministrazione Comunale di Todi con le armi della più bassa propaganda elettorale, ma a tutto c’è un limite!
Quando il vice-sindaco Primieri ha parlato della POSSIBILITA’ (e non realtà!) che  l’85 % degli alloggi venga assegnato ad extracomunitari, non si riferiva al contesto tuderte  ma alla normativa regionale che disciplina il settore e che potrebbe determinare questa situazione. Nessuno quindi ha mai detto che l’85 % dei destinatari dell’edilizia popolare nel territorio di Todi siano extra-comunitari.
Il Partito Democratico, pur di confondere gli elettori, accende polemiche pretestuose e manipola dati come se niente fosse. La solita minestra insipida e riscaldata, condita come sempre da accuse di razzismo contro gli avversari.  Questa del PD, che ritiene patrimonio esclusivo della sinistra temi importanti come la giustizia sociale e la solidarietà (che invece sono di tutti!), è la solita vecchia politica che fa di tutto tranne che gli interessi degli immigrati e dei più deboli. Si, perché gli interessi degli immigrati si fanno costruendo un modello sociale serio e non preda della demagogia, dove la LEGALITA’ va di pari passo con l’INTEGRAZIONE, dove i DIRITTI corrono parallelamente ai DOVERI. Il Popolo della Libertà, pur con tutti i limiti possibili e con dei provvedimenti che sono perfettibili, questo sta facendo.
Citiamo direttamente le parole del vice-sindaco Moreno Primieri: “La legge stabilisce che i comuni nel proprio regolamento possano prevedere il limite massimo da destinare alle categorie speciali, alle famiglie italiane o comunitarie e a quelle extracomunitarie. Ebbene, con le modifiche del regolamento 80% degli alloggi sarà assegnato ai cittadini italiani ed il 10% alle categorie speciali (come disabili, anziani, appartenenti alle forze dell’ordine ecc.). In questo modo le successive assegnazioni di nuovi alloggi in costruzione vedranno riequilibrato il diritto all’abitazione, con più case ai nostri connazionali. Allo stesso tempo sono partiti i controlli incrociati per la verifica del mantenimento dei requisiti a carico degli assegnatari”.
Le modifiche al regolamento si sono rese necessarie perché prima le quote di assegnazione erano 50% per cittadini italiani, 20% per categorie speciali, 30% per cittadini residenti non comunitari. e, nell’ultimo elenco degli aventi diritto,  ai primi 12 posti risultano ben 8 extracomunitari. Cosa ci sia di scandaloso in tutto questo non si capisce, visto che sono misure di buon senso (siamo sicuri che anche gran parte dell’elettorato di centro-sinistra sia d’accordo) che nulla hanno a che fare con parole come razzismo. Questo termine lasciamolo per cose molto più serie ed importanti. Una cosa però percepiamo molto bene: il clima di campagna elettorale fa perdere la testa alla sinistra.
PDL Todi

28 febbraio 2010
Acqua pubblica o privata: parte il referendum

Dopo la chiara tendenza alla privatizzazione e svendita del servizio idrico e delle risorse, da parte del Comuni dell’Umbria (tranne Gubbio, Spoleto, Narni, Orvieto, Nocera Umbra) e della Regione Umbria (vedi concessioni all’imbottigliamento), Il Comitato Umbro Acqua Pubblica rilancia la battaglia contro la privatizzazione dell’acqua invitando tutte e tutti, le realtà associative, le forze politiche, all’assemblea di Costituzione del Comitato Umbro per il Referendum.
Quesito referendario n. 1 : "volete voi che sia abrogato l’art.23 bis L. 133/08 così come modificato dall’art. 15 L. 166/09.Leggi tutto
Quesito referendario n. 2 : "volete voi che sia abrogato l’art. 150 del D.lgs 152/06 (c.d. Decreto Ambientale).Leggi tutto
Quesito referendario n. 3 : "volete voi che sia abrogato l’art. 154 del D.lgs 152/06 (c.d. Decreto Ambientale). Assemblea di costituzione del Comitato Umbro per il Referendum
Perugia – Piazza Italia – 5 marzo 2010, ore 16,00 Palazzo della Regione – Sala della Partecipazione –
Comitato Umbro ACQUA PUBBLICA

27 febbraio 2010

Colussi  i biscotti di……..

Le Segretarie regionali di Fai Cisl, Flai Cgil e Uila Uil e le Rsu manifestano grandi preoccupazioni per il futuro del sito di Petrignano e per questo hanno chiesto l’incontro con l’Azienda che è stato fissato il prossimo 29 marzo. Questo perché è venuto meno l’incontro del 19 febbraio tra l’Amministratore delegato Ghelfi e le Rsu e non è stata fornita dall’Amministratore stesso un’altra possibile data dell’incontro. Le Rsu e le Segreterie  regionali chiedono attenzione da parte dell’Amministratore perché il sito di Petrignano è il più importante di tutto il Gruppo. 
Le Segreterie regionali di Fai Cisl, Flai Cgil e Uila Uil e le Rsu il 29 marzo vorranno affrontare le problematiche legate all’andamento del sito produttivo, visto che alcuni segnali che ci giungono sono molto preoccupanti. Per esempio, alcune produzioni sarebbero dovute arrivare da altri siti del Gruppo che sono stati chiusi. Invece, ad oggi, il personale è costretto ad utilizzare le proprie ferie determinando di fatto l’azzeramento del monte ore ferie personale. Un altro segnale negativo riguarda l’assunzione dell’ ottantina di stagionali nel 2009 ai quali o non è stato rinnovato o non sarà rinnovato il contratto. Un’ulteriore questione è legata al premio produttività, che tra i dati del mese di novembre e quelli di dicembre ha visto una diminuzione di 160 euro.
Tutto questo ci risulta anomalo e ci chiediamo cosa sia successo: l’andamento potrebbe essere legato alle conseguenze della crisi oppure al fatto che si siano perse commesse. Una cosa è certa: le relazioni industriali sono insufficienti. I problemi andrebbero comunicati almeno alle Rsu prima che si verifichino, come previsto dagli accordi.
Fai Cisl, Flai Cgil, Uila Uil Umbria, Rsu Colussi
 

27 febbraio 2010
“la Valle dei Cuccioli” chiede aiuto
 
Vi scriviamo per sottoporre alla vostra attenzione un enorme problema che riguarda gli amici a quattro zampe della Capitale.
Pensiamo che voi ci possiate aiutare dato l’impegno, il cuore e la passione nel sensibilizzare l’opinione pubblica denunciando gli abusi, i maltrattamenti ed ogni tipo di problema che riguardi gli animali.
Noi siamo “la Valle dei Cuccioli”, centro di adozione del canile Comunale e Centro di Cultura Cinofilo nel cuore di Villa Borghese, unico punto di riferimento per i cittadini di Roma nord. Questa struttura dal 2005 ospita una ventina di cani al massimo, i quali provengono dagli altri canili comunali per trovare una famiglia che possa accoglierli adeguatamente. Questa struttura è stata ideata come un grande giardino con all’interno spaziosi recinti e casette di legno proprio per salvaguardare il corretto sviluppo dei cuccioli e cuccioloni già traumatizzati dall’abbandono invece di farli crescere, vivere e morire dietro le sbarre di una gabbia. Il personale che ci lavora, gli educatori ed i volontari si sono adoperati ogni giorno per il benessere, l’equilibrio, l’educazione ed il recupero comportamentale di questi cani; si è cercato di trovare il binomio perfetto per le adozioni (436 adozioni da Marzo 2005).
Inoltre, la presenza costante di educatori di fronte alla “Valle dei cani”, un’oasi felice dedicata ai cani ed ai loro proprietari all’interno del meraviglioso parco di Villa Borghese, ha fatto sì che regnasse la tranquillità e venisse regolata l’aggressività.
Il problema è il seguente: la struttura deve chiudere per problemi principalmente “geografici” :siamo “parte del Bioparco e la presenza di cani è diventata incompatibile con gli animali esotici, in particolar modo i licaoni “African wild dog”, a noi più vicini. In 5 anni non si sono mai verificati casi di contagio di malattie infettive derivante della presenza dei nostri “ospiti”. Vorremmo far presente del VERO SPRECO e della GRANDE DELUSIONE dei cani e dei cittadini stessi che in essa hanno trovato un punto di riferimento dove rivolgersi a persone competenti per qualsiasi tipo di problematica. La chiusura della struttura è IMMINENTE. Aiutateci a dare una continuità a quest’idea, geniale e innovativa, ma soprattutto funzionale per i migliori amici dell’uomo.
BAU A TUTTI VOI

la Valle dei Cuccioli


26 febbraio 2010

Il PD tuderte sull’assegnazione delle case popolari

Il comunicato stampa della Giunta Ruggiano, a firma del vice-sindaco Primieri, riguardante i nuovi criteri per l’assegnazione delle case popolari è semplicemente vergognoso nelle sue falsità e nelle sue considerazioni.
Questa volta, per fare propaganda, Primieri afferma ingannevolmente che “ fino a ieri le assegnazioni di alloggi di edilizia residenziale pubblica avvenivano solo a vantaggio di cittadini extracomunitari”.
Nulla di più falso sia rispetto alla realtà degli attuali assegnatari, sia ai criteri dei precedenti bandi.
Non avendo alcuna intenzione di polemizzare con un centrodestra qualunquista e istigatore, lasciamo ai numeri la smentita di quanto affermato dal vice-sindaco.
Attualmente nel Comune di Todi esistono 76 appartamenti di edilizia residenziale pubblica, così assegnati: 65 a cittadini italiani pari all’85,53%; 3 a cittadini europei pari all’3,95%; 1 ad un cittadino asiatico pari all’1,31%; 7 a cittadini di origine africana pari al 9,21%.Un appartamento è libero a disposizione del Comune per eventuali emergenze.
Dai dati sopra riportati emerge che ai cittadini extracomunitari è stato assegnato il 10,52% degli alloggi disponibili, ben lontano da quell’85% evocato dall’esimio assessore.
La percentuale dell’85% sarebbe poi irraggiungibile, mantenendo i criteri dei precedenti bandi che, giova ricordarlo, già prevedevano quote di assegnazione: 50% per cittadini italiani, 20% per categorie speciali (come disabili, anziani, appartenenti alle forze dell’ordine ecc.), 30% per cittadini residenti non comunitari.
E le domande presentate e ammesse in base all’ultimo bando erano 69 di cui 39 di italiani (56,53%), 9 di cittadini comunitari (13,04%),1 americano (1,45%), 16 cittadini africani (23,18%) e 4 asiatici (5,8%). Anche in questo caso molto lontani da quell’85% sbandierato dal vice-sindaco.
Da queste falsità se ne deduce non solo la volontà di ingannare i cittadini, di istigare forme di razzismo, di generare una guerra tra poveri, ma anche il cinico disegno di speculare elettoralmente su bisogni primari dei cittadini.
Entrando poi nel merito delle modifiche al regolamento effettuate dal centrodestra, si rileva il grave fatto della riduzione della percentuale riservata alle categorie più bisognose (disabili, anziani, appartenenti alle forze dell’ordine, ecc) che è stata ridotta dal 20% al 10%, con una riduzione del 50% rispetto al regolamento precedente.
E a chi dimostra nei fatti di non avere alcuna considerazione per la parte più debole o più bisognosa della nostra società, cercando solo di speculare politicamente sulle chiacchiere noi abbiamo da dire solo una cosa: vergogna!
Rimaniamo davvero scandalizzati per questa linea di condotta che, come per i criteri di ammissione agli asili nido modificati da questa giunta, discrimina chi è più debole e quindi bisognoso dell’aiuto pubblico.
E, immaginando una società diversa, fondata sulla solidarietà, sull’equità e sulla giustizia sociale, proporremo di modificare il regolamento di assegnazione degli appartamenti di edilizia residenziale pubblica, ripristinando la quota del 20% a favore delle categorie più deboli o bisognose come disabili, anziani, appartenenti alle forze dell’ordine, ecc. E vogliamo vedere chi voterà contro.
Sugli immigrati regolari valgano le parole di un loro leader, Gianfranco Fini: “Un approccio al tema dell’immigrazione collegato alla campagna elettorale è fuorviante".
La velina di partito deve essere sfuggita ai destri tuderti!
Partito Democratico Todi

25 febbraio 2010
Marsciano: la crisi che non c’è

Sono una cittadina italiana e mi dispiace essere presa in giro dai miei conterranei. Abito a Marsciano da diversi anni, ma una cosa così stupida non l’avevo mai letta: a Marsciano risolviamo la crisi economica delle famiglie dando un contributo per abbattere in parte la Tarsu, A chi? Ai disoccupati senza reddito ? Ma no quelli se la possono cavare bene da soli! Ma diamo questa opportunità alle famiglie con almeno 4 figli. Ci siamo forse dimenticati che siamo in Italia. Già dalla 2 guerra mondiale le famiglie numerose hanno iniziato a diminuire fino ad oggi che abbiamo di media meno di un figlio a testa. Ma chi vuole prendere in giro l’amministrazione Comunale?  Dica pure che il contributo è riservato alle famiglie comunitarie ed extra comunitarie. Siamo coerenti. A Marsciano e dintorni di famiglie "italiane"con 4 figli ce ne sono pochissime e allora? Non sono queste miserie di aiuti che servono per superare la crisi! Siamo tutti consapevoli del brutto periodo che stiamo passando e allora non ci prenda in giro l’Amministrazione Comunale dandoci le brioches quando ci manca il pane!
Marzia Pesci, libera pensatrice.


25 febbraio 2010
Strada da Cimitero

In qualità di abitante di Todi, vorrei segnalare l’abbandono che da mesi interessa la strada che collega l’ ascensore e i relativi parcheggi a Porta Perugina e la discesa che da quest’ultima è diretta a Ponte Rio. Sta diventando sempre più un disagio percorrere, sia a piedi che con mezzi di trasporto, la strada in questione. La mancanza di marciapiede in molti tratti espone a concreti rischi tutti coloro che amano camminare e la vegetazione, come se non bastasse, sta prendendo il sopravvento su quel poco di banchina a disposizione, rendendo questa zona di Todi sempre meno apprezzata, anche esteticamente, da cittadini e turisti. Tuttavia, il problema più sentito dagli automobilisti, è l’incuria di cui è vittima l’asfalto. Percorrendo la strada con l’auto, molto spesso si è costretti a decidere se invadere la corsia opposta , che già di suo è una mezza corsia, o precipitare” in buche che mettono a dura prova le sospensioni. Addirittura, per i sobbalzi, si rischia di perdere il controllo del volante, con tutte le conseguenze che questo potrebbe comportare. Ritengo sia una vergogna abbandonare così spudoratamente un tratto di Todi che, proprio perché privo di attività commerciali, dovrebbe essere reso più partecipe, magari sfruttando il fantastico panorama che offre della campagna umbra. Non bisogna dimenticare, tra le altre cose, che questa strada rappresenta un collegamento diretto tra l’E45 e la zona dei parcheggi e dell’ascensore, punto nevralgico di qualsiasi attività turistica. Ciò significa che spesso il primo impatto di molti turisti in cerca di parcheggio è proprio questa strada. Basterebbero pochi interventi per sottrarla a questa situazione di degrado e valorizzare ancora di più una città già apprezzata in tutta Europa, ma che poi nel concreto rischia di non rispondere alle aspettative. Perché non dedicarle un po’ di attenzione?
E. Nini -S. Corneli

24 febbraio 2010
Farmacia Comunale di Todi: perchè vendere la "gallina dalle uova d’oro"?

Da notizie a noi pervenute, sembra che non sia tramontata del tutto l’idea dell’attuale amministrazione di mettere in vendita la Farmacia Comunale. Trattandosi di un bene pubblico, chiediamo, allora,   che sia fatta chiarezza.
Troppe volte infatti la città ed il Consiglio Comunale sono stati messi di fronte a decisioni assunte in qualche segreta stanza, senza alcuna possibilità di partecipazione, come nel caso della privatizzazione della gestione della Scuola   comunale di musica e del Teatro Comunale.
Per il momento ci limitiamo a porre una domanda: perché vendere la Farmacia Comunale?
È un servizio che garantisce reddito (mediamente 100.000 Euro annui), che serve per la gestione ordinaria degli altri servizi comunali; la gestione diretta garantisce vantaggi fiscali a differenza di ogni altra forma; le farmacie non sono considerate da nessuna legge servizio locale a rilevanza economica e quindi da mettere sul mercato.
Già queste sono tre buone ragioni per dire no ad ogni forma di privatizzazione. Il sospetto è che le ragioni che muovono gli attuali amministratori siano di ordine politico-ideologico: ridurre le funzioni del comune, fare cassa per sopperire alla loro incapacità di reperire in altro modo risorse finanziarie, liberarsi degli oneri di gestione, rischiando, da ultimo, di beneficiare solo qualche privato.
Noi siamo fermamente contrari ad ogni ipotesi di vendita della Farmacia Comunale, anzi riteniamo che debba essere, casomai, aperta una discussione sul suo potenziamento. La stessa farmacia può svolger    e ulteriori importanti servizi a favore dei cittadini, a patto che si interrompa l’attuale politica di depotenziamento e penalizzazione del personale.
Per questo ci opponiamo e ci opporremo ad ogni ipotesi di vendita, chiedendo piuttosto all’Amministrazione Comunale di ridefinire il ruolo di questo importante servizio, con progetti e programmi in grado di ridare anche adeguate funzioni e motivazioni al personale dipendente.
Gruppo Consiliare PD

24 febbraio 2010
Bocconi avvelenati ai cani di Massa Martana

In questi giorni nel territorio di Massa Martana, per la precisione nella piccola Frazione di Villa San Faustino, è stato avvelenato un cane con dei bocconi contenenti veleni usati in agricoltura.
Negli ultimi anni si sono verificati con sempre maggiore frequenza casi di avvelenamento di animali.
Molti di questi veleni agiscono lasciando completamente lucido l’animale, che quindi soffre fino alla fine
Solo chi ha visto un cane morire/soffrire per avvelenamento sa quale ne sia la sofferenza e l’agonia.
E’ una scena terribile, che non è possibile dimenticare..
Purtroppo i dati conosciuti sono estremamente scarsi. Non è ovviamente possibile conoscere il numero degli animali selvatici uccisi, che è sicuramente altissimo, ma anche per quanto riguarda cani e gatti solo poche persone presentano regolare denuncia.
Le persone colpite, infatti, spesso non sporgono denuncia per paura di ritorsioni o, per semplice "ignoranza" sulla invece reale gravità del problema.
Ancor più spesso chi è colpito riesce anche ad intuire chi potrebbe essere il fautore di questi ingiuriosi atti_il più delle volte per gli animali domestici, qualche vicino di casa indispettito dall’abbaiare o dall’uccisione di qualche gallina_ ma scrolla le spalle e fa finta di nulla.
L’utilizzo di polpette avvelenate è un crimine e come tale va punito.
Chiunque abbia un cane o gatto a cui vuole bene, non può permettere che altri animali siano avvelenati per mano di persone stolte che si "divertono" mettendo a morte esseri indifesi.
Con queste poche righe vorrei sensibilizzare l’opinione pubblica a considerare gli animali patrimonio della nostra terra e non "cosa" a nostra disposizione.
Dobbiamo tutti impegnarci per isolare questi malfattori, facendogli capire che li controlliamo nei loro passi falsi.
"Chi non ama gli animali è incapace di amare anche gli uomini".
 lettera firmata

24 febbraio 2010
Seghe in azione a Marsciano

E’ abbastanza presto stamattina ed avrei altre cose da fare piuttosto che stare qui a scrivere al computer, ma purtroppo "mi scappa troppo forte", e devo farlo.Stamattina a Marsciano si abbatte l’ennesimo albero!Non sò se l’Amministrazione Comunale locale, abbia in sé un avversione particolare contro questo tipo di esseri viventi, fatto stà che dopo la strage effettuata in Via di Ponte Nestore, con lo smantellamento di un bel viale alberato, che oltre alle sue funzioni naturali assolveva anche ad altre estetiche,per lasciar posto ad un "bel" marciapiede, rosso naturalmente, dove grazie all’assenza delle piante adesso le automobili possono parcheggiare, con buona pace dei pedoni che continuano a camminare nella carreggiata; dopo l’abbattimento di un albero secolare nei "giardini" pubblici del centro, già caratterizzati dalla presenza di una superficie di cemento maggiore di quella verde e dalla totale assenza di giochi per i più piccini, come notato da qualche malcapitato turista (aldilà dei rosei numeri prospettati), si prosegue con l’abbattimenti di altri alberi, prima tra la Salita Biscarini e Piazza C. Marx (che non è uno dei fratelli comici, purtroppo) nelle vicinanze di una ex-scuola anche essa abbattuta, poi con quelli intorno alla villa ex-Bocchini, e stamattina con un altro in Via Buozzi.Eppure queste piante dovrebbero essere pubbliche, e come mai allora vengono abbattute senza che i cittadini ne siano informati preventivamente?Adesso uno si alza al mattino, vede un ramo che gli impiccia,e via, anzichè tagliare il ramo, taglia tutta la pianta. Mi chiedo e vi chiedo di spiegarmi: ma i "Verdi" dove sono? Ve lo dico io: sono "arrossiti"! Ma non per la vergogna, sono arrossiti politicamente, solo così si giustifica il fatto che con questi atti l’Umbria stia diventando sempre meno "verde", e sempre più "rossa".
Molto dispiaciuto, e sempre meno tollerante.
Roberto Proietti

23 febbraio 2010
Te la raccomando la Asl 2!!!

Ho letto piu’ volte articoli e relazioni circa il buono stato di salute della ASL 2 e della sanita’ umbra in generale.
Ci vogliono delle belle facce toste ad affermarlo! Ho fatto un piccolo controllo circa i servizi resi e le liste di attesa per le prestazioni. Non voglio entrare nel merito di tutti i servizi "tolti" agli ospedali di Todi e Marsciano (che avra’ sorpreso piu’ i "cugini" Marscianesi, essendo Todi, ormai da decenni, abituata a vedersi togliere servizi e reparti).
In questi giorni ci si domanda cosa fare della vecchia struttura del nosocomio tuderte, ma io mi domando cosa ci si fara’ con quell’insieme di barattoli costato decine di milioni di euro siti in Pantalla se di reparti da spostarci non ce ne sono piu’ o quasi. Tutta quella struttura per realizzare, al massimo, un poliambulatorio (sempre che non ci tolgano anche oculista otorino ecc.)!
Ma non finiscono qui le dolenti note. Passiamo alle liste di attesa: si raggiungono, in taluni casi, gli 11 (UNDICI) mesi.
Ho provato a prenotare una mammografia per mia suocera. Liste chiuse, appuntamenti presi fino a novembre (NOVE MESI!). Alla faccia della prevenzione!
Ho poi prenotato delle analisi per me, e meraviglia appuntamento a brevissimo! Ma visto che a pensar male non si sbaglia mai, ho voluto comunque cercare la magagna. C’era!
Nello stampato del database della USL il mio indirizzo e’ sbagliato (o forse dovrei dire nuovamente sbagliato o ancora sbagliato). 10 (dieci!) anni fa ho cambiato residenza, tornando a vivere nella mia natia Todi. Ho fatto il cambio di residenza; mi e’ arrivato il talloncino della variazione dalla motorizzazione da attaccare sulla patente; ho ripreso a donare il sangue all’AVIS tuderte ed i miei referti ematici hanno iniziato a non giungere piu’ per posta o ad arrivare con l’indirizzo precedente corretto con l’attuale. Ho piu’ volte protestato, chiedendo l’immediata rettifica (i referti delle analisi rappresentano dei dati particolarmente sensibili!). Avis corregge l’indirizzo. Altra donazione altri referti spediti al precedente indirizzo. Altra arrabbiatura, ma AVIS non c’entra, e’ il laboratorio analisi. Correzione e tante scuse. La scorsa estate la cosa si ripete. Particolarmente alterato mi reco presso il CUP per protestare e mi dicono che faranno un appunto, perche’ loro non possono intervenire sul database che e’ di pertinenza del distretto. Passano i mesi, tutto a posto (sembra) anche la nuova tessera sanitaria giunge all’indirizzo corretto.
Ieri, vado a fare la prenotazione delle analisi e… vecchio indirizzo!
Mi domando quindi cosa abbiano fatto i dipendenti preposti in tutti questi anni (ben dieci). Ritengo che abbiano sempre e puntualmente percepito il loro stipendio, ma della puntualita’ del servizio reso non ne hanno fatto la loro bandiera.
E pensare che proprio ieri la Corte dei Conti Umbra ha affermato che la pubblica amministrazione Umbra funziona e non si ravvisano comportamenti scorretti da parte dei dipendenti!!
Ora valutero’ il da farsi, se l’associazione Altroconsumo (di cui sono socio) mi assistera’, credo proprio che passero’ dalle arrabbiature ai fatti concreti (e legali) chiedendo conto del proprio operato ai responsabili.
Ma che sanita’ di eccellenza abbiamo!!!
Menghini Francesco

23 febbraio 2010
In memoria di Ezio Morelli a Monte Castello di Vibio

 

Egr. Sig. Sindaco e consiglieri comunali,
nella seduta del Consiglio Comunale del 26 novembre 2009 siamo stati sollecitati a presentare delle proposte al fine di intitolare una via o un’area di Monte Castello alla memoria del Prof. Ezio Morelli scomparso il 30 aprile 2009 e originario del nostro Comune. Dopo aver valutato alcune aree di recente realizzazione abbiamo ritenuto più opportuno prendere in esame una zona di grande interesse per il nostro centro storico che necessita di urgenti interventi di manutenzione e la cui riqualificazione potrebbe essere effettuata a prezzo contenuto.
Proponiamo pertanto dei lavori di sistemazione che interesserebbero l’area della circonvallazione compresa tra il locale ex Acli e il Rivellino, con la realizzazione di una rosa dei venti in pietra intarsiata in corrispondenza della terrazza che si affaccia su Todi. Tale intervento garantirebbe la valorizzazione di una zona che attualmente è utilizzata solo come parcheggio e che rappresenta uno dei punti più panoramici del nostro paese. Parte dell’intervento proposto potrebbe essere finanziato con la maggiore entrata di € 5.000,00 prevista come canone annuo per l’installazione dell’antenna di Aria Adsl.
I  CONSIGLIERI DI MINORANZA  Matteo Ciucci,  Daniela Brugnossi, Costantino Pancrazi, Moreno Pancrazi

23 febbraio 2010
La follia del tiro al bersaglio su facebook

È uno degli ultimi episodi in ordine di tempo e sicuramente non è isolato. Ci riferiamo al gruppo apparso su Facebook la scorsa settimana che invita a “giocare al tiro al bersaglio con i bambini down”. Sul sito si poteva vedere (ora non è più possibile in quanto il gruppo è stato oscurato) la foto di un neonato sulla cui fronte è stato scritto “scemo”. I creatori di questo gruppo che si definiscono “il signore della notte” e “il vendicatore mascherato” esprimevano, nelle pagine del sito, alcune proprie motivazioni a giustificazione di tale atteggiamento: “E’ così difficile da accettare – scrivevano –  questa malattia (la sindrome di down – ndr). Perché dovremmo convivere con questi ignobili creature, con questi stupidi esseri buoni a nulla? I bambini down sono solo un peso per la nostra società”.
Purtroppo ci troviamo per l’ennesima volta di fronte ad atti di intolleranza gravissimi e aberranti che se anche, come in questo caso, non si esprimono in violenza fisica vera e propria, sono comunque il segno che, per gioco o per noia, la violenza e l’intolleranza sono parte delle vite di queste persone. Questi sintomi di insofferenza verso l’handicap o, come in altri episodi, verso le donne, ancora troppo esposte ad abusi e violenze psicologiche, sono segnali che la comunità non deve sottovalutare. Specialmente una comunità che cerca a tutti i livelli di realizzare da un lato le più ampie forme di inclusione nella vita sociale per i soggetti più “deboli” e dall’altro la promozione di comportamenti che riconoscano a tutti i soggetti pari dignità e diritti.
Il prossimo 8 marzo, la festa della donna, potrà quindi essere una nuova occasione per ribadire con forza l’indignazione delle persone civili verso tutte le forma di violenza rivolte, psicologicamente e fisicamente, alle persone più deboli della comunità, siamo esse bambini o anziani, uomini o donne, comunitari o extracomunitari.
La follia di cui il noto social network si è reso, suo malgrado, protagonista, ha portato ad un veloce epilogo con la chiusura del gruppo e la mobilitazione di tantissimi cittadini, associazioni e istituzioni, uniti nella condanna di tale atteggiamento.
È importante renderci conto che condannare non basta. Né può bastare l’individuazione, comunque necessaria, di adeguati strumenti legislativi volti a punire e censurare atti di grave intolleranza.  Bisogna interrogarci, con opportune riflessioni, sul ruolo che famiglia, scuola e istituzioni debbono e possono avere nella sfera educativa. Assistiamo ad dilagare di un disagio, nel mondo giovanile, cui non si può rispondere solo con la repressione ma si deve piuttosto affrontare con adeguate forme di comunicazione e ascolto, oltre che con l’adozione, da parte di chi dovrebbe rivestire un ruolo formativo, di comportamenti rispettosi verso l’individuo.
Roberta Baciarelli, Consigliere comunale di Marsciano con delega alle Pari opportunità

22 febbraio 2010

W la scuola pubblica

Spettabile redazione,
sono Santi Federico, del Coordinamento Provinciale "W la scuola pubblica" e "Coordinamento precari scuola" CPS.

Noi insegnanti e noi genitori, siamo in molti casi l’uno e l’altro, viviamo una condizione di confusione totale riguardo alla cosiddetta "Riforma" : mancano ancora i regolamenti applicativi e né le scuole medie inferiori possono fare orientamento verso le superiori, né quest’ultime avviare le iscrizioni. E’ una situazione grave, ciò che sappiamo, e da tempo, è solo quanto la scuola avrà in meno :
– meno tempo scuola(riduzione dell’orario settimanale di lezione, dalla scuola dell’infanzia alle superiori)
– meno insegnanti(100.000 insegnanti in meno, in tre anni)
– meno sicurezza e meno possibilità di un dialogo educativo efficace in aule con 30 e più alunni (dall’infanzia alle superiori)
– meno laboratori(meno tecnici e meno attrezzature di laboratorio)
– meno supplenti (tagliate le risorse per le supplenze, ogni scuola si arrangerà come potrà)
– meno fondi (per la gestione quotidiana, per la didattica e i progetti)
– meno pari opportunità (l’ingresso di privati negli organi decisionali produrrà disparità sul territorio nazionale. L’obbligo scolastico assolto solo con la formazione e la riduzione di un anno produrrà disparità tra i minori)
– meno risorse (per l’handicap, per i disturbi specifici di apprendimento, per l’accoglienza degli stranieri).
In tutto questo il Consiglio Regionale dell’Umbria al termine del suo mandato ha approvato la legge "Disciplina dei servizi e degli interventi a favore della famiglia", nella quale introduce il buono scuola per l’abbattimento delle spese sostenute per la frequenza della scuola (art. 10, comma 2), cioé un contributo per le scuole paritarie…
I coordinamenti degli insegnanti precari e della difesa della scuola pubblica hanno perciò chiesto e ottenuto un incontro pubblico con Maria Prodi, mercoledì p.v..ORE 15.00 Sala della Partecipazione del Consiglio Regionale Palazzo Cesaroni – P.zza Italia, 2 – Perugia
Federico Santi

22 febbraio 2010
Consolazione: la conta dei buchi

Il Comitato “Difendiamo la Consolazione” dopo aver letto le ultime dichiarazioni del Presidente dell’ETAB sull’illuminazione della Consolazione, non può non precisare quanto segue per puro amore di verità.
Nel citare i  fori praticati sul paramento del tempio, il Comitato non si riferisce naturalmente soltanto a quelli necessari a sorreggere i fari. 
   Il nuovo impianto consta in totale di 68 corpi illuminanti così distribuiti: 20 ad illuminare le semicupole, 16 per le nicchie e le finestre del tamburo, 16 per la cupola e 16 infine collocati sulla terrazza.
   Come ben si evince dalle foto, ogni proiettore è fissato con 2 tasselli di diametro e profondità ignoti, ma di certo adeguati ad assicurare la massima stabilità dei supporti anche in presenza di importanti eventi atmosferici (n. dei fori: 136). 
  Ognuno dei fari, come di norma, è alimentato da una scatola  di derivazione fissata con quattro viti di minori dimensioni e profondità (n. dei fori: 272). 
   I cavi di alimentazione che collegano tra loro i fari sono fissati ciascuno da sette/nove occhielli il cui numero di fori è arduo stabilire con esattezza, ma può essere stimabile in una quantità che supera le quattrocento unità (n. dei fori: più di 400).
   A questo punto è sufficiente fare una semplice addizione per dedurre che l’opera intera è stata realizzata praticando sul tempio oltre 800 fori di vario diametro e profondità.
   Per quanto riguarda poi il luogo fisico su cui tali fori sono stati praticati si può immaginare che se anche tutti  fossero stati fatti sui riporti di malta cementizia, almeno quelli più profondi siano arrivati ad intaccare il travertino.
   La preoccupazione per la dannosità e pericolosità di tali perforazioni trovano riscontro infine anche nella relazione del Direttore Regionale prof. Scoppola, redatta dopo il sopralluogo del 15 gennaio, il quale  propone  “ … lo smontaggio parziale o totale dei proiettori montati in prova direttamente sul monumento, la conservazione dei proiettori montati a distanza su appositi supporti verticali… [e] di dover proporre ogni utile accorgimento per l’otturazione dei fori praticati sul monumento…”.
   Per ciò che concerne invece le autorizzazioni, ci atteniamo a quello che è stato detto dalla massima autorità che fino ad oggi si è espressa in merito: il sottosegretario on. Francesco Giro, il quale ha concluso la sua relazione così: “… la Soprintendenza sta procedendo alla verifica degli obblighi dell’Ente proprietario in ordine alla presentazione di un nuovo progetto ed alla rimozione delle opere eseguite in assenza dell’autorizzazione.”
Prendiamo atto che l’intenzione era di fare qualcosa, ma siamo perfettamente in accordo con quanto scritto dal critico Sgarbi: “ corpi illuminanti che ne alterano le forme [della Consolazione]come foruncoli…[sono] sostanzialmente inutili per migliorare la spettacolare visione notturna del monumento…”.
Ultima cosa, noi siamo semplicissimi cittadini che hanno a cuore il patrimonio della nostra città: un grande patrimonio che appartiene a tutti.
 Comitato Difesa Consolazione


22 febbraio 2010
I sogni della gente perbene

Cosa avete provato leggendo  le trascrizioni  del chiacchierìo telefonico dei tre alti funzionari dello Stato in galera per presunta corruzione, di un imprenditore, anche lui incarcerato  con la stessa imputazione, di  altri ventisette  indagati per lo stesso reato, estratte dalle oltre ventimila pagine di atti giudiziari su appalti e Protezione Civile che la Procura di Perugia sta adesso esaminando?
Qualcuno risponderà, sdegno; qualcun altro  rabbia; altri ripugnanza; altri ancora diranno che c’è di peggio; qualcuno sospirerà: è la solita Italia, non c’è più speranza.
Premessa. In attesa delle decisioni della magistratura sulle presunte violazioni penali,   non c’è nulla di persecutorio in quello che state per leggere. E’ il racconto di un sogno.
Ho sognato la rivolta della gente perbene. E come era questo sogno? Ve lo racconto.
Sarà il tribunale a dirci se quei quattro in  prigione e gli altri ventisette indagati  –  e forse altri ancora dei quali s’aspetta l’incriminazione –  hanno commesso reati accettando e distribuendo “favori e altre utilità”  in cambio di favori,  ma intanto stanotte ho sognato che la gente perbene, che non pratica questi giochi per la semplice ragione che non li sa fare,   ha tirato fuori il solo sentimento che situazioni del genere suscitano: il disprezzo.
E così ho sognato che i vicini di casa dei quattro in galera,  mentre passavano  davanti ai cancelli delle loro ville,  o davanti al portone del condominio dove costoro abitano, ammesso che abitino in un normale condominio, voltavano  la faccia dall’altra parte borbottando come una tiritera: ”Che schifo! Che schifo! Che schifo!”. E sputavano per rafforzare il concetto. Non ricordo però se erano proprio sputi perchè nel sogno s’era messo a piovere e forse avevo confuso. Ma ricordo d’avere sognato che gli sputi ci stavano bene.
Sempre nello stesso sogno  ho visto tanta gente girare la testa e guardare  altrove, a fronte alta, negando il saluto, quando incontrava per le scale, al bar, per strada, sul lavoro  le facce degli altri indagati.
Ho sognato  anche che i ristoratori, i baristi, i benzinai, le commesse dei supermercati, i giornalai, i fruttivendoli  si rifiutavano di servire questa massa travolta dalle imputazioni.
Immaginate la scena che mi è apparsa in sogno. Costoro entravano al bar e subito si faceva il vuoto. Per non averli vicini i clienti uscivano  e la cassiera rifiutava  il danaro che quelli  avevano deposto sul banco  e l’addetto alla macchina del caffè, allargando le braccia, per voi  – diceva –  niente caffè.
Stessa scena in un ristorante. Il proprietario si faceva  incontro sulla porta, sbarrava il passaggio, e alzando gli occhi al soffitto faceva capire che non c’era  più un posto nel locale.
E quando in sogno vedevo la stazione di servizio,  pompa bloccata per loro. E casse chiuse, ma aperte per gli altri,  ai supermercati. E quando stavano per avvicinarsi  all’edicola  la saracinesca calava.
Nel sogno ho potuto vedere le facce di ognuno di loro e vi assicuro che erano di  tutti i colori.
Ho sognato anche di Bertolaso. Il personaggio, lo ammetto, mi piace e allora il sogno mi ha aiutato. Se gli hanno buttato la croce addosso –  mi diceva una voce  – è perchè la Cia ha deciso di vendicarsi dopo che lui, ad Haiti, ha detto che il soccorso americano  ai terremotati faceva schifo.
In sogno può accadere di tutto,  ma io non ho voluto saperne di più sulla storia della Cia.
Ho sognato anche Denis Verdini. Da Wikipedia e dalle cronache dei giornali   avevo appreso, come tutti voi del resto, che questo pingue signore non disdegna gli incarichi: professore alla Luiss, editore, banchiere, parlamentare, coordinatore del Pdl. E cosa ho sognato di Verdini? Ecco il resoconto del sogno, e spero di non dimenticare niente.  Era seduto su un tronetto e una fila di iscritti al Pdl sfilava davanti a lui,  ma invece di onorarlo strappava la tessera del partito e ne lanciava i pezzetti in aria facendoli volare come fiocchi di neve. Lui aveva una faccia, ma una faccia che non saprei descrivere.  Ma ho sognato dell’altro. Ho visto i clienti della banca di cui è presidente fare la fila davanti alla sede principale e agli sportelli delle filiali. Ero tra quella gente, nel sogno naturalmente, e sentivo che diceva che è meglio ritirare tutto e non lasciare niente.
Quella gente urlava, ho sentito anche parolacce, e allora mi sono svegliato, ho bevuto un po’ d’acqua, mi sono girato dall’altra parte e poi mi sono riaddormentato. Ma mi riapparivano le stesse facce perchè il sogno  –  ma adesso era un incubo  – stava ricominciando. Una voce senza volto diceva che  alla  fisiognomica  –  ricordate no? quell’idea di Lombroso secondo il quale si possono dedurre i caratteri morali delle persone  da  come hanno la faccia  – bisogna dare qualche credito, visto quello che succede. Ho tentato di opporre un po’ di argomenti di comune buonsenso  ma   quella voce mi ha imposto di stare zitto. Poi lentamente si è fatto giorno e appena sveglio  ho deciso di scrivere il sogno. Gli studiosi freudiani  raccomandano  di farlo sempre.
Alessandro Panini Finotti

22 febbraio 2010

Caro (si fa per dire) Rossini,

le cose delle quali dovresti vergognarti sono ben altre. Innanzi tutto non ti si permette di fare illazioni sul comportamento del sottoscritto. Non devo giustificare a te la mia assenza alla visita guidata del nuovo ospedale e la presenza di Ugo Todini, fatta passare, dal tuo dire, come ci fosse tra me e l’ assessore qualche screpolatura, testimonia invece l’attenzione che Fiamma Tuderte presta alla vicenda. Stai tranquillo che la nostra comunità è ben compatta tra gli uomini che a questa fanno riferimento ed ancor più con tutti i colleghi di Maggioranza. Se non c’ero è probabile che motivi personali me lo abbiano impedito. Non lo hai pensato? O è troppo pretendere che, qualche volta, tu debba usare l’organo giusto per pensare? L’Assessore Todini Ugo non ha scelto autonomamente di esserci ma abbiamo deciso insieme che fosse doverosa la presenza di un esponente di Fiamma Tuderte. Per l’ennesima volta il sottoscritto e la comunità di Fiamma viene attaccata e per l’ennesima volta non si può che fare la considerazione che ciò che facciamo e che diciamo disturba fortemente tutta la Sinistra.
Non è un peccato pretendere, dopo i “furti” subiti nella sanità, che l’ospedale nasca più funzionale possibile. Non è un’onta criticare la scelta del sito, le modalità di progettazione e la strutturazione del futuro organico e dei servizi che l’ospedale dovrà fornire ai cittadini. Veramente pensi che il sottoscritto non auspichi che l’ospedale non nasca morto? Caso mai è un peccato insistere sulla tiritera della viabilità. Visto che c’eri, o eri assente con quell’organo indispensabile al  raziocinio o sei in malafede. Io non c’ero ma il Sindaco Ruggiano, con un comunicato e Todini, per riferimento diretto, dicono che avresti dovuto sentire l’Assessore Regionale Rosi affermare che a Todi spettano le opere della sistemazione della strada di Buda, mentre compete alla Provincia realizzare la viabilità.
Ma la faziosità non ti viene mai meno e prosegui a battere quel tasto, con una maniacalità che dovrebbe preoccupare chi ti è accanto. Chissà che certe mie posizioni di critica e controllo, non possano determinare risultati positivi? Certo è che politicamente, ed è questo il nocciolo della questione, Marsciano è sempre stata, dalle Istituzioni regionali, più favorita rispetto a Todi ed il perché va individuato nel fatto che il PCI di allora ed il PD di oggi, marscianesi, contavano e contano molto più di quelli tuderti.
Noto che stai facendo carriera politica e che ora sei addetto a fare gli appelli ed a segnare i “bambini cattivi” che sono assenti nelle assemblee.
Complimenti!
Mario Epifani – Capogruppo Fiamma Tuderte

21 febbraio 2010
Cronaca di una giornata dedicata alla sanità nella Media Valle del Tevere

Ore 10 e 30: è in programma una visita al nuovo ospedale comprensoriale di Pantalla, riservata alle amministrazione locali, per verificare lo stato di avanzamento dei lavori, giunti ormai quasi al termine.
Il tempo è inclemente: piove a dirotto e si arriva con grande fatica nei pressi del cantiere: d’altra parte, che la strada ancora non ci sia è patrimonio collettivo. Il gruppo di visitatori è quello delle grandi occasioni: oltre all’assessore regionale, Rosi, ed al Direttore della ASL2, Legato, sindaci, amministratori locali, tecnici ed addetti stampa. Un primo dato da rilevare: l’ospedale c’è ed è quasi ultimato. Scontato!, si dirà. Scontato, certo, ma non per tutti.
A Todi, tre anni fa, un importante pezzo di campagna elettorale del centrodestra, quasi interamente delegato a Fiamma Tricolore, parlava allora dell’ospedale di Pantalla ribattezzandolo “il Fattore H”: un progetto che secondo Epifani & C. non avrebbe mai visto la luce. Passati appena tre anni, decisamente pochi per un’opera pubblica di queste dimensioni, l’ospedale è pronto. Epifani lo sa e non partecipa al sopralluogo, come invece ha scelto di fare il suo assessore di riferimento, Todini.
Entriamo nel grande atrio del pianterreno; l’impatto con la struttura, mai vista prima d’ora, è rassicurante: è davvero una grande opera. Centoventi posti letto e cinquanta milioni di euro investiti. In oltre mezz’ora di visita guidata ci viene presentato e descritto tutto: pronto soccorso, aree di diagnostica, reparti, ambulatori, sale operatorie.
Al termine della visita il sindaco di Todi Ruggiano, nel breve discorso di congedo, dirà: “Siamo orgogliosi di avere un ospedale così nel nostro comune.” Evidentemente ha cambiato idea: solo qualche mese fa procedeva alla testa di una manifestazione (per la verità, poco riuscita) dal tema preoccupante: l’ospedale di Pantalla nasce morto!
La smentita dei fatti è pesante. Nel prendere la parola l’assessore Rosi parla di un importante ospedale tra Perugia e Terni, sesto nuovo ospedale realizzato in Umbria in nove anni di governo delle giunte di centrosinistra: un risultato che non ha bisogno di commenti.
E la strada? Non c’è: deve provvedere il Comune di Todi, che in questi mesi ha accumulato ritardi pesanti, con il rischio che tutto il traffico ricada sull’attuale strada di Buda, assolutamente inadeguata allo scopo. Il sindaco Ruggiano assicura che la strada si farà, ma l’ospedale si vede, le promesse no!
La visita termina, con generale soddisfazione ed i meritati complimenti a chi sta compiendo l’opera, ASL in testa. Sono passate da poco le 12 e 30. Soltanto poche ore e a Marsciano si svolge un importante convegno organizzato dai Lions Club di Marsciano, Todi e Deruta. Titolo: “Le prospettive della Sanità locale con riferimento all’ospedale di Pantalla e alla riconvenzione delle strutture di Marsciano e di Todi”. Al tavolo, oltre al Presidente del Lions Club di Marsciano, Pierucci, l’assessore regionale Rosi, il direttore Legato, il sindaco di Marsciano, Todini, e una sedia gialla vuota, quella riservata, come recita la targhetta sul tavolo, al sindaco di Todi, Ruggiano. Un’assenza grave, alla quale il Sindaco tuderte avrebbe potuto rimediare, delegando il suo vice o, magari, l’assessore Ciani, più volte intervenuto in materia. Difficile pensare ad un’indisponibilità assoluta di tutta la giunta. Più facile credere alla scelta di non partecipare per non essere attaccati sulle molte inadempienze in argomento. Tanto più da sostenere di fronte all’attivismo del Comune di Marsciano.
Nel proprio intervento il sindaco Todini porta buone nuove alla cittadinanza: l’ospedale di Pantalla, voluto e sostenuto, è quasi ultimato; per arrivarci da Marsciano sono pronti due progetti: uno di adeguamento dell’attuale strada, già in programma, ed un altro di più ampio respiro, con relativa ipotesi di realizzazione di un ponte sul Tevere. Oltre a ciò il sindaco Todini annuncia che in giornata, tra la fine del sopralluogo e l’inizio del convegno, i presenti al tavolo hanno siglato un nuovo accordo per il riutilizzo della vecchia struttura ospedaliera di Marsciano, dove, tra qualche mese, nascerà una “casa della salute”. Per la struttura di Todi non si intravvedono soluzioni al momento e del resto il sindaco Ruggiano, che qualche chiarimento potrebbe ben darlo, ha deciso di non partecipare al convegno. In compenso tra le prime file in platea siede il padre, Giovanni Ruggiano, che, all’apertura del dibattito, sollecitato, prende la parola. Alla presentazione del Presidente Pierucci che lo indica come “padre del sindaco di Todi”, il professor Ruggiano lamenta di essere introdotto come tale, rivendicando i suoi trascorsi di buon preside e quelli, ancora in corso, di politico.
Sarà forse per deformazione professionale, ma, seppure le premesse parlassero di altro, il preside Ruggiano apre l’intervento portando una giustificazione per il figliolo assente. Il Sindaco di Todi, stando alle parole del genitore, non avrebbe ricevuto l’invito al convegno. Se la cosa in sé si presentava già abbastanza stravagante, essendo, peraltro, il sindaco Ruggiano membro del Lions Club di Todi (co-organizzatore del convegno), è stato lo stesso presidente Pierucci a precisare, suo malgrado, di aver personalmente consegnato in Comune l’invito per il Sindaco.
E così, dal grande imbarazzo per un’assenza grave, si è passati direttamente al ridicolo. Il resto della giornata non merita di essere raccontato. Credo sia doveroso rilevare, però, che Todi non può essere rappresentata così. Francamente, da tuderte, ho provato vergogna.
Carlo Rossini – Capogruppo Pd Todi

21 febbraio 2010
Ultime battute nel dibattito a Monte Castello Vibio

Alcune precisazioni sono d’obbligo! leggendo i vari interventi dei miei compaesani ritengo che ci siano da fare delle precisazioni….a te Lanfranco faccio presente che seppur dimissionaria, purtroppo per voi, la coordinatrice del circolo Pd di Monte Castello di Vibio sono ancora io, ma appena terminate le elezioni regionali sarà eletto il nuovo coordinatore, ti pregherei pertanto se hai lamentele politiche da rivolgere al mio partito, di rivolgerle a me. Ti voglio far presente, pertanto, che l’assessore in carica a Monte Castello è regolarmente iscritta al nostro circolo.Che all’epoca delle elezioni invece era ancora iscritta al circolo di Marsciano. Altra cosa è il fatto che sia stata strumentalizzata questa vicenda, dall’attuale amministrazione, per sbandierare a tutti che erano stati rispettati gli accordi (che erano ben altro e non riguardavo una questione numerica!) e che anche il pd fosse presente in giunta…purtroppo sappiamo bene tutti, oramai, come sono andate le cose e rivangarle non serve a nulla! Quello che aggiungo ora invece lo faccio come semplice cittadina di Monte Castello di Vibio, come avevo fatto presente nella mia lettera di dimissioni pubblica, ho osservato, ho ascoltato, ho letto… Quindi mi permetto di dire che quanto scritto dal Sindaco è vero, ciò che è stato fatto negli anni passati è tanto, ma non ci si può fermare e soffermare solamente a quello che è stato, dovremmo sempre avere degli obbiettivi che mirino a migliorare la qualità di vita e soprattutto a ripopolare una paese che, ahimè, seppur in crescita (demografica) cresce solo grazie ad un immigrazione variegata e spesso solo fittizia, concordando proprio con quanto il Sindaco ha affermato riguardo alle seconde case. Credo che, e chiunque sia genitore me lo può confermare, tutti siamo concordi nel definire i bambini il futuro. Se si vuole veramente puntare a ripopolare Montecastello è a loro che bisogna guardare e per qualunque genitore una delle cose primarie per i propri figli, è la scuola. Sono a conoscenza del fatto, che alcuni genitori stiano cercando di realizzare il progetto delle lezioni pomeridiane alla scuola elementare,sembra però che le difficoltà non finiscano mai. Allora mi chiedo…si trovano 175000 euro per la realizzazzione di un campo di preparazione atletica (quando con una spesa minima si potrebbe risistemare quello già esistente vicino al parcheggio camper), ma non si trovano i finanziamenti per realizzare un progetto per la scuola? Sempre facendo da semplice osservatrice ho sentito e notato che molti genitori preferiscono mandare i propri figli a scuola fuori dal comune, proprio perchè si fanno i pomeriggi, cosa che aiuta non poco i genitori che lavorano e, soprattutto, permette ai bambini di poter stare a casa il sabato; avendo vissuto questa realtà , posso affermare tranquillamente, quanto un bambino, che torna a scuola il lunedì dopo due giorni di riposo, sia molto più attivo e presente durante le ore di lezione. Voglio far presente, che questa mia riflessione, non è dovuta ad una mia reale necessità, né quindi a titolo di interesse personale, in quanto i miei figli oramai non usufruiscono da tempo delle scuole comunali. Portare più servizi alle scuole significa incentivare più famiglie a risiedere nel territorio stabilmente e non solo durante i periodi di vacanza, perchè il futuro di un piccolo paese come il nostro sta nella quantità di persone che vi risiedono stabilmente e non nella quantità anagrafica.
Catiuscia Mariotti

19 febbraio 2010
Bilancini & Chiaraluce: replica finale

La ricostruzione dei fatti proposta da Mario Epifani (comprese le dichiarazioni contenute nella sua e-mail privata inviata a Massimo Rocchi Bilancini) è del tutto fantasiosa e infondata. Ricordiamo che lo stesso Epifani, tra le ore 12:30 e le 13:15 di lunedì 15 febbraio, non era presente presso il Palazzo Comunale né tantomeno era presente nell´Ufficio del Sindaco Ruggiano al momento dell´incontro. Quanto alle presunte "minacce" e "offese" che Rocchi Bilancini avrebbe rivolto a Ruggiano nelle sue e-mail private inviate ad Epifani nelle ore successive (e non precedenti) all´incontro con il Sindaco, informiamo l´opinione pubblica che Rocchi Bilancini ha appena autorizzato lo stesso Epifani a renderle pubbliche, qualora egli lo riterrà utile  (dubitiamo però che lo farà). Il tentativo di farci passare per degli scalmanati, da noi largamente previsto, lascia il tempo che trova e chiunque privo di paraocchi saprà giudicare.
Quanto alle scuse che Ruggiano ci avrebbe rivolto per i ripetuti rinvii dell´incontro, escludiamo categoricamente che ciò sia avvenuto.
Prendiamo poi atto di come lo stesso Ruggiano, nella risposta da Lui inviataci questa mattina, preferisca non affrontare il merito della contestazione, non smentendo comunque la nostra ricostruzione dei fatti.
Da parte nostra teniamo a precisare di non aver mai tenuto un comportamento presuntuoso nei confronti del Comune e che la nostra richiesta non si è mai configurata come una pretesa (se mai abbiamo avuto una "pretesa" è stata soltanto quella di venire ascoltati). Riteniamo inoltre che una pubblicazione come quella da noi proposta non possa in nessun modo essere definita un´iniziativa con fine privato. Quindi, siamo noi ad essere stupiti, nel constatare come il Sindaco dimostri di avere, circa il ruolo del Comune di Todi nel sostegno alle pubblicazioni di storia locale, opinioni ben diverse dal suo Assessore alla Cultura Dott.ssa Bergamini.
Su una cosa comunque concordiamo con Mario Epifani: il carattere ridicolo e grottesco della vicenda!
Massimo Rocchi Bilancini – Valerio Chiaraluce

19 febbraio 2010
Il Sindaco Ruggiano a Bilancini & Chiaraluce

Egregi Signori,
rimango stupito nel ricevere la Vostra lettera del 17 febbraio 2010, nella quale lamentate un comportamento irrispettoso nei Vostri confronti.
Se c’è qualcuno che manca e ha mancato di rispetto al Comune di Todi, questi non sono certo io.
Non capisco con quale presunzione e da quale pulpito si possa “pretendere” un contributo di soldi pubblici, per una pubblicazione che nessuno, del Comune di Todi, ha mai commissionato e della quale non si è mai parlato prima della sua stesura.
L’ufficio del Sindaco del Comune di Todi è sempre aperto per i cittadini che debbano risolvere problemi, più o meno gravi, ma non per chi proponga richieste di distrazione di denaro pubblico per fini privati.
Distinti saluti.
Il Sindaco Avv. Antonino Ruggiano
( n.d.r.: la nota è stata mandata per conoscenza ai consiglieri comunali oltre che agli organi di stampa)

19 febbraio 2010
Contro rapporto del Pd sulla città di Todi

A leggere le dichiarazione di questi giorni rilasciate dagli assessori della Giunta Ruggiano alla stampa locale si ha come l’impressione che a Todi la maggioranza cerchi affannosamente di rifarsi il trucco.
Tutti lavorano alacremente di cipria e di pennello. Assessori e consiglieri comunali si danno un gran da fare con giornali, radio e siti internet, ma la realtà, ormai, supera di gran lunga i comunicati stampa. Gli argomenti, poi, sono sempre i soliti e, francamente, si rischia la noia.
Sarà forse anche per questo che il trucco non regge più e sul volto del centrodestra le rughe appaiono sempre più evidenti. Il continuo gioco di autocelebrazioni, portato avanti fin dalla vittoria del 2007, non regge: sempre meno cittadini colgono nella gestione Ruggiano elementi di positività; sempre più se ne lamentano.
Il centrodestra va avanti da tre anni senza programmi e senza priorità: non si coglie quale rapporto immaginino tra la città, ogni giorno più in difficoltà, e le frazioni, nelle quali si registrano pochi interventi e di scarsa portata; non si comprende quale rapporto dovrebbe legare in futuro il centro storico e la Todi immediatamente fuori le mura: si progetta un centro commerciale al Crocifisso, senza pensare a cosa ne sarà di un centro storico a rischio di "svuotamento", per il quale, intanto, si promette un parcheggio al Mercataccio, senza aver trovato ancora i realizzatori (e finanziatori!) dell’opera; a Porta Romana tutto si è compiuto con una rotonda da settemila euro e a chi chiede cosa ne sarà dell’attuale struttura ospedaliera l’amministrazione Ruggiano risponde con un "poderoso" progetto finanziato dal PUC2: si faranno prevalentemente marciapiedi (noti fattori di sviluppo economico!).
Nessuna nuova grande opera ha conosciuto la luce in tre anni di amministrazione; in compenso molti dei lavori ereditati dalle giunte di centrosinistra hanno subito ritardi.
Si cerca di far passare piccoli lavori, per lo più di ordinaria amministrazione, per opere faraoniche.
Si sperperano soldi tra lapidari e illuminazioni giudicate inutili persino da esperti di fama nazionale. Ciò che serve davvero, invece, non si fa: è il caso, per esempio, della strada per il nuovo ospedale di Pantalla, rimasta irrealizzata mentre ormai si è quasi pronti al trasferimento dei nosocomi di Todi e Marsciano.
Basterebbe guardarsi intorno per comprendere che la città si sta fermando.
Stando ai fatti, crediamo che il centrodestra farebbe bene a scrivere un po’ meno e a meditare un po’ di più.
Partito Democratico Todi

19 febbraio 2010
A difesa del Sindaco Ruggiano

Dopo quel che è accaduto nello studio del Sindaco Ruggiano ho ricevuto telefonate e poi una e-mail da Massimo Bilancini. Gradirei venga pubblicata questa e-mail che gli inviai in risposta alla sua piena di minacce ed offese verso il Sindaco. Quanto supponevo è realmente avvenuto. Non ho intercesso verso Ruggiano ma ho cercato di riparare ai tanti rinvii che Bilancini e Chiaraluce lamentavano. Il Sindaco ha chiesto loro perfino scusa per i mancati colloqui ma il signor Bilancini, come è uso fare, seguitava ad aggredire verbalmente Ruggiano. Tutta questa commedia e messa in scena è semplicemente ridicola.
Mario Epifani

 

 

Caro Massimo,

Che tu lo abbia già votato ho i miei dubbi. La minaccia di parlare male di lui lascia il tempo che trova, considerato che lo stai facendo da tempo ed io te l’ho rinfacciato più volte. Ho riattaccato il telefono perché hai l’abitudine di parlare da solo, a raffica ed in maniera sempre saccente. Così avrai fatto anche con il Sindaco, che a quanto ho appurato vi ha ricevuto con la massima
cordialità. Con Antonino non ho ancora parlato ma mi sono immaginato, con la conferma da parte della segretaria, il vostro atteggiamento aggressivo e tracotante. Prima di entrare avete subito inveito contro l’assistente del Sindaco ed avete proseguito al cospetto dello stesso con quella maniera che ti è consona. Mi sono adoperato per ricomporre la questione e tutto era a posto
tantoché Ruggiano vi ha fatto subito chiamare per ricevervi e per dirvi che l’Amministrazione era disponibile al patrocinio del vostro libro e propensa all’acquisto di alcune copie. Bastava meno presunzione ed irruenza e tutto sarebbe filato liscio. Se il Sindaco è andato sulle furie è evidente che vi siete comportati in modo tale da suscitare una simile reazione. Io e, tanto più
il Sindaco, esigiamo il rispetto che è dovuto da parte di qualsiasi cittadino: disposti sì a collaborazioni e rapporti ma non disponibili ad accettare atteggiamenti aggressivi e petulantemente diffamatori, come sei uso fare. Mi dispiace di quanto è accaduto ma sono convinto che tu te la sia andata a cercare.
Mario

19 febbraio 2010
Amministrazione di Monte Castello Vibio nè fantasma nè nullafacente

Vista la “lettera” di Lanfranco Marchetti indirizzata al consigliere comunale di Monte Castello di Vibio, Roberto Tassi, vorrei rispondere su alcuni aspetti politici e non, sollevati da Marchetti stesso in quanto chiama in causa anche l’attuale amministrazione comunale.
Non mi addentro sui rapporti che intercorrono fra Tassi e Marchetti ma vorrei ricordare a Marchetti alcune cose preliminari.
Come tutti sanno a Monte Castello, quella che è stata eletta nel giugno scorso non è una “nuova” amministrazione comunale (lo è ovviamente per alcuni componenti che sono entrati e ricoprono anche cariche importanti) ma è, fondamentalmente, la continuazione politica ed amministrativa di circa 26 anni ininterrotti alla guida del nostro paese.
In tutto questo lasso di tempo sono stati portati avanti molti progetti ed investimenti: acquedotti, strade, impianti sportivi, pavimentazioni dei centri storici, ristrutturazione del teatro della Concordia, metanizzazioni, rifacimento delle mura castellane, risistemazione dei giardini pubblici, archivio storico, recupero della Torre di porta di Maggio, realizzazione di nuove aree verdi con annesse palazzine polifunzionali, parcheggi, marciapiedi, nuove aree urbanizzate, fognature, depuratori, ecc. A ciò si è aggiunta, pur fra tante difficoltà, un’ opera costante in favore del mantenimento delle principali istituzioni e dei principali servizi: scuole, caserma dei Carabinieri, banca e tesoreria, poste, farmacia, ambulatori medici, ecc.
In questo quarto di secolo il paese ha cambiato volto ma certamente in meglio.
E’ ingiusto e sbagliato definire Monte Castello di Vibio un “cimitero a cielo aperto” perché così non è. E non è neppure vero che è in flessione demografica in quanto la popolazione residente dell’ultimo decennio è in leggera risalita ed in più, grazie al turismo ed alle seconde case, in estate ed in altri periodi dell’anno, il paese si ripopola mentre le campagne risultano fra le più belle e curate dell’Umbria grazie ad appropriati interventi di recupero di molti casolari rurali da parte di tante persone che provengono, per loro libera scelta, da ogni parte d’Italia e del mondo: America, Inghilterra, Germania, Olanda, Francia, Belgio, Sud Africa, Canada, Scozia, Svizzera, ecc. E assicuro a Marchetti che parlando con molti di essi sono assolutamente contenti di vivere proprio da noi e non in un cimitero…
Ricordo inoltre che sono ben 16 attualmente le strutture turistico ricettive operanti su tutto il territorio (agriturismi, country house, case appartamenti vacanza, ristoranti). Altre apriranno a breve.
Tornando  all’amministrazione comunale, anche in questa legislatura, come tutti sanno, sono previsti importanti investimenti ed iniziative fra cui la nuova Caserma dei Carabinieri (il cui piano attuativo è stato di recente adottato dal Consiglio Comunale all’unanimità  da parte di tutti i consiglieri che ringrazio pubblicamente), un nuovo campo di preparazione atletica, il rifacimento del muro di via Circonvallazione di Doglio, il potenziamento di alcuni acquedotti rurali, il potenziamento dei servizi turistico recettivi offerti dalla country house La Peschiera (di proprietà comunale), interventi di bitumatura su diverse strade comunali, nuove pavimentazioni e marciapiedi, ecc.
Negli ultimi anni abbiamo anche istituito un primo nucleo di Protezione Civile intercomunale insieme al comune di Fratta Todina.
Per quanto riguarda le iniziative culturali, oltre ad una pregevolissima stagione teatrale, ognuno può constatare che sono aumentate durante tutto l’anno e su tutto il territorio e riscuotono quasi sempre un pieno ed indiscusso successo anche perché abbiamo contribuito ad agevolare il lavoro delle tante associazioni presenti attraverso la messa a disposizione di locali, spazi ed attrezzature nonché la concessione di piccoli contributi economici.
Seppure di idee diverse non si possono accettare giudizi così sommari sull’amministrazione comunale e, più in generale, sullo stato delle cose e della vita civile, sociale e culturale che è ben più complessa ed articolata. D’altronde i cittadini, oltre ad una maggioranza, hanno eletto anche dei consiglieri di minoranza che possono esprimersi e confrontarsi con noi ogni volta che lo vogliono sia in consiglio che sulla stampa. Non credo che abbiano bisogno di megafoni così stonati.
La nostra amministrazione non è né “fantasma” né “nullafacente”. Dal suo insediamento tutti i consiglieri (anche di minoranza) e gli assessori, salvo casi forza maggiore, sono sempre risultati presenti a tutte le sedute del Consiglio Comunale, della Giunta e delle Commissioni e presenziano sempre durante le varie iniziative pubbliche.
Con un termine al quanto elegante Lanfranco Marchetti definisce  poi alcuni consiglieri comunali di maggioranza dei “pesci”. Ora è vero che abbiamo da poco superato il Carnevale ma se è consentito dissentire ed esprimere opinioni diverse non è certamente permesso insultare nessuno. Non si tratta solo di una caduta di stile. Nanni Moretti in un suo celebre film diceva infatti che: “Chi parla male, pensa male”.
Roberto Cerquaglia Sindaco di Monte Castello di Vibio

18 febbraio 2010
Legambiente sulla vicenda di Vascigliano di Stroncone

Il Circolo Legambiente di Stroncone e Legambiente Umbria si sono impegnati fin dal primo momento a fianco dei cittadini e dei comitati per rivendicare il diritto ad essere informati, ascoltati e partecipare alle decisioni .
Ci siamo preoccupati  soprattutto nelle prime fasi dell’emergenza, di supplire alla mancanza di informazioni certe, fornendo ai cittadini le informazioni di base a proposito della diossina e dei relativi pericoli e precauzioni; grazie al nostro comitato scientifico, al Prof. Briziarelli al Prof. Mearelli.
Al di là della doverosa solidarietà con gli agricoltori, gli allevatori e gli altri imprenditori danneggiati il nostro primo obiettivo è stato quello di richiedere impegni certi relativamente alla bonifica ed alla sicurezza degli abitanti. Abbiamo anche portato in ogni assemblea, in ogni incontro con le istituzioni l’esigenza, diffusa nella popolazione,  di ripensare totalmente la zona industriale di Vascigliano vero corpo estraneo nel bel mezzo di una zona a forte vocazione agricola e turistica. Siamo rimasti inascoltati quando richiedevamo maggiore informazione e partecipazione, quando chiedevamo indicazioni puntuali sulle precauzioni igieniche ed alimentari per la popolazione, siamo rimasti inascoltati quando chiedevamo la bonifica e il controllo delle diossine non solo per il presente ma anche per i molti anni a venire in cui resterà l’allarme diossina.
I dubbi sollevati dalle indagini e dai provvedimenti della magistratura confermano quelli che erano i nostri dubbi. Abbiamo massima fiducia nell’operato della Magistratura e stiamo valutando la possibilità e l’utilità (pubblica) di costituirci parte civile. Detto questo non intendiamo farci distrarre dagli aspetti giudiziari ed intendiamo continuare nel nostro impegno nel richiedere quei provvedimenti di tutela della salute delle persone e dell’ambiente che fanno parte del patrimonio scientico consolidato. Nello stesso tempo continueremo a batterci per il diritto all’informazione e partecipazione. Stiamo già preparando un primo convegno ed altri appuntamenti per tradurre in parole semplici e comprensibili per l’intera cittadinanza quel che c’è da fare secondo scienza e coscienza.
Alessandra Paciotto – Presidente di Legambiente Umbria

Riceviamo questa lettera di lamentela con preghiera di pubblicazione e la riportiamo come tale. La redazione è comunque aperta ad ogni eventuale replica o chiarimento.

18 febbraio 2010
Due cittadini si lamentano del comportamento del Sindaco Ruggiano

Alla cortese attenzione di tutti i componenti del
CONSIGLIO COMUNALE di TODI
e, p. c., a:
Sindaco di Todi
Dott. Avv. Antonino Ruggiano

Redazioni  giornalistiche locali

    Ci rivolgiamo a tutti i componenti del Consiglio Comunale di Todi, massimo organo di rappresentanza della cittadinanza tuderte, per denunciare il grave episodio di cui siamo stati vittima lunedì 15 febbraio 2010 nell’Ufficio del Sindaco Ruggiano. Prima di raccontare i particolari di quanto accaduto è necessaria però la seguente premessa.
    Intorno alla metà dello scorso mese di novembre abbiamo richiesto alla Segretaria del Sindaco Elisa Trappolini un appuntamento con Ruggiano precisandone il motivo: avremmo voluto incontrarlo per mostrargli su un computer portatile il PDF di un libro sulla Fabbrica della Piana che abbiamo scritto negli ultimi mesi dopo dieci anni di studi e riscoperte su questo importante aspetto della storia ottocentesca di Todi. Tutto ciò per verificare la disponibilità del Comune di Todi a sostenerne la pubblicazione con un contributo diretto o anche in forma diversa (ad esempio con l’impegno del Comune ad acquistare un certo numero di copie al prezzo di copertina). Del resto la pubblicazione di un libro sulla Fabbrica della Piana costituiva la naturale integrazione del progetto di valorizzazione dell’area comunale posta a valle dell’ex Mattatoio, interessata da manufatti importanti quali la Fontana dei Bottini, le gallerie drenanti ed altre strutture riferibili al cantiere ottocentesco. Progetto di valorizzazione che nell’estate del 2007 fu adottato pubblicamente dallo stesso Ruggiano (vedasi articoli di stampa di quel periodo) e che, nonostante le difficoltà, è stato comunque portato a termine (non senza i sacrifici, anche economici, dei sottoscritti).
L’appuntamento ci è stato fissato per giovedì 10 dicembre 2009, alle ore 12,00. Il 9 dicembre, in seguito all’incontro casuale con la  Segretaria Trappolini presso un bar del centro storico, abbiamo appreso che l’indomani Ruggiano non sarebbe stato presente per un impegno istituzionale. Motivo per cui, successivamente, ci è stato fissato un nuovo appuntamento per giovedì 17 dicembre, una settimana dopo. Il 16 dicembre, temendo un nuovo rinvio, abbiamo chiesto alla stessa Segretaria conferma o meno dell’appuntamento fissato per il giorno dopo. Ci è stato risposto, questa volta senza spiegarne il motivo e senza il minimo rammarico, che l’appuntamento sarebbe saltato anche questa volta e che ormai se ne sarebbe riparlato a gennaio. Poiché anche gennaio ha al suo inizio una serie di festività, abbiamo dedotto che la nuova data non sarebbe caduta prima della metà di questo mese. Considerando l’attesa di due mesi necessari per parlare con il proprio Sindaco, a capo peraltro di una comunità di appena 17.000 abitanti, davvero eccessiva, abbiamo preferito declinare, in quel frangente, l’ipotesi di un terzo appuntamento che, anche fissato, ugualmente sarebbe potuto saltare all’ultimo minuto, come già accaduto per i due precedenti.
A metà  gennaio 2010 due circostanze distinte ci hanno spinto comunque a formalizzare per iscritto con una lettera al Sindaco Ruggiano la richiesta di un contributo per la pubblicazione del libro. Da una parte avevamo letto alcune dichiarazioni dell’Assessore Bergamini contenute in un comunicato stampa divulgato ai primi del mese in cui, tra i vanti di questa Amministrazione in fatto di cultura, veniva citata “l’esaltazione della storia cittadina” e il sostegno dato alla “pubblicazione di libri e filmati di storia locale”. Dall’altra parte la sistemazione di alcuni dettagli ci aveva impedito di mandare il testo in tipografia nei tempi inizialmente previsti ossia all’indomani della festività dell’Epifania. Motivo per cui un incontro con il Sindaco risultava ancora possibile. Dunque in data 12 gennaio  abbiamo inviato a Ruggiano, e per conoscenza all’Assessore Bergamini, la lettera che alleghiamo alla presente, nella quale ricordavamo i due appuntamenti annullati e gli comunicavamo che, qualora fosse stato interessato a prendere visione del PDF, avrebbe potuto ancora farlo contattandoci nei giorni seguenti. L’abbiamo inviata, invero, senza troppa convinzione, decisi comunque a provvedere alla pubblicazione del volume con le nostre uniche risorse.
Nelle settimane succedutesi nulla abbiamo ricevuto o saputo. Ci è capitato però di incontrare, in varie sedi e in tempi diversi, alcuni membri della Giunta Ruggiano (l’Assessore Menghini e l’Assessore Todini) o esponenti di maggioranza  del Consiglio Comunale (i Consiglieri Epifani e Ranchicchio)  ai quali, fra una chiacchiera e un  saluto, è capitato di raccontare le nostre difficoltà a parlare con Ruggiano e di manifestare la nostra delusione. Arriviamo così al colpo di scena finale verificatosi negli ultimi giorni.
 La mattina di lunedì 15 febbraio uno dei sottoscritti, Massimo Rocchi Bilancini, alle 8:36 riceve la telefonata del Consigliere Mario Epifani che gli chiede una banale informazione pratica, il numero di telefono di un conoscente comune. Durante la conversazione capita però che venga citata dall’Epifani una recente pubblicazione di storia locale. A questo punto Rocchi Bilancini ne trae lo spunto per ricordare le difficoltà avute con Ruggiano, peraltro già note allo stesso Epifani, in relazione alla propria pubblicazione. È solo una parentesi nel colloquio che finisce poco dopo con la comunicazione del numero di telefono. Più tardi, intorno alle ore 11:30 , sorprendentemente veniamo entrambi contattati dalla Segretaria del Sindaco che ci dichiara la disponibilità del Sindaco a riceverci alle ore 12:30. Evidentemente l’ Epifani si era fatto promotore, nel corso della mattinata, delle nostre istanze. Alle 12:30 siamo puntuali davanti all’Ufficio di Ruggiano, abbiamo con noi il portatile per mostrargli il PDF del libro. Aspettiamo mezz’ora  seduti, pazienti e fiduciosi, il Sindaco è ancora impegnato con i dirigenti di una importante associazione culturale cittadina. Finalmente alle ore 13:00 si libera, ci invita nel suo ufficio e dopo appena due minuti (intesi in senso letterale, due minuti contati!) siamo già fuori, cacciati a malo modo come vermi, fra la nostra incredulità.
Facciamo davvero fatica a raccontare cosa è successo in questi due minuti, siamo ancora scossi. Neppure il tempo di aprire bocca, di sederci e di aprire il computer che subito si è rivolto a noi con queste letterali parole: “Anche voi avete fatto una pu…… con quest’incontro”. Un po’ stupiti abbiamo solo accennato che era da metà novembre che lo avevamo richiesto e che ci era stato annullato due volte, 15 o 20 parole in tutto abbiamo pronunciato, con pacatezza e senza eccessiva polemica, senza alzare la voce e senza aggredirlo. Ed egli invece a ribadire il concetto (siamo sicuri di aver sentito pronunciare da Ruggiano la parola “pu…… ” almeno tre volte), a dire che avevamo sbagliato a rivolgerci alla sua Segretaria Elisa poiché impegnata da mille altre cose, che avremmo dovuto semplicemente presentarci in Comune per riuscire a parlare con lui e che comunque lui lavorava dalla mattina alla sera. Abbiamo fatto in tempo solo a replicare che rivolgersi alla Segretaria per ottenere un colloquio con il Sindaco è la prassi, la procedura normale, che subito ha dichiarato che lo avevamo già indisposto. Di conseguenza, irato e fuori di sé, è uscito dal suo ufficio salvo poi rientrarvi e chiuderci la porta in faccia, non appena noi stessi siamo usciti. Il tutto, lo ripetiamo, nell’arco di due minuti.
Dunque dopo tre mesi esatti dalla richiesta avanzata a metà novembre siamo riusciti finalmente a parlare con il nostro Sindaco, peccato che ciò sia accaduto nel corso di un incontro-lampo in cui siamo stati letteralmente aggrediti, umiliati, offesi, come mai ci era accaduto in precedenza. Sono dieci anni infatti che ci rapportiamo per le nostre attività con gli amministratori di Todi e possiamo garantire che mai in passato ci è stato riservato un simile trattamento. Sollecitiamo pertanto i Consiglieri comunali di Todi, non solo quelli della minoranza ma anche e soprattutto quelli della maggioranza che sostengono questa Amministrazione, a richiedere al Sindaco Ruggiano spiegazioni del comportamento da egli tenuto in questa occasione, a censurarlo e a invitarlo a formulare scuse nei nostri confronti. Chiediamo infine che Ruggiano riferisca in Consiglio Comunale circa le modalità con le quali normalmente egli si rapporta con il pubblico, per accertare se simili atteggiamenti, che non si confanno ad un pubblico ufficiale, siano stati adottati anche con altri cittadini che, magari per quieto vivere o per carenza di mezzi, hanno preferito o sono stati costretti a tacere.
Pronti a ribadire in ogni sede la veridicità del racconto e dei particolari citati, porgiamo distinti saluti.
Valerio Chiaraluce
Massimo Rocchi Bilancini

18 febbraio 2010
Il Sindaco di Monte Castello di Vibio risponde al cons. Tassi

La necessità di realizzazione di un campo di preparazione atletica a Monte Castello di Vibio è un’esigenza sentita da tempo oltre che dalle squadre di calcio anche dalla cittadinanza che intravede ormai la possibilità a portata di mano di avere uno spazio molto importante a disposizione nei pressi del centro abitato in cui possono essere realizzati importanti progetti di sviluppo turistico recettivo che anche il consigliere Roberto Tassi ha condiviso con la passata amministrazione. Lasciarsi sfuggire l’occasione oggi significherebbe
con molta probabilità rinunciarvi per sempre.
Per quanto riguarda le sue segnalazioni di manutenzione ordinaria su immobili comunali vorrei rassicurare che sono tutte previste già nel prossimo bilancio di previsione: sistemazione di un tetto di un piccolo lotto di loculi comunali e del tetto del magazzino comunale. Per quanto riguarda lo spostamento dell’ufficio tecnico al piano terra è anch’esso nei programmi dell’amministrazione e che verrà a breve realizzato così come a suo tempo condiviso con lo stesso Tassi. Per l’ubicazione  dell’assistente sociale forse non si è accorto che già da oltre un anno la stessa è stata dotata di un ufficio apposito al piano terra in cui opera insieme all’operatore sociale di quartiere e, dal 2 febbraio, anche con 2 volontari del servizio civile.
Roberto Cerquaglia – Sindaco di Monte Castello di Vibio

18 febbraio 2010
Ancora sull’area di preparazione atletica a Monte Castello Vibio

Nessuno chiede che l’amministrazione comunale blocchi gli investimenti, io chiedo solo che vengano fatti investimenti in opere strutturali utili e necessarie per il nostro territorio. Il Sindaco Cerquaglia sa benissimo che quando la precedente giunta aveva iniziato lo studio su questo tema, erano tempi diversi, importi diversi ed era perfettamente a conoscenza delle promesse di finanziamento fatte da un consigliere regionale.  I tempi sono cambiati, la spesa è aumentata e il cofinanziamento regionale è sceso. Il sistema calcio dilettantistico, grazie anche alla grande crisi economica, sta collassando. Gia dallo scorso anno molte società calcistiche umbre,  si sono unite creando sinergie economico finanziarie con l’obbiettivo di costruire, grazie a bacini territoriali più ampi, quei vivai giovanili necessari per alimentare questo sport. Proprio in virtù di questo, essendo il nostro territorio molto piccolo e avendo pochissime persone che esercitano questo sport credo sia veramente un grande errore fare un simile investimento. I soldi  stanziati dal fondo sportivo potrebbero essere investiti per rifare il manto in erba sintetica del campo di calcetto di Madonna del Piano visto che con l’attuale fondo mette in pericolo le caviglie di chi lo usa.
Altri esempi, dove poter destinare il resto dei fondi potrebbero essere:
La rimessa comunale deve essere sistemata, il tetto in eternit è tutto rotto ed oltre ad essere pericoloso per la salute di chi frequenta quel luogo  ci piove come fuori. Non esiste un bagno (da anni obbligatorio anche nei cantieri mobili), dovrebbe essere usata come spogliatoio dagli operai esterni e da gennaio è utilizzata anche dagli operatori della Sia.
Nel cimitero del capoluogo, il gruppo dei loculi vicino la chiesa si sta sgretolando. Gia dalla passata amministrazione erano stati richiesti dei preventivi per il rifacimento del tetto. Ad oggi la situazione è peggiorata e le tombe dei nostri cari sono inondate da acqua piovana.
Alcuni servizi comunali di front office sono impossibili da raggiungere per i portatori di handicap, abbiamo ancora l’assistente sociale che riceve al secondo piano. L’ufficio tecnico è rilegato in un sottotetto e non è in regola  neanche con  le più elementari norme sulla sicurezza dei luoghi di lavoro.
Io credo che la maggioranza dei cittadini del nostro comune  voglia sapere al più presto quando si risolveranno questi problemi e non quando si realizzerà l’area di preparazione atletica.
Roberto Tassi Consigliere Comunale

18 febbraio 2010
Il Pdl sulla Consulta Giovani di Massa Martana

Nei prossimi giorni a Massa Martana verrà insediata la CONSULTA DEI GIOVANI, iniziativa apprezzabile, presa dall’ Amministrazione Comunale.
La Consulta, come spiegato dal Sindaco Bruscolotti nel primo incontro del 21 Novembre scorso, intende “rappresentare i giovani che vogliono partecipare all’ ideazione, realizzazione e promozione di iniziative volte al progresso sociale dei giovani tra i 15 ed i 29 anni, favorendo tra essi l’ aggregazione ed aiutandoli nel rapporto con le istituzioni locali, con il mondo scolastico, universitario e del lavoro”.
Organi della consulta sono l’ Assemblea degli iscritti, ed il Consiglio Direttivo, votato dagli iscritti e diretto da un Presidente.
Durante la serata è stata presentata ai giovani massetani la bozza dello Statuto e, dopo la lettura, è stato aperto un dibattito per apportare eventuali modifiche.
Saltarono alla luce due proposte importanti, la prima era che tra gli undici componenti del consiglio direttivo, oltre alle quote rosa, venissero comprese le diverse fasce di età.
Tale proposta, era tesa ad evitare che i giovanissimi fossero rappresentati da Consiglieri di età vicina ai trenta anni, quindi distanti dalle loro esigenze adolescenziali.
Inoltre, come specificato nella bozza dello Statuto, essendo la Consulta apartitica, per motivi incomprensibili i Consiglieri Comunali, tra i 18 e i 29 anni, ne fanno parte di diritto, possono esser votati dall’ Assemblea e far parte del Consiglio Direttivo.
Anche questo è stato argomento di discussione, ed al Sindaco e all’ Assessore è stata fatta la seconda proposta, cioè che i Consiglieri Comunali, possano si far parte dell’ Assemblea ma non possono essere compresi nella lista degli eleggibili alla carica di Portavoce o Consigliere della Consulta.
Con stupore però, il Consiglio Comunale del 29 Dicembre ha approvato lo statuto della Consulta SENZA le modifiche richieste proprio dai giovani massetani, adducendo che tali modifiche erano tecnicamente complicate.
Il Popolo della Libertà di Massa Martana, fa notare come un’ ottima iniziativa, condivisa pienamente anche dalle forze politiche di opposizione, parta con il piede sbagliato, con il rischio che il valore del progetto sia danneggiato da un sospetto di mera strumentalizzazione politica.
Per le motivazioni espresse, si afferma che l’ Amministrazione Bruscolotti, con l’ approvazione di tale Statuto, ha perso un’ occasione di trasparenza e sincero interesse nei confronti delle esigenze giovanili.
Coordinamento Comunale PDL Massa Martana

17 febbraio 2010
Dico a Lanfranco Marchetti

Caro Lanfranco, la mia coerenza, termine di cui spesso si abusa, non è che il mio credere in un percorso per far crescere il nostro Comune, per mettere a frutto le ricchezze che il nostro territorio ci offre e per migliorare la qualità della vita di chi lo abita. Questo percorso era stato pienamente condiviso da tutta la lista Coalizione dei Democratici ma solo fino al giorno delle elezioni comunali u.s.
Per tua conoscenza non sono il coordinatore del Partito Democratico, sono un semplice iscritto che per portare avanti le proprie idee, se fosse necessario,  è pronto a riconsegnare la tessera politica. Tutte le cose che ho scritto le ho firmate come Consigliere Comunale e non come coordinatore del PD. Detto questo io non sto portando avanti nessuna farsa;  passata l’incazzatura iniziale per essermi fatto prendere in giro come un pirla (sono il più grande ingenuo politico che ho conosciuto), mettendo a frutto le mie  esperienze amministrative in aggiunta  all’esperienza di  gestione d’impresa privata  e in piena coerenza con le mie idee,  cerco di contrastare l’amministrazione su tutte quelle cose, che secondo me, non vanno nella direzione giusta.  Anche io voglio le stesse cose che tu reclami, anche io voglio far crescere il nostro territorio;  forse abbiamo gli stessi obbiettivi ma come ben sai,  le tue idee sul come raggiungerli, sono molto diverse dalle mie. Voglio però rassicurarti su una cosa: io non sto cercando una poltrona, che già ho rifiutato all’indomani delle elezioni amministrative di giugno;  nel nostro comune non esistono poltrone (anche se molti ci si vorrebbero sedere); al nostro comune serve un Team di persone che sappia costruire un percorso di crescita territoriale, che conosca bene la vita di tutti i giorni,  che abbia un serio contatto con la realtà,  e  soprattutto di persone che non vizino la gestione amministrativa con interessi o passioni personali. Aggiungo che non abbiamo neanche  bisogno del “Generale”, che restando seduto sulla sua poltrona ottocentesca, da lezioni di vita.    
Roberto Tassi

16 febbraio 2010
Il rapporto Todini sulle frazioni todine

Da due anni a questa parte l’Amministrazione Comunale è intervenuta per risolvere varie tipologie di problematiche che affliggono le nostre frazioni come i dissesti idrogeologici, i consolidamenti, le strade, le pavimentazioni, le aree verdi, la pubblica illuminazione, la sicurezza stradale, i plessi
scolastici frazionali, i centri di aggregazione, i cimiteri, gli spazi pubblici in genere, l’ambiente ed infine con decine di interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria.
La frazione di Rosceto ad esempio è stata oggetto di un importante opera di consolidamento del borgo, al fine di evitare il movimento franoso che lo stava compromettendo. Altro intervento con la stessa finalità è stato fatto nella frazione di Montemolino, nella parte più a valle della rupe ove sorge il paese per evitare la caduta di grandi blocchi di pietra che oltre a rappresentare un pericolo per la strada sottostante avrebbero potuto creare movimenti franosi a danno delle abitazioni che sorgono in cima alla collina. Questa frazione tra l’altro è interessata anche da un’altra frana che ne limita l’accesso proprio davanti alla porta medioevale, anche in questo caso con l’assessore Antonio Serafini stiamo mettendo in campo tutte le risorse del caso per intervenire al più presto. Anche i borghi di San Damiano e Ripaioli sono afflitti da dissesti idrogeologici, a breve verrà fatto un sopralluogo con i nostri tecnici e quelli del servizio regionale di Protezione Civile per valutare il da farsi.
Per quel che concerne la viabilità, siamo riusciti ad intervenire sulla strada di Torregentile, anch’essa interessata da dissesti idrogeologici, sulla strada Chioano dove è stato eretto anche un muro di sostegno in prossimità di Collevalenza eliminando così un annoso problema di contenimento del terreno sovrastante. La strada di San Damiano, fino a 2 mesi fa impercorribile è stata ripristinata rifacendo gli sfondi ed il tappetino di bitume nei punti peggiori. Abbiamo prestato attenzione anche alla sicurezza stradale, apponendo nei centri frazionali 10 colonnine autovelox come deterrente per l’alta velocità nei centri abitati. L’ultima, di nuovo tipo sperimentale è stata istallata a Frontignano, a grande richiesta dalla locale Pro loco, indice che il tema della sicurezza stradale è molto sentito. Anche i plessi scolastici frazionali sono stati oggetto di interventi e migliorie varie, dalla messa a norma dei locali interni alla sicurezza dei parcheggi degli scuolabus, in particolare nelle materne di Pian di Porto e Pian di San Martino sono stati ultimati dei lavori
negli spazi esterni con l’apposizione di nuovi giochi. A Pian di Porto è stata fatta la rotatoria nella zona Marzia e si è bitumata la strada delle Badoglie, corredandola di illuminazione pubblica. Anche la zona di Pontenaia, nella strada che porta verso il campo sportivo, si sta ripristinando una linea di illuminazione pubblica da anni installata e mai fatta entrata in funzione.
Motivo di orgoglio dell’Amministrazione è sicuramente la nuova pavimentazione fatta a Pesciano, eseguita con tecniche innovative che sicuramente riproporremo anche in altri borghi storici. La Fontana delle Palle di Romazzano, completamente restaurata e strappata all’abbandono Per i centri di aggregazione, attualmente stiamo rifacendo il tetto del Circolo Ilci, nello stesso stabile interessato dai lavori vi è anche l’ufficio postale, abbiamo realizzato ed inaugurato la Casetta in legno di Torregentile, sede della locale pro loco ed abbiamo contribuito all’ampliamento del Circolo di Cecanibbi e di Duesanti, della casetta di Legno per l’area verde della lottizzazione Villaggio in Ponte Rio nonché il contributo alla realizzazione del campo polivalente di Collevalenza, dove si è intervenuti per bitumare la strada di Torre Coccinella.
Rifatta completamente anche la scala di accesso ai locali pubblici del centro canoistico di Pontecuti, la bitumatura della strada soprastante, ed anche la depolverizzazione di quella del Tevermorto. Nuovi giochi ed arredi per le aree verdi sono stati istallati in Pesciano, Duesanti, Ilci, Pantalla e Casemasce.
Con la comunità Montana si sono sistemate degli spazi pubblici a Collevalenza, Ilci, Pantalla, Montemolino e Camerata.
Per i Cimiteri frazionali invece si è provveduto alla costruzione di nuovi loculi in quello di Romazzano, alla manutenzione straordinaria delle chiese cimiteriali di Pantalla, Collevalenza e Camerata, presto partirà anche l’ ampliamento del cimitero di Pontecuti-Canonica e stiamo lavorando per la progettazione di una nuova parte in quello di Casemasce.
Da novembre 2009 ad oggi abbiamo anche realizzato 3 nuovi parcheggi frazionali, al cimitero di Pantalla è stata bitumata l’area prospiciente, in Ponterio presso il campo sportivo, davanti alla scuola elementare sempre di Ponterio e di prossima realizzazione anche quello di Borgo Mannella nella frazione di Canonica. Con il PUC di Pantalla si è bitumata la circonvallazione del borgo e si è realizzato un parcheggio.
Ambiente: Sta partendo la raccolta differenziata “porta a Porta” in ben 10 frazioni, una vera svolta per il territorio di Todi, uno dei pochissimi comuni rimasto al palo per questo genere di servizio, ci sarà il potenziamento dell’isola ecologica di Ponterio ma anche l’ottimizzazione del servizio di spazzamento nelle frazioni, con aumento di frequenza in quelle con maggior numero di residenti, particolare attenzione abbiamo rivolto anche alle discariche abusive, molte delle quali sono state chiuse e bonificate. Seguiamo da vicino anche il servizio idrico di cui ho dato notizia pochi giorni fa citando gli investimenti che abbiamo concordato e richiesto con Ati ed Umbra Acque per la manutenzione straordinaria dell’acquedotto che serve Camerata, Izzalini Torregentile, e Romazzano, verrà rifatto quello di Vasciano, ed anche le fognature della frazione di Collevalenza. Ma la novità sostanziale sarà l’investimento per il depuratore di Porchiano che servirà gran parte del territorio.
Un capitolo a parte meriterebbe il complesso intervento del contratto di quartiere di Ponterio, la costruzione dell’argine, la nuova zona per gli insediamenti industriali ed artigianali, la toponomastica, lo spostamento delle attività produttive, i lavori per la nuova palestra della scuola elementare, i nuovi spazi pubblici e tanto altro ancora.
A primavera saranno completati i lavori nel borgo di Izzalini, che oltre ad una bellissima pavimentazione finalmente vedrà risolti gli annosi problemi nella parte più a valle del paese.
Pubblica illuminazione: Al momento dell’insediamento delle Giunta Ruggiano risultavano spente o non funzionanti decine di linee di pubblica illuminazione che sono state ripristinate anche adeguando i contratti Enel, è stata incrementata la linea di Pian di Porto e sono di prossima realizzazione nuove linee a Vasciano, Pontecuti, Camerata, Montemolino e Frontignano. Le frazioni non sono poi mai state trascurate per quanto riguarda le manutenzioni ordinarie e piccoli interventi di urgenza e straordinari. Va ricordato che Todi conta ben 37 frazioni e non le abbiamo trovate di certo curate, sia in merito alla viabilità che per tutti gli altri vari servizi.
Continuano sempre gli incontri frazionali, per rimanere sempre in contatto con le esigenze ed i problemi più sentite dai residenti, tutto quello che è stato fatto fino ad ora è certamente una goccia nel mare rispetto a ciò di cui il nostro territorio necessita, credo però che l’impegno profuso e le cose fatte in appena 2 anni e mezzo siano un segnale importante e motivo di orgoglio da parte di questa Amministrazione.
Ugo Todini  Assessore alle frazioni del Comune di Todi.

16 febbraio 2010
Non per impedire di fare o illuminare ma per fare e illuminare bene.

Con piacere leggo il messaggio di Paolo Manni, partendo dalla Consolazione ci chiede di spostare lo sguardo a tutta la città e io aggiungerei alla salvaguardia del paesaggio Tuderte. Condivido l’invito a fare un salto di qualità, la Consolazione, Todi ed il suo paesaggio hanno un valore artistico e paesaggistico non solo locale ma nazionale, conclamato dall’attenzione di tanti critici d’arte di tutte le correnti politiche.
Il Comitato può allargare il proprio raggio d’azione a tutta la città e insieme a Italia Nostra farsi promotore di un’azione di salvaguardia artistica e culturale con valenza nazionale come già avvenuto per altri comitati nati in toscana.
Questa diverso angolo visuale ha il benefico effetto di trasformare la battaglia sull’illuminazione della Consolazione, che per molti Tuderti è stato interpretato come scontro tra destra e sinistra, tra chi vuole la luce e chi non la vuole, in un evento di crescita culturale collettiva trasversale alla politica.
Salvaguardare il patrimonio culturale e artistico di una città e di un territorio non significa immobilismo ma agire valorizzando i segni della storia dell’uomo e della natura e per fare questo ci vuole tempo e la ricerca caparbia del consenso oltre al rispetto delle regole.
Troppo spesso la politica fa diventare gli interventi sui beni artistici un semplice evento mediatico autoreferenziale. Il valore e l’importanza del nostro Comitato è quello di svolgere un’azione di stimolo e di controllo sugli interventi della politica o dei privati e aggiungo non per impedire di fare o illuminare ma per fare e illuminare bene.
Eros Modolo

16 febbraio 2010
A Tassi dico…..

Carissimo Roberto Tassi, coordinatore del partito democratico a monte castello di vibio, con immenso piacere leggo di nuovo in tam tam online che la diatriba tra te e la coalizione dei democratici, uscita vittoriosa  alle amministrative nel nostro comune solo per alune decine di voti, continua ad essere accesa, ma non riesco a capire di che pasta sei fatto e se sei coerente con le tue idee fino in fondo.
E’ da giugno 2009 che stai scrivendo, prima nel sito della coalozione dei democratici e successivamente su tam tam online, scagliandoti contro l’amministrazione cerquaglia, ma poi finisce tutto in fumo.
che fai tiri i sassi e vuoi nascondere le mani ?????
se hai la forza ,cosa aspetti a far cadere questa amministrazione che te  giudichi spendacciona ed io aggiungo nulla facente e fantasma ?????
L’hai visto? rispondono a tutte le tue lettere facendoti passare da visionario e relegandoti nella lista dei consiglieri, uscita nel giornale comunale, all’ultimo posto. capito????
ultimo  posto !!!!!!
E’ questa la considerazione che meriti ??????
Inoltre mi domando che coordinatore sei ?
All’interno della coalizione dei democratici ci sono personaggi che hanno la tessera e/o sono simpatizzanti del tuo stesso partito, che pesci sono ? dov’e’ la coerenza partitica di questi pesci ?
te stesso in una lettera a giugno 2009 nel sito della coalizione dei democratici menzionavi ed  accusavi questi pesci.
Io mi chiedo in quale mare nuotano ??????
Ora basta facciamola finita con queste farse !!!!
Te certamente hai le qualita’ e le carte in regola  per far cadere questa giunta, non  consona alle aspettative dei montecastellesi.
Mi sembra di vivere in un incubo, hanno ridotto Monte Castello in un cimitero a cielo aperto, non vi e’ piu’ anima viva in giro, qualsiasi iniziativa volenterosa delle associazioni viene vanificata dalla scarsa capacita’ demografica dell’intero territorio montecastellese. uniamoci in questa battaglia e ridiamo la luce, lo splendore, l’entusiasmo ai nostri concittadini.
Marchetti  Lanfranco

16 febbraio 2010
Le Foibe: il ricordo a Marsciano

Italiani torturati e giustiziati, gettati, alcuni ancora vivi, nelle Foibe.
Le Foibe sono cavità naturali diventate tombe per tutti gli oppositori di Tito che nel secondo dopoguerra hanno avuto la sola sfortuna di essere cittadini in terra straniera, di abitare Istria e Dalmazia, terre che l’Italia aveva perso con la firma del Trattato di pace.
L’oscurità ha avvolto per parecchi decenni sia i cadaveri di tantissimi italiani, sia una vicenda drammatica e dolorosa.
Dal 2004 esiste una legge che mira a ricostruire una memoria storica e ridare dignità ad un fatto che rischiava di cadere nel dimenticatoio.
I ragazzi della Giovane Italia di Marsciano, consapevoli dell’importanza che l’unico modo per costruire una memoria storica condivisa è quello di istruire ed insegnare, hanno portato la questione in Consiglio Comunale chiedendo, con un ordine del giorno /ad hoc,/ l’organizzazione di una giornata di memoria. L’Amministrazione lo ha approvato di buon grado condividendo la necessità di ricordare uno dei fatti dolorosi che la l’Italia ha vissuto durante la sua storia.
Purtroppo, forse per la mancanza di tempo, gli Organi Comunali non hanno fatto in tempo ad organizzare una conferenza sul tema, ma hanno scelto di commemorare quei tristi accadimenti dando appuntamento presso "largo Martiri delle Foibe" per la deposizione di una corona.
Significativa è stata la volontà del Vicesindaco, autorità che ha celebrato la ricorrenza, di fare una breve e sintetica descrizione di cosa si stava ricordando.
L’importanza di questo gesto va rimarcata in virtù della presenza di una classe quinta dell’ISIS di Marsciano, che sia alcuni ragazzi dell’Istituto stesso, sia noi di Giovane Italia avevamo fortemente voluto.
La partecipazione dei ragazzi è stata importante, non tanto per il numero di persone coinvolte — erano solo una piccola parte degli studenti di cui auspicavamo la partecipazione ed il massimo che è stato concesso dal Preside dell’Istituto — quanto per il segnale che deve essere trasmesso; la memoria storica si costruisce proprio partendo dai giovani, a loro si deve insegnare cosa è successo e la gravità dei fatti stessi.
Una volta che si conosce in maniera precisa il fatto storico allora si può chiedere di ricordare.
Il nostro auspicio più grande è quello di poter organizzare per le prossime occasioni delle manifestazioni più estese che coinvolgano prioritariamente tutti gli studenti ed in questo senso abbiamo già avuto rassicurazioni dall’Amministrazione in carica che, in via informale, ci ha comunicato di voler inserire dei progetti formativi già per il prossimo anno scolastico.
L’aver stimolato la curiosità di alcuni dei ragazzi presenti sarebbe per noi di Giovane Italia la soddisfazione più grande ed in virtù di questo abbiamo preparato del materiale, a disposizione di chiunque lo chieda, per poter studiare un po’ meglio la questione che offre molti spunti di approfondimento e può anche costituire, o nostro avviso, un buon argomento per una "tesina di maturità" (sto dando uno spunto per gli studenti delle classi quinte! A questo fine diamo la nostra disponibilità per aiutare qualsiasi ragazzo nella stesura della mappa concettuale avente come cuore Le Foibe e nel reperimento di ulteriore materiale per lo studio di un capitolo di storia da sempre fuori dai libri di testo.)
Unica nota stonata l’assenza di molte forze politiche e civiche, anche a noi vicine, che non volendo o non potendo hanno perso un’occasione per condividere l’intento di ridare dignità a donne e uomini uccisi per la sola "colpa" di appartenere alla nazione italiana!
Fiduciosi che questo sia solo il primo passo e che tanti altri siano ancora da compiere, siamo consapevoli che questa è l’unica via per rendere giustizia alle vittime e a chi ha perso gli affetti nel buio di una Foiba.
NOI RICORDIAMO.
Giovane Italia Marsciano

15 febbraio 2010
Carnevalandia, i commercianti ringraziano l’organizzazione

Caro Luca,
il Consiglio Direttivo dell’Associazione Commercianti di Todi vuole porgerti i più sinceri ringraziamenti personali e di tutti gli operatori commerciali da noi rappresentati, per aver organizzato in maniere assolutamente ineccepibile “Carnevalandia 2010”.
 Un particolare ringraziamento va espresso a tutte quelle persone che con il loro aiuto  hanno reso possibile la realizzazione di tale evento.
Ci preme citare il Sig. Claudio Nardoni che, con l’organizzazione del “Raduno Camperisti”, ha fatto conoscere la nostra città ai partecipanti della kermesse.
Grazie.
Roberto Prosperi 

15 febbraio 2010
Il Pdl martano sostiene le candidature tuderti

Nei giorni scorsi il Coordinamento PDL di Todi insieme al Gruppo Consiliare ha redatto un comunicato stampa riguardante la composizione della lista in appoggio alla candidatura dell’ Avv. Fiammetta Modena alla Presidenza della Regione.
In tale comunicato viene rafforzata la voglia dell’ Amministrazione Ruggiano di poter mettere a disposizione mezzi e uomini per affrontare con determinazione la competizione elettorale, che mai come in questo momento può dare la vittoria al centrodestra per il governo della Regione.
Il Popolo della Libertà di Massa Martana sente il bisogno di esprimere massimo appoggio all’ amministrazione Ruggiano invitando il Candidato alla Presidenza, nella figura dell’ Avv. Modena,  ed i vertici Provinciali e Regionali a stilare una lista vincente, composta da uomini e donne che possano portare il massimo aiuto in termini di preferenze e scelti in base al criterio di una maggior rappresentanza territoriale, visto anche il risultato delle primarie del PD.
Si ricorda che Todi è stato tra i  primi comuni sopra a 15.000 abitanti dove il centrodestra si è imposto sulle sinistre, creando cosi un effetto domino, che ha spianato la strada alla vittoria elettorale anche in altri comuni vedi Torgiano, Deruta, Collazone, Montefalco…dimostrando al popolo umbro come un sogno può diventare realtà.
Sarà per questo appoggiata l’ ipotesi del Coordinamento PDL di Todi, laddove inascoltata, di far pervenire tali valutazioni ai vertici nazionali, condividendo con essi la volontà di mettere in campo ogni sforzo per battere le sinistre.
Coordinamento Comunale PDL Massa Martana
 

14 febbraio 2010
La centrale elettrica a carbone di Bastardo- Ponte di Ferro, è scontro

Nell’anno del Signore 2010 l’avvento del Carnevale ha, anche nel ridente Comune di Gualdo Cattaneo, dato inizio ad uno strano turbinio di commedianti che si alternano in goffi giri di valzer sullo sfondo di una situazione che perdura da decenni fra il tragico ed il farsesco.
Il comprensorio di Gualdo Cattaneo è un territorio da quarant’anni offeso, inquinato, deturpato e squalificato dalla presenza dell’unica centrale a carbone d’Italia situata nell’entroterra anziché sul mare. Una delle più inquinanti d’Europa (si vedano i rapporti APAT in proposito), una delle più inutili e delle più antieconomiche (basti pensare ai costi del trasporto delle 400 mila tonnellate annue di carbone indonesiano che deve attraversare mezzo pianeta fino ad Ancona per poi essere portato a Foligno in treno e a Gualdo Cattaneo su gomma).
Un impianto che, negli anni, ha fatto la fortuna di pochi a discapito di tutti gli altri.
Oltre al problema delle emissioni tossico-nocive (ricordiamo che la combustione del carbone libera ben 67 sostanze inquinanti di cui ben 23 cancerogene, e che non esistono sistemi di filtraggio in grado di arrestarne le emissioni più pericolose), oltre ai rifiuti speciali bruciati negli anni ’90 (ceneri di OCD), oltre alla piaga dell’inquinamento acustico, oltre all’aumento dell’insorgenza di alcuni tipi di tumori e leucemie (cosa che non è passata inosservata e che comunque fa nascere legittimi interrogativi in merito ad un possibile nesso causa-effetto fra emissioni e malattie), non va infatti dimenticato il danno economico in termini di mancato sviluppo delle vere risorse del territorio (vino DOCG, olio DOP, turismo e mercato immobiliare di pregio). Decine, centinaia di posti di lavoro che potrebbero diventare realtà ma che non si concretizzano a causa della presenza di un reperto di archeologia industriale con un monte di carbone alle sue pendici, e che sputa fumo in faccia alla Rocca, monumento-simbolo del Comune di Gualdo Cattaneo.
Il gestore stesso del sito, accortosi dell’antieconomicità del produrre energia bruciando carbone lontano dal mare – fra l’altro nel cuore della zona DOCG del Sagrantino di Montefalco – dovendo per giunta sottostare ai valori-soglia delle emissioni dannose per l’ambiente e la salute, si è finalmente dimostrato possibilista sulla cessazione dell’attività dell’impianto.
Il quale potrebbe comunque essere convertito in una centrale ad energia solare (fotovoltaica o addirittura termodinamica, dato che l’eccellenza nella produzione di componenti in questo settore emergente è rappresentato dalla Angelantoni S.p.A, situata a Massa Martana, a meno di venti chilometri di distanza dal sito in questione).
E proprio nel momento in cui le rigide logiche di mercato, che impongono innanzitutto razionalizzazione dei costi, stanno per una volta andando a favore dello sviluppo sostenibile del territorio, arrivano i commedianti.
Da una parte il Sindaco che esprime parere favorevole al rilascio dell’Autorizzazione Integrata Ambientale senza minimamente interpellare il tecnico (il Dott. Federico Valerio, chimico ambientale dell’Istituto Nazionale per la Ricerca sul Cancro) appositamente nominato per valutare l’impatto dell’attività dell’impianto sulla salute dei cittadini ed accontentandosi solo di generiche e per nulla vincolanti promesse.
Dall’altra i cosiddetti "sindacati confederali" (o "maggiormente rappresentativi" come amano autodefinirsi) che intervengono a gamba tesa sparando sentenze che denotano, tristemente, un’ideologizzazione ed un concetto di progresso vecchi di almeno due secoli.
Proprio i sindacati confederali, abituati a far sfilare i lavoratori al freddo per le vie e per le piazze mentre i loro probiviri scendono a patti con le consorterie confindustriali nel caldo delle segrete stanze del potere, hanno voluto dare il meglio di se’ anche in merito alla vicenda di Gualdo Cattaneo.
Facendo leva sul solito ricatto occupazionale, tirando in ballo i 113 dipendenti impiegati presso l’impianto ed altri 100 non ben precisati "operatori dell’indotto", i sedicenti "maggiormente rappresentativi" convocano una conferenza stampa al grido "Salviamo la centrale" (per la conferma del numero dei posti di lavoro si attendono le stime della Questura).
Parlano dei circa 200 posti di lavoro (moltissimi dei quali prossimi alla pensione) omettendo di menzionare il mancato sviluppo dei settori-chiave del territorio e la conseguente creazione di posti di lavoro che la presenza dell’impianto pregiudica. Parlano dei valori-soglia delle emissioni di ossidi di azoto e di zolfo alla stregua di un problema da aggirare anziché una garanzia da rispettare a tutela della salute degli abitanti.
Parlano dell’impianto come una struttura da rilanciare, potenziare ed incrementare, in un territorio a vocazione agricola e turistica, senza fare il minimo accenno alle alternative di produzione energetica ecosotenibili che sono ormai una realtà concreta anche sul versante economico e soprattutto occupazionale.
Questi signori, che da sempre sguazzano nell’ideologia (nel senso in cui la definiva Marx, ovvero "falsa coscienza") e in un concetto di progresso risalente alla Rivoluzione Industriale, intendono far prevalere gli interessi pecuniari di una ristretta aristocrazia operaia sul diritto alla salute e ad uno sviluppo armonico e sostenibile di un intero comprensorio.
Non rientra forse nelle competenze dei confederali la difesa del diritto alla salute di migliaia di persone della Valle del Puglia iscritte per la maggior parte alle medesime associazioni?
Nel difendere il vecchio ad ogni costo, i sindacati confederali condannano il territorio di Gualdo Cattaneo all’arretratezza. Nel difendere un modello di sviluppo vecchio di decenni se non di secoli, CGIL, CISL e UIL condannano centinaia di giovani ad abbandonare la speranza di una rinascita socio-ecoonomica di questo Comune-dormitorio, da cui i giovani sono costretti ad andarsene per poter lavorare, spesso in settori che potrebbero essere incrementati con successo anche nel comprensorio gualdese ma che la presenza di quello che ai sensi di legge è un "impianto insalubre di categoria 1" limita e marginalizza.
Sindacalisti, amministratori, politici e politicanti locali e non (ivi inclusi ex amministratori pregiudicati che – cosa possibile solo in Italia – continuano ad influenzare la politica di Comuni, Province, Regioni e perfino più in alto) non considerano minimamente il fatto che lo stesso smantellamento della centrale a carbone ed una sua eventuale riconversione assicurerebbero lavoro per gli anni a venire permettendo al territorio di consolidare contemporaneamente quella via di sviluppo armonico e sostenibile che si è lentamente affermata, anche se in modo estremamente sottodimensionato, nonostante la presenza dell’impianto in questione.
E’ arrivato il momento della verità. Non è possibile una sintesi fra due modelli fra loro antitetici.
Il Sagrantino di Montefalco DOCG non può continuare a convivere con il carbone.
L’olio extravergine DOP non può continuare ad essere prodotto in un territorio inquinato quotidianamente da arsenico, mercurio, cadmio e vanadio.
L’unico turismo possibile in un Comune dominato dalla presenza di un simile impianto è il "turismo del macabro".
Il valore degli immobili nella zona interessata dalla presenza della centrale a carbone di Gualdo Cattaneo non raggiungerà mai i livelli dei Comuni del comprensorio che vivono di tutti i suddetti settori (vedasi Bevagna, Montefalco, Todi, etc.) finché l’impianto continuerà a bruciare carbone, ceneri da olio combustibile denso o altre schifezze.
Che a nessuno, pertanto, venga in mente di cercare di "bypassare" il rispetto dei valori-soglia previsti per il rilascio dell’Autorizzazione Integrata Ambientale.
Se l’ENEL vuole continuare a bruciare carbone a Gualdo Cattaneo, dovrà farlo nel più scrupoloso rispetto delle leggi e delle normative in materia di tutela dell’ambiente e della salute pubblica.
Ci dichiariamo pronti a ricorrere in tutte le sedi giudiziarie competenti, se necessario fino alla Corte di Giustizia Europea, per salvaguardare il DIRITTO ALLA SALUTE dei cittadini del nostro comprensorio, dal momento che le cosiddette "istituzioni locali" hanno finora dimostrato un atteggiamento supino ed uno scarso zelo nel difenderlo.
Comitato per l’Ambiente di Gualdo Cattaneo
 

12 febbraio 2010
Come si rovina la reputazione di una categoria: la truffa del contachilometri "scaricato"

Il mio nome è Loredana Di Pasquale in Filippetti chi vi scrive è una lettrice non che cittadina italiana disperata, vi chiedo cortesemente di leggere la storia che vi sto per scrivere e se qualora mi voleste aiutare di pubblicarla sul vostro giornale.
Nell’agosto del 2008 io e mio marito Andrea Filippetti abbiamo acquistato presso ………… (nel comprensorio) una Mercedes ESW270 con 92.000 Km pagandola € 20.500,00 dopo breve tempo abbiamo incominciato ad avere dei problemi con la suddetta vettura e tramite la Mercedes Benz Di Roma abbiamo scoperto che già nel gennaio del 2007 la vettura aveva 270.000 Km. Immaginate quanti ne possa avere avuti quando l’abbiamo acquista noi! Oltre la cifra pagata (accendendo un finanziamento) abbiamo quindi iniziato a spendere soldi sopra soldi per i vari interventi sulla suddetta vettura e ad oggi abbiamo spesa già oltre € 6.000,00.
Abbiamo messo subito l’avvocato cambiandone addirittura due, ma la burocrazia italiana è lenta e poi non aiuta chi è truffato anzi…
Legalmente stiamo facendo il possibile ma resta il fatto che ad oggi siamo sempre lì in attesa di avere giustizia o per lo meno di avere un’altra vettura considerando che noi non possiamo acquistare un’ altra vettura ne tanto meno venderla. Siamo disperati per favore aiutateci in qualche modo. Vorrei che la gente sapesse, così da non prendano una "fregatura" come noi e che si sapesse che questo concessionario non è affidabile e sappiamo per certo ( TROPPO TARDI ) che non è la prima volta che si comportano cosi.
Loredana Di Pasquale – Andrea Filippetti

11 febbraio 2010
Campagna nazionale per la Consolazione

Alla luce degli ultimi avvenimenti sul tema  dell’ illuminazione del tempio della Consolazione e più in generale del degrado  che con gli anni  si è venuto a creare intorno all’area che circonda il monumento,  deturpandone  tutti gli aspetti  di carattere architettonico storico ambientale,  con il conseguente danno non solo a livello di  città ma a livello nazionale, in quanto la Consolazione e Todi  credo possano  sicuramente  rientrare  nell’ambito dei migliori esempi di architettura  di paesaggio  con valori storico  artistici  universali da salvaguardare,  vorrei porre alla vostra valutazione  un’ idea progetto che porti  il caso  da un livello locale ad uno  nazionale.
Gli autorevoli giudizi critici espressi dal Prof.  Marco Grondona,  dal Prof.  Bruno Toscano  ed ultimo di Vittorio Sgarbi confermano in maniera circostanziata il grave danno arrecato al tempio senza alcuna  possibilità di replica.
Vorrei solamente  ricordare,  per semlpificare , un semplice  concetto che mi è rimasto  impresso  dalla realzione del  Prof.Grondona ( a cui  chiedo scusa per portarlo ad esempio  ma mi sembra efficacie allo scopo ).
Nel recente convegno fatto al Palazzo del Vignola, Il Professore  ci ha parlato di una bellissima chiesa con progetto  a pianta centrale, geometricamente il più perfetto , di finissime strategie compositive, di piccole anomalie che oggi potremmo considerare pregi della sua unicità, di finestre abbastanza piccole senza architrave con   bellissime epigrafi in una scrittura capitale classica  che lodano la Vergine. Di un capolavoro eseguito da un architetto  sicuramente incerto: Cola da Caprarola, Bramante o forse più architetti,  di una grande somiglianza del nostro tempio con i progetti di Leonardo  per chiese a «pianta centrale» disegni replicati dieci volte in un codice conservato a Parigi.
Un disegno insomma,  per riprendere una frase del Dott.  Grondona padre,   nella prima guida di Todi ,  "che era nell’aria".
Bene,  noi che abbiamo avuto il privilegio di avere e vedere realizzato questo disegno "che era nell’aria" , per riprendere questa felice espressione, abbiamo avuto il coraggio e l’idea di aggiugerci dei moderni corpi illuminati di Enel Sole.
Come Comitato abbiamo cercato di invitare la nostra amministrazione comunale,  il Sindaco , l’Assessore alla cultura ad un incontro che potesse  fare comprendere le ragioni di carattere non politico ma artistico, storico, culturale che ci obbligano a non poter accettare  interventi sul nostro patrimonio artistico  che non siano guidati da competenze autorevoli  in campo storico , architettonico ,  per la salvaguardia e la valorizzazione  del paesaggio.
L’arroganza e la sordità dimostrata sin’ora dall’amministrazione  a tali nostri intenti,  mi vorrei sbagliare, ma non credo possano portare al risultato  di  rimozione dei corpi illuminanti  applicati al tempio e ripristino dell’illuminazione precedente.
Al contrario credo che stiamo assistendo ad una proliferazione di insediamenti veramente orribili ed inutili di pali luminosi multicolore intorno a tutta la circonvallazione delle mura medioevali ,  di  segnaletica luminosa impropria  con una continuità e frequenza tali che fa rimandare ad un solo obiettivo:  far vedere quanto la nuova amministrazione stia facendo per la città.
Probabilmente l’ingenuo  progetto di arredo urbano ,  non essendo guidato da competenze  storico architettoniche  adeguate è in buona fede, si vuole, sempilificando,  arredare Todi come se fosse casa propria, inserendo qua e là ed  a proprio gusto ciò che ci piace ,  luci , faretti , panchine , vasi, segnali, ringhiere etc.
Il risultato è ciò di cui abbiamo ampiamente parlato un danno enorme ai connotati della città e la totale perdita di ogni valore artistico, storico, ambientale.
Ed è con l’intento  di poter  riuscire ad avere l’attenzione e l’importanza  necessaria per  fermare  questo sciagurato progetto che ogni giorno di più si va concretizzando con l’irrimediabile rovina di Todi , che  credo sia nenessario dare un rilievo a livello nazionale del problema.
Italia Nostra credo possa  essere l’associazione più importante ed autorevole a livello nazionale ed internbazionale che,  per la peculiare missione di salvaguardia del nostro patrimonio artistico ed ambientale , per  i valori che incarna ,  sia in grado di dare il giusto risalto al danno che si sta arrecando ad una chiesa e ad un città unica,  ad un bene  che è di tutti.
Paolo Manni

10 febbraio 2010
Acqua: il Consiglio Comunale di Perugia se ne lava le mani

Il pomeriggio dell’8 febbraio si è svolto il Consiglio Comunale per deliberare la proposta d’iniziativa popolare contro la privatizzazione dell’acqua con un aula stracolma di cittadini, rimasti composti e pazienti ad assistere alla discussione fino a tardissima ora (qualcuno è dovuto scappare via perché chiudeva il minimetrò, tanto per citare anche l’efficienza del servizio dei trasporti in Umbria).
La proposta dei cittadini prevedeva di inserire sullo statuto comunale 4 punti:
1) riconoscere il Diritto umano all’acqua, ossia l’accesso all’acqua come diritto umano, universale, indivisibile, inalienabile e lo status dell’acqua come bene comune pubblico;
2) confermare il principio della proprietà e gestione pubblica del servizio idrico integrato e che tutte le acque, superficiali e sotterranee, anche se non estratte dal sottosuolo, sono pubbliche e costituiscono una risorsa da utilizzare fuori dalle leggi di mercato e secondo criteri di solidarietà;
3) riconoscere che la gestione del servizio idrico integrato è un servizio pubblico locale privo di rilevanza economica, in quanto servizio pubblico essenziale per garantire l’accesso all’acqua per tutti e pari dignità umana a tutti i cittadini, la cui gestione va attuata attraverso gli Artt. 31 e 114 del d. lgs n. 267/2000;
4) garantire il diritto umano all’acqua attraverso l’erogazione in forma gratuita del quantitativo minimo vitale pari a 50 litri di acqua per persona per l’alimentazione e l’igiene umana al giorno.
E’ stato detto ai cittadini che questi punti erano improponibili, illegali, che non spettava al Consiglio Comunale decidere se un servizio è privo di rilevanza economica, nonostante sia stato loro dimostrato il contrario, con l’
esempio dei 150 comuni italiani che hanno modificato lo statuto comunale in tal senso e i pareri di esperti, sentenze della Corte dei Conti, parere del CNEL e Consiglio di Stato!
In conclusione, bocciata con 7 voti a favore, 12 contrari e 14 astenuti! La risposta ai cittadini è stato di deliberare questi quattro punti:
1) riconosce nello Statuto Comunale un generico diritto umano all´acqua; 2) la validità del comma 1 dell´art.23 della l. 133 (in linea con il governo Berlusconi!) che riconosce “la proprietà pubblica” MA NON LA GESTIONE,
confermando che questa debba essere fatta con sistema delle S.P.A. del profitto;
3) di farsi promotore presso tutte “le sedi istituzionali” che escludano il servizio idrico dai servizi di rilevanza economica, ESCLUDENDO LA PRIMA SEDE ISTITUZIONALE CUI COMPETE QUESTO, CIOÈ PROPRIO IL COMUNE!
4) di indicare alla Regione dell’Umbria di fare ricorso contro l’art. 15 del Decreto Ronchi, OGGI, CHE I TERMINI PER IL RICORSO SONO SCADUTI!
Con questa delibera, senza concedere ulteriori possibilità di discussione, il Consiglio Comunale di Perugia ha liquidato la democrazia e la volontà popolare di questa città, confermando la privatizzazione del servizio idrico e la mercificazione di un diritto umano fondamentale.
L’acqua è un bene prezioso e Umbra Acque SPA ne saprà trarre il giusto profitto, dalle tariffe dei degli utenti e dai finanziamenti pubblici, nell’ interesse della multinazionale SUEZ e di Caltagirone!
Comitato Umbro Acqua Pubblica, Attac Perugia, Circolo Legambiente di Perugia, Inceneritori Zero Umbria.
 

10 febbraio 2010
Pdl: è finito il tempo delle attese

È finito il tempo delle attese per la formazione della lista del PDL per le prossime elezioni regionali in appoggio alla candidata Presidente Avv. Fiammetta Modena.
Il PDL di Todi ha da tempo dichiarato che vuole mettere a disposizione mezzi ed uomini per affrontare con determinazione la competizione elettorale, che mai come in questo momento può dare la vittoria al centrodestra per il governo della Regione.
Riteniamo, tuttavia, che Il PDL regionale debba dare delle risposte certe e nel più breve tempo possibile alle legittime aspirazioni di una città che vede candidata sul proprio territorio addirittura un’aspirante Presidente della Giunta Regionale e almeno due candidati consiglieri per il centro sinistra.
Sono mesi che si assiste a continui rinvii e ripensamenti sulla formazione della lista del PDL, con le più fantasiose ipotesi per la formazione della squadra. I vertici del Partito devono chiarire perché alcuni amici stanno facendo campagna elettorale senza che gli organi direttivi abbiano ancora ufficializzato la lista. In particolare deve anche rispondere se intende condurre questa campagna elettorale con strategie vincenti o vuole giocare al ribasso cercando di salvare le poltrone dei soliti noti.
Se qualcuno cerca ancora di mischiare le carte per fini che a noi non interessano deve essere evidente che al PDL di Todi non potrà essere addebitata nessuna responsabilità nell’eventuale sconfitta elettorale, che sarà esclusivamente a carico di chi ha condotto il Partito con atteggiamenti ondivaghi e privi di una strategia di alto profilo. Ci riserviamo, comunque, di far pervenire tali valutazioni, laddove inascoltate, ai vertici nazionali del partito con i quali condividiamo la volontà di mettere in campo ogni sforzo per battere le sinistre.
Sia inoltre chiaro che non scambieremo la nostra volontà di batterci seriamente sul campo di gioco con nessuna offerta di incarichi post elettorali che non siamo avvezzi ad elemosinare.
Il PDL di Todi si è reso conto che alla formazione di una squadra autorevole e capace di sconfiggere la sinistra in Umbria esistono dei veti che sono imposti dai vertici del partito anche attraverso uomini messi ad arte nei direttivi comunali e che vengono usati per i soliti giochi di bassa lega, al fine di mantenere lo status quo. Parliamo di soggetti che sconfitti sul campo dall’elettorato, pensano al proprio tornaconto a danno di quello generale del partito.
Il PDL di Todi, con la candidatura del Sindaco Avv. Antonino Ruggiano, ha già dimostrato di sapere far scendere in campo la gente giusta, che ha il consenso dei cittadini per averlo guadagnato in anni di seria attività al fine di vedere affermate le idee del centrodestra. 
Riteniamo che l’interesse del Partito e della candidata alla Presidenza debbano far riflettere la dirigenza Provinciale e Regionale nella scelta degli uomini e delle donne che devono affrontare in prima linea la competizione elettorale. D’altra parte i soliti bilanciamenti tra ex abbiamo visto che sono fallimentari per la causa comune.
È il momento di far capire alla gente che c’è nel centrodestra una classe politica che può governare i Municipi e la Regione Umbria, nonostante coloro che hanno l’interesse a tenerlo nascosto.
Coordinamento PDL di Todi – Gruppo consiliare PDL di Todi

10 febbraio 2010
Dislessia e scuola

Gentile direttore, la lettera della professoressa Pellegrino pubblicata lo scorso gennaio mi ha sollecitato a scrivervi.
Avevo letto in un altro numero del Tam Tam un articolo simile, e già allora avrei voluto replicare, ma ero stata colta da una tale rabbia che ho desistito, sicura che qualcun’altro, più pacato di me, avrebbe risposto punto per punto a tutte le inesattezze riportate a proposito della dislessia e dei docenti di sostegno che sono state avanzate.
Intanto alcuni chiarimenti su iter burocratici, completamente stravolti dalle parole della lettera: non sono gli insegnanti di sostegno che fanno le segnalazioni ai servizi per giungere ad una diagnosi funzionale, ma solamente i genitori possono, al massimo un docente può far presente al genitore certi elementi che sarebbe opportuno far valutare e verificare più a fondo da esperti….
Altro punto discutibile: secondo quanto riportato nella lettera i docenti di sostegno sarebbero "addestrati nei corsi di aggiornamento sulla dislessia … tenuti dai neuropsichiatri infantili": e allora? Ma secondo lei la formazione di un docente di sostegno è così limitata? Si partecipa ANCHE a corsi di questo tipo, ma la scuola di specializzazione che prepara ad essere un insegnante di sostegno si avvale di varie professionalità, tecniche e scientifiche.
Oltretutto la programmazione per gli studenti cui sono riconosciute ore di sostegno dovrebbe essere fatta dal consiglio di classe: ergo tutti i docenti dovrebbero essere coinvolti in ciò. La programmazione, cioè decidere cosa fare con questi ragazzi non è un capriccio di un docente di sostegno, ma riguarda TUTTO il consiglio di classe, tutti i docenti della classe, dunque mi domando dove fosse la collega che ha scritto la lettera mentre ciò avveniva…
Voglio anche fare un’altra precisazione in merito alla programmazione: ogni docente dovrebbe essere in grado di attuare una didattica individualizzata (e i riferimenti normativi in tal senso non sono di ieri, la collega li dovrebbe conoscere!): dire perciò che si ritrova degli studenti in classe ai quali non sa cosa far fare lascia veramente allibiti!
La nostra offerta didattica dovrebbe partire dai bisogni educativi speciali che hanno i nostri alunni, il che è uno stimolo al nostro lavoro, non certo una limitazione.
Vorrei inoltre riportare una nota dell’Associazione Italiana Dislessia, (dato che questa professoressa Pellegrino pare abbia inondato di lettere molti giornali, tanto che poi molte persone hanno chiesto un intervento ufficiale dell’AID, per chiarire le inesattezze espresse da questa docente.
"L’Associazione Italiana Dislessia e la Società Italiana di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza
in riferimento ad alcune delle notizie divulgate recentemente su testate giornalistiche, radio e televisioni, vogliono precisare il loro punto di vista in relazione al tema dislessia.
La dislessia non è un disturbo la cui causa risiede in problemi di tipo relazionale o psicologico, non dipende cioè da alterazioni o distorsioni dei rapporti con le figure genitoriali.
Una mole sempre maggiore di ricerche scientifiche indica come causa una componente neurobiologica, cioè un diverso funzionamento dei circuiti cerebrali che utilizziamo per leggere.
Alla genesi del disturbo concorre una componente genetica, riconosciuta dalla stessa Organizzazione Mondiale della Sanità, in quanto sussiste una familiarità per disturbi di questo tipo in almeno la metà dei casi. Molti studi, peraltro pubblicati dai giornali a larga divulgazione, hanno messo in risalto anche i loci della dislessia, situati su cromosomi diversi. Eminenti studiosi definiscono la dislessia un “disturbo multifattoriale” ad indicare i due elementi sopracitati che influiscono sulla dislessia.
La componente relazionale e psicologica può essere semmai un conseguenza delle frustrazioni a cui il bambino dislessico e la sua famiglia vanno incontro quotidianamente e/o può contribuire a complicarne il quadro clinico ed a rallentarne l’evoluzione.
Attualmente è depositato presso le commissioni parlamentari un progetto di legge che riconosce le difficoltà degli individui con dislessia e propone misure per favorire il loro inserimento scolastico e sociale, al fine di adeguarsi agli altri paesi europei.
La Società Italiana di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza (SINPIA), ha per scopo statutario lo sviluppo della ricerca scientifica e la promozione dell’aggiornamento culturale nell’ambito della neurologia e psichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza. Inoltre si prefigge la valorizzazione della disciplina in tutte le sedi ed istituzioni regionali, nazionali e internazionali che legiferano in materia sanitaria e/o sociale e che sono deputate alla tutela della salute della collettività. Nata più di 40 anni fa conta più di 1550 iscritti tra i Medici Specialisti in NPIA. Ha al suo interno una Sezione di Neuropsicologia che ha dedicato ampio spazio ai disturbi di sviluppo ed in particolare alla dislessia.
La SINPIA ha redatto e pubblicato le Linee Guida Nazionali per i Disturbi Specifici di Apprendimento e la Dislessia. Esse costituiscono il riferimento per la diagnosi e l’intervento per i DSA nei Servizi di NPIA in tutto il territorio nazionale.
L’Associazione Italiana Dislessia (AID) è attiva dal 1997 nel supporto alle famiglie dei bambini ed ei ragazzi dislessici, in particolare attraverso attività di sensibilizzazione e formazione dirette alle Strutture scolastiche che appaiono spesso poco preparate ad affrontare questo problema. L’Associazione sostiene e promuove inoltre la collaborazione tra gli insegnanti, i genitori e gli Operatori Sanitari (NPI, Psicologi, Logopedisti etc.) che si occupano di Dislessia.
In questo ambito l’AID ha promosso la realizzazione di una Consensus Conference sul tema dislessia – i cui risultati saranno resi pubblici nelle prossime settimane – che ha riunito tutte le Associazioni Professionali e le Società Scientifiche che si interessano dell’argomento, le quali hanno concordato i principi base della definizione, della prevenzione, della diagnosi e del trattamento di questi Disturbi, consentendo un approccio uniforme al problema su tutto il territorio nazionale.
L’Associazione Italiana Dislessia, assieme alla SINPIA chiede agli organi di stampa un aiuto in favore di una informazione corretta e supportata da fonti autorevoli, in favore di tutti i bambini dislessici.
Messaggi come quelli recentemente diffusi sulle testate giornalistiche televisive e sui quotidiani, contribuiscono a creare confusione e a colpevolizzare le famiglie, distraendo risorse dalle terapie corrette e indirizzando i genitori verso percorsi sbagliati.
Queste notizie, del tutto infondate e non supportate scientificamente, riportano indietro di 10 anni la situazione italiana e rischiano di invalidare gli sforzi che l’Associazione sta compiendo per portare l’informazione scientifica alle scuole e alle famiglie."
Annalisa Bigazzi
 

9 febbraio 2010
Consumo di sedativi e tranquillanti tra i giovani italiani

Leggo da un importante quotidiano nazionale le raccapriccianti cifre riguardo il consumo di sedativi e tranquillanti tra i giovani del nostro Paese. Non c’è che dire, è un primato poco invidiabile: difatti, stando ai dati riportati dall’Eurispes, in Italia l’uso (ed abuso) di sostanze “psicoattive” si attesta generalmente attorno al 10% tra i giovani studenti di età compresa tra i 15 e i 16 anni, contro una media europea del 6%.
Mi chiedo quali siano le cause di questa discrepanza tra i dati del nostro Paese e quelli europei. Ormai è un dato di fatto accertato da molti studi scientifici: tutte le categorie di psicofarmaci, sia che essi siano classificati come ansiolitici, antidepressivi, SSRI o “stabilizzatori dell’umore”, hanno comprovati effetti collaterali potenzialmente pericolosissimi per l’incolumità delle persone che li assumono. Queste, inoltre, il più delle volte sono del tutto all’oscuro dei rischi in cui possono incorrere, e per negligenza nel leggere i foglietti illustrativi e per un diffuso malcostume tutto italiano da parte di molti medici di famiglia di non informare preventivamente i propri assistiti delle controindicazioni che tali farmaci possono avere.
La nostra è ormai una società in cui pare non essere più tollerato avere il minimo problema o preoccupazione: è “disdicevole” e socialmente “poco conveniente” esternare il proprio sentire, nel bene e nel male. Tutto deve essere “sopito” da una pillola che dovrebbe magicamente risolvere ogni problema. E i giovani, soprattutto loro, sono i primi destinatari di intere campagne mediatiche volte a far passare come modelli da emulare i più sordidi personaggi che, con i loro assurdi comportamenti ed improbabili dichiarazioni affollano continuamente i media: le recenti dichiarazioni del cantante Morgan, il quale candidamente ammette di aver fatto uso di cocaina come “antidepressivo” (!), sono una chiara esemplificazione di questo. Siamo arrivati ad un punto tale per cui promuovere le droghe su giornali e televisioni fa “audience”, mettendo in moto la perversa macchina del gossip che rende “trendy” il fatto di assumere stupefacenti o psicofarmaci! E poco contano i “distinguo”politically correctdi vip, politici e benpensanti: il problema risiede altrove e non si risolve certo escludendo un cantante da una gara canora…
Occorre che le istituzioni diano maggior possibilità di azione e visibilità a tutte quelle associazioni ed organizzazioni che, spesso sulla base del solo volontariato, operano ogni giorno in mezzo a mille difficoltà di natura economica e burocratica per fare la corretta informazione di cui i nostri giovani, oggi più che in passato, necessitano.
Dobbiamo inoltre noi, in primis, non tollerare più leboutadedi certi personaggi televisivi che, arrogandosi senza alcun diritto lo status di“opinion leader”,si permettono di sentenziare su argomenti così delicati come l’abuso di droghe e farmaci psicotropi. Penso che sia dovere e responsabilità di ogni cittadino denunciare questi atteggiamenti che, alla lunga, stanno portando ad un rapido e progressivo declino della nostra società.
M. G.

9 febbraio 2010
La Consolazione, un faro per i "todini" lontani

Io sono un tudertino emigrato a Firenze tanti anni fa. Alcuni di voi (pochissimi) mi conoscono, la maggior parte credo di no.
Ho conservato nel tempo molti legami con Todi, di carattere familiare, affettivo, memoriale. Da qualche tempo, da quando e’ scoppiato il caso Consolazione, ricevo quotidianamente le mail che mi aggiornano sugli sviluppi.
Voglio ringraziare coloro che fanno questo piccolo gesto di scrivere la mail, allegare un file, inviare. Perche’ quando ricevo questi aggiornamenti, il mio senso di appartenenza a Todi in qualche modo..aumenta di peso! E mi sento piu’ vicino a questa micro-mondo cosi’ importante per tanti di noi. E mi chiedo sempre: come e’ possibile che non lo sia, importante, per altre persone a cui pare non stia a cuore la conservazione ed il rispetto per quanto di piu’ mirabile abbiamo? Non sono riuscito a darmi risposte, ancora….
Un saluto a tutti.
Roberto Carbonari
 

9 febbraio 2010

A Massa Martana si torna a parlare di Crocefisso

I coordinatori del Popolo della Libertà di Massa Martana, quali sicuri interpreti del pensiero della comunità locale, si indignano ancora una volta per il volgare perpetrarsi dell’utilizzo spregiudicato del simbolo della croce, che il Partito Democratico di Massa Martana utilizza come base di appoggio per l’affissione del manifesto politico delle odierne primarie.
Al riguardo si rammenta che nel Consiglio Comunale del 30 novembre 2009 è stato portato proprio dal gruppo del P.D. un "ordine del giorno in difesa della presenza del crocefisso nelle aule scolastiche e nei luoghi pubblici", votato all’unanimità dall’intero Consiglio Comunale da cui riportiamo alcuni stralci:

"Quel Dio inchiodato ad una croce ci racconta, ogni giorno, la nostra vita, le nostre imperfezioni, le nostre difficoltà, i nostri limiti; e, col suo gesto estremo d’amore, prova continuamente ad infonderci speranza. E’ il Dio che ha forgiato la coscienza europea, spingendo i popoli d’Europa a sviluppare – ricorrendo al miglior intelletto – le leggi in difesa dei diritti umani…
Ritenendo che quel simbolo bistrattato che è oggi il crocefisso continua a sostenere l’identità del popolo italiano, e, se non biecamente strumentalizzato per dividere, può aiutarlo a dialogare positivamente con le altre nazioni, nel massimo rispetto delle tante identità storiche, culturali e religiose…
Chiediamo al Presidente della Repubblica e al Presidente del Consiglio di rappresentare questo diffuso sentimento nel nostro popolo e di difendere la libertà di esporre il crocefisso nei luoghi pubblici quale simbolo delle radici cristiane, della cultura e delle tradizioni dell’Europa".
Si stigmatizza che il P.D. con tale atto si rivela per scopi strettamente politici testimone incurante del valore simbolico che la croce rappresenta per i cristiani cattolici e come sempre "predica bene e razzola male".
I COORDINATORI DEL P.D.L. DI MASSA MARTANA

8 febbraio 2010
"Questione d’onore" al Consiglio Comunale di Marsciano

Il PdL marscianese chiede formalmente   al Capogruppo del PD in Consiglio comunale, ai vertici locali del Partito Democratico, al Presidente del Consiglio Comunale, di prendere ufficialmente le distanze dal vergognoso attacco, assolutamente fuori luogo, fatto dal consigliere Moscoloni ai danni di un iscritto del Pdl (peraltro non presente) durante il corso della seduta del consiglio comunale svoltasi il 29 gennaio scorso.
Le considerazioni su “qualità morali” e “discutibilissimo curriculum” fatte dal giovane esponente del PD, al di là dei possibili risvolti penali della triste vicenda, sono un’offesa alla   più alta istituzione marscianese, un modo per abbassare il livello del confronto politico, creando un pericoloso precedente per l’assemblea cittadina, certamente non utile ad un corretto rapporto maggioranza-opposizione fino ad oggi inquadrato – quanto meno dal punto di vista della minoranza – in una doverosa cornice di rispetto delle diversità , necessaria ad una civile convivenza.
Quando a nome del PdL marscianese si evidenziano le incapacità gestionali e le responsabilità politiche   delle amministrazioni di centro sinistra riguardo all’impianto di Olmeto, prendersela con chi parla anziché criticare i contenuti di quel che viene detto, è un po’ come guardare il dito (che indica) anziché la luna (indicata).   Le considerazioni fatte in consiglio comunale da Moscoloni sono tipiche del solito arrogante atteggiamento (vetero)comunista , ossia attaccare personalmente chi, assente, non può difendersi; esse   dimostrano la pochezza di contenuti di chi, a nome del PD, si lascia andare a gratuiti giudizi sui cosiddetti transfughi della politica e sull’autorefenzialità che, peraltro, dal contesto del discorso erano totalmente estranei . Tale comportamento è sicuramente una scomposta e rabbiosa reazione ai risultati raggiunti dal PdL marscianese nel territorio, anche aggregando chiunque voglia contribuire al cambiamento e all’alternanza di governo cittadino. Il nostro auspicio, da forza politica responsabile, è che il consigliere Moscoloni abbia parlato a titolo personale e non a nome del principale partito di maggioranza, con il quale, nonostante tutto, non ci sottrarremo al confronto ed al dibattito civile. Nell’assoluto rispetto reciproco.
 

Coordinamento comunale Pdl Marsciano


7 febbraio 2010
Acqua "calda" a Massa Martana

Il recapito in questi giorni delle bollette dell’acqua,  ci fa ritornare alla mente quando al momento del passaggio del servizio idrico del Comune di Massa Martana alla società Umbra Acque, il gruppo di opposizione di centrodestra fece un annuncio profetico:“nel giro di pochi anni l’acqua da dolce si sarebbe trasformata in acqua… salata!!!”
Informiamo gli utenti,qualora ce ne fosse bisogno,visto che già lo provano sulle loro tasche, che adesso questo ‘miracolo’ si sta realizzando, come risulta dall’analisi dei dati seguenti. Un metro cubo di acqua, della seconda fascia, che nel 2005 costava euro 1,0489 nel 2009 è arrivato a quota euro 1,4213 con un incremento di oltre il 35%; e aspettiamo con ‘trepidazione’ la prossima delibera dell’A.A.T.O. Umbria 1 per la definizione delle tariffe 2010.
Con l’occasione,chiediamo alla Bruscolotti:
quando avverrà l’incontro, promesso fin dal Consiglio Comunale del 18 settembre 2009, con i dirigenti di Umbra Acque per effettuare “i necessari approfondimenti” sulle tariffe applicate e la salvaguardia del nostro patrimonio idrico comunale?
Quando avverrà l’apertura dello sportello di Umbra Acque a Massa Martana?
Quando si discuterà in Consiglio Comunale la mozione sulle problematiche idriche presentata dal gruppo del P.D.L. , con firma anche del consigliere U.D.C., fin dal 22 settembre 2009,visto che l’A.A.T.O 1 può “…rimodulare la tariffa tra i Comuni….(art.11,comma 4,della Legge Regionale 43/97) ?
Ricordiamo al Sindaco che il Regolamento del Consiglio Comunale stabilisce che le mozioni devono essere iscritte all’ordine del giorno del primo Consiglio,convocato successivamente alla loro presentazione.
Ricordiamo al Sindaco che sono passati ben cinque consigli comunali e la mozione giace ancora indiscussa nel cassetto. Necessita forse di una sollecitazione prefettizia?
Deduciamo; sarà un argomento ostico da affrontare, visto che gli amministratori della società Umbra Acque sono  in gran parte di area Partito Democratico?
Ci permettiamo di anticipare anche una eventuale obiezione che potrebbe esserci rivolta:come fa il centro destra a parlare di acqua quando il Governo attuale ha“privatizzato l’acqua”? La risposta è semplice: qualcuno strumentalmente confonde  il concetto di proprietà con quello di gestione.Il Governo non ha privatizzato l’acqua ,che resta e resterà sempre un BENE PUBBLICO, ma ha sancito, con la  riforma dei servizi pubblici locali,che la loro gestione non dovrà più passare  solo attraverso monopoli pubblici,che per la maggior parte dei casi sono “fonti inesauribili di sprechi”.Come abbiamo sopra detto, basta controllare i risultati attualmente raggiunti , sia a livello di tariffe che di servizi.
A proposito, considerati i “cari risultati” raggiunti con Umbra Acque, vogliamo  augurarci che anche la imminente costituzione del Servizio Unico di gestione e raccolta dei rifiuti solidi urbani, sempre nell’ambito dell’A.A.T.O. 1, non si riveli ancora di più il solito ‘carrozzone politico clientelare’,creato non per i cittadini,ma solo per le loro tasche!
P.D.L. MASSA MARTANA
 

7 febbraio 2010
Cosa facciamo per i vecchi acquedotti di Todi

E’ assolutamente certo che gli acquedotti nel nostro territorio, sono vecchi, spesso inadeguati, non tutti collegati alla fonte della Pasquarella.  In molti casi presentano incrostazioni calcaree tali che devono essere riparati più volte anche nell’arco di tempo di una settimana, molte linee sono esterne con conseguente alterazione delle caratteristiche organolettiche dell’acqua. Si è, perciò, costretti a provvedere in alcune parti del territorio ancora con l’approvvigionamento tramite autocisterne, anche perché in alcune frazioni la
pressione dell’acqua o è poca, con le conseguenze del caso, o è troppa e causa la rottura delle condutture.
Cosa facciamo: anzi tutto ci relazioniamo molto spesso con la società Umbra Acque, spronandoli ad intervenire nelle situazioni che creano maggior disagio, facendo effettuare manutenzioni straordinarie e abbiamo rappresentato più volte sia all’ATO ora ATI che alla società gestrice quelle che sono le emergenze
individuate nel territorio. Pochi giorni fa è stato presentato il Piano operativo Territoriale che prevede nei prossimi 3 anni interventi per l’acquedotto di Camerata, a beneficio anche delle frazioni limitrofe, il
rifacimento dell’acquedotto di Vasciano e la sistemazione delle fognature di Collevalenza. Inoltre proprio ieri in conferenza stampa è stato annunciato ufficialmente la realizzazione del nuovo depuratore comprensoriale per Todi che prevede un investimento di 8.7 milioni di euro. Tale intervento sarà finalmente risolutivo perché servirà a convogliarvi la maggior parte dei reflui delle aree abitate del nostro territorio.
Cosa abbiamo fatto: ad oggi, possiamo certamente dire di aver messo in campo tutte le energie necessarie per ottenere il massimo della collaborazione con la società Umbra Acque, ed in tutta onestà devo riconoscere che i tecnici ed il responsabile di zona Federico Alunni hanno sempre risposto positivamente alle nostre sollecitazioni, in alcune frazioni in particolare sono stati eseguiti importanti interventi di miglioramento. A Pian di San Martino si è realizzata un’intera linea ex novo, Pesciano è finalmente servita da nuove condutture che prendono l’acqua alla sorgente di Sismano e la portano fino al paese. A Casemasce si è intervenuti la scorsa estate con la realizzazione ex novo di una doppia conduttura che va dal serbatoio a monte fino al paese vecchio. Sono stati effettuati anche molti altri lavori piccoli e grandi collaborando con Umbra Acque per i collettori fognari di Ponte Rio, Cacciano ed in altre frazioni.
Cosa si dovrebbe fare: le situazioni più gravi, purtroppo non comprese nel piano delle realizzazioni approvato pochi giorni fa, sono il rifacimento totale dell’acquedotto di Ripaioli, Cacciano Ilci e Montemolino, frazioni che sono servite da una linea esterna che doveva essere provvisoria ma che da circa 20 anni è ormai definitiva. Altra grande emergenza è l’approvvigionamento delle frazioni di Casemasce e Quadro ma anche Frontignano e Loreto. Per questo oltre ai dovuti contatti con la società, insieme all’assessore Antonio Serafini ci stiamo adoperando per reperire ulteriori risorse in Regione. L’attenzione della Giunta Comunale a salvaguardia del nostro sistema idrico e di un bene prezioso e fondamentale come l’acqua è e rimarrà altissima. Seguiremo con grande attenzione gli interventi sul territorio a saremo sempre da sprone nei confronti di Umbra Acque e ATI e Regione affinché intervengano ad eliminare quei gravi disagi che purtroppo molte frazioni hanno dovuto subire in questi ultimi anni.
Ugo Todini Assessore alle frazioni del Comune di Todi

6 febbraio 2010
Un motto che condivido

"Prima le persone. Questo il motto con cui Catiuscia Marini ha condensato il significato politico della sua candidatura.
Una sintesi che mi ha convinto. Prima le persone significa un mondo di valori forti, un’idea di società che non si piega al cinismo e si rivolta contro nuove disuguaglianze e nuove povertà; una società che non crede agli
automatismi di un mercato senza vincoli.
Un motto che mi ha persuaso perché evoca l’idea del territorio, di un luogo in cui le persone vivono e lavorano,
in cui si possono concretamente praticare i percorsi di innovazione, di cambiamento, di modernizzazione. E dentro il tema del territorio, del rapporto tra le grandi "centralità" urbane e i territori-cerniera, troviamo
una nuova idea dell’Umbria come compito, come costruzione politica di un progetto di regione capace di fare squadra con le organizzazioni sociali e produttive, i lavoratori, le imprese, il mondo del welfare e del volontariato, le attese dei giovani e la forza ancora inespressa delle donne".
On Carlo Emanuele Trappolino

6 febbraio 2010
Forum per l’acqua pubblica

"L’acqua è un servizio privo di rilevanza economica " e  tale servizio deve essere garantito in misura di 50 litri al giorno per cittadino.
SEL MVT chiede, in modo particolare,  ai gruppi consiliari del centro sinistra comprensoriale di farsi carico di questa battaglia nelle sedi opportune ed ai partiti politici di costituire anche nella mvt un forum per l’acqua pubblica.
Coordinamento comprensoriale SEL MVT

6 febbraio 2010

Comune di Perugia s.p.a. acqua in vendita?

Dopo una discussione vergognosa in commissione la proposta di modifica dello statuto comunale presentata da 1500 cittadini contro la privatizzazione dell’acqua per garantire 50 lt/ procapite al giorno approda in consiglio comunale per la delibera finale.
La nostra bolletta aumenta del 7% ogni anno per pagare il profitto ai soci privati di Umbra acque spa (Suez e Caltagirone) e il nostro consiglio comunale si appresta a ignorare la volontà popolare.
Tutti al consiglio comunale lunedi 8 febbraio alle ore 15 l’acqua è un diritto, non una merce.
Comitato umbro acqua pubblica

6 febbraio 2010
La madre degli imbecilli è sempre gravida

Questa mattina con nostra grande sorpresa ci siamo accorti che è stata danneggiata l’opera dell’artista americano Thomas E. Haynes intitolata Il centopiedi.
L’opera era custodita all’interno del giardino di Palazzo Casagrande a Campello sul Clitunno ed è stata completamente smontata. Si trattava di una struttura in legno ad incastri di oltre 2 metri.
L’opera era stata realizzata dall’artista americano nell’ottobre scorso all’interno del progetto “Arte a Cielo aperto” organizzato dall’Associazione Contemporanea, ed era stata lasciata come donazione al Comune di Campello.
Purtroppo “i soliti ignoti” hanno colpito ancora, frenando in questo modo ulteriori iniziative in questo senso. Perché alla fine si scoraggiano anche la persone di buona volontà che in nome dell’arte si mettono in gioco affrontando viaggi lunghissimi per realizzare qualcosa per il bene della comunità. Non ci si parli di “arredo urbano” finché esistono queste “teste”.
Anche per fare in modo che questo non accada più, l’Associazione Contemporanea sta partecipando ad una serie di iniziative con le scuole elementari per sensibilizzare i più piccoli al rispetto delle opere d’arte e non solo
Associazione contemporanea


6 febbraio 2010

Sale la raccolta differenziata dei rifiuti a Bettona

I cittadini di Bettona apprezzano il servizio di raccolta differenziata attuato dal comune di Bettona. Lo dimostrano i numeri: nel mese di dicembre 2009 la raccolta differenziata sale al 59,12%. Nell’ultimo trimestre del 2009 la media è pari al 55,44%, ovvero nel pieno rispetto dei limiti imposti dal testo unico sull’ambiente del 2006. Ma vi è di più: il fatto che il dato di gennaio 2009 si attestava al 19,36%, se si considera il dato di dicembre si registra un aumento di circa 30 punti percentuali, a fronte di una diminuzione dei rifiuti complessivamente prodotto pari a circa 200.000 kg in meno. Le politiche di sensibilizzazione portate avanti dall’Amministrazione Comunale e la piena collaborazione dei cittadini di Bettona, ha portato a questo risultato, che oltretutto permette un risparmio per le casse comunali di circa 70 mila euro. Per il 2010 l’imposta non verrà ritoccata, ed il servizio  della raccolta porta a porta verrà estesa anche all’intera zona di Cerreto. Obiettivo per il 2012 è quello di raggiungere il 65%, con la consapevolezza che sia i cittadini che il Comune,  a questi ritmi, raggiungeranno sicuramente il dato imposto da legge nazionale.
gruppo Pdl in Consiglio provinciale

5 febbraio 2010
Raccolta rifiuti: dubbi, domande e suggerimenti

Il 04 Febbraio 2010 si è svolto a Pantalla il primo incontro con la cittadinanza relativo alla presentazione del nuovo servizio di raccolta rifiuti che sarà attuato nel Comune di Todi.
Anche se coinvolto nell’immediato ho partecipato al fine di raccogliere elementi e contribuire al processo di cambiamento.
Premetto che cercherò di non farmi influenzare eccessivamente dal mio personale modo di vedere le cose derivante dalla mia professione che strettamente legata alla attività di comunicazione ambientale in particolare in merito alle attivazione di servizi raccolta rifiuti porta a porta, ma muovermi il più possibile nello specifico del nostro territorio.
In primo luogo mi sono posto alcune domande a cui non ho avuto risposta chiarificatrice.
1.  Gli obiettivi di legge e richiamati dal Piano Regionale dei Rifiuti indicano: “ In ogni ambito territoriale ottimale (ATO successivamente ATI Ambito Territoriale Integrato) deve essere assicurata una raccolta differenziata dei rifiuti urbani pari alla percentuale minima di rifiuti prodotti di almeno il 65% entro il 31 dicembre 2012.
Si parla di percentuale di ATI. Vale la pena ricordare che il nostro è l’ATI2 “Perugino,Trasimeno, Marsciano,Tuderte” (comprendente i Comuni di: Perugia, Assisi, Bastia Umbra, Bettona, Castiglion del Lago, Città della Pieve, Collazzone, Corciano, Deruta, Fratta Todina, Lisciano Niccone, Magione, Marsciano, Monte Castello Vibio, Paciano, Panicale, Passignano sul Trasimeno, Piegaro, San Venanzo, Todi, Torgiano, Tuoro sul Trasimeno, Valfabbrica)
Considerando
• che Todi nel 2009 è al 27,45% (dato Gesenu) e che il Piano Regionale Rifiuti (PRR) riporta: “Il conseguimento dell’obiettivo di raccolta differenziata del 65% al 2012 a livello di singoli ATI avverrà secondo una progressiva crescita degli attuali livelli di raccolta differenziata, secondo una progressione che può essere definita così come indicato nel seguente riquadro.
% raccolta differenziata      2006  2007  2008   2009  2010   2011   2012  2013
ATI 2                                33,6% 35,0% 40,0% 45,0% 50,0% 60,0% 66,3% 66,3%
• che, quindi, siamo in ritardo rispetto al 45% ipotizzato
• che secondo quanto indicato si pensa di raggiungere con il servizio il 65% della popolazione Comunale di Todi nel 2011
mi chiedo come facciamo a raggiungere il risultato prefissato (65% di RD)?
2.   Nel caso in cui a livello di ambito territoriale ottimale non siano conseguiti gli obiettivi minimi previsti, è applicata un’addizionale del venti per cento al tributo di conferimento dei rifiuti in discarica a carico dell’autorità d’ambito, istituito dall’articolo 3, comma 24, della legge 28 dicembre 1995, n. 549, che ne ripartisce l’onere tra quei Comuni del proprio territorio che non abbiano raggiunto le percentuali previste dal comma 1 sulla base delle quote di raccolta differenziata raggiunte nei singoli Comuni.
Chiedo come si pensa di evitare eventuali sanzioni visto che lo scenario sembra molto complesso secondo quanto indicato nel punto 1?
3.  I materiali riciclati e riciclabili raccolti dai cittadini dovrebbero essere inviati ai Consorzi di Filiera che, come contenuto nell’accordo ANCI/CONAI:
• “Il CONAI si impegna a corrispondere tramite i Consorzi di Filiera, sulla base della quantità e della qualità dei rifiuti di imballaggio raccolti e conferiti, il pagamento dei corrispettivi secondo quanto disposto dagli Allegati Tecnici all’Accordo stesso.”
• “…i corrispettivi devono devono consentire la crescita dimensionale e qualitativa delle racolte differenziate…”
Chiedo:
• se sono state sottoscritte le convenzioni con i vari Consorzi di Filiera
• come si intende utilizzare i ricavi derivanti dalle convenzioni (incremento servizi, abbattimento costi, campagne di comunicazione, ecc..)
4.  Sempre il CONAI mette a disposizione dei fondi destinati a promuovere le azioni volte alle prevenzione e minimizzazione nella produzione dei rifiuti, alla sensibilizzazione, alla informazione e alla comunicazione in materia.
Vedere Accordo di Programma Quadro ANCI – CONAI 2009-2013  LINEE GUIDA ALLA COMUNICAZIONE LOCALE 2010  (BANDO)
Chiedo:
• se si è provveduto a partecipare al bando
• eventuale iniziative progettate
5.   Nell’incontro si è parlato delle agevolazioni economiche con la “GREENcard” e non ho compreso bene o è stato un lapsus in merito alla affermazione, da parte di Gesenu, che gli ingombranti non danno diritto a conteggi ma solo i materiali riciclabili.
Chiedo
• come mai nel regolamento si parla anche di ingombranti ferrosi e non?
• il regolamento sembra far riferimento al 2008 sono subentrate delle modifiche?
6.   Riduzione della produzione dei rifiuti.
Secondo me questo è un elemento cardine del tema dei rifiuti. Prima di porci il problema di come separarli dovremmo agire su come produrne meno. Questo aspetto è stato appena sfiorato nell’incontro di Pantalla mentre queste occasioni dovrebbero essere sfruttate per illustrare come acquistare meno rifiuti, su come recuperare gli oggetti prima che diventino rifiuti, su come intervenire per incrementare la vendita di prodotti sfusi e a km zero, su come incentivare l’utilizzo di pannolini lavabili attraverso contributi alle neo mamme, ecc..
A Todi produciamo (dato 2006) 560,99 Kg/ab di cui 392,96 Kg/ab di “indifferenziato non riciclabile” e ridurre anche solo del 5%  (dell’indifferenziato) sarebbe un ottimo risultato.
Chiedo
• cosa si è pensato di fare in merito, oltre al compostaggio domestico?
• interventi in occasione di feste e sagre incentivando l’utilizzo di stoviglie compostabili e/o utilizzo di lavastoviglie mobili?
• acquisti verdi negli enti?
• vetro a rendere?
• mercato dell’usato, dello scambio, del noleggio, del ripristino di attrezzature (pensiamo ai PC) da destinare a scuole associazioni ecc.?
• patto del buon samaritano per evitare lo spreco alimentare a vantaggio di strutture per anziani, associazioni, bisognosi?
7.    Alcune osservazioni di carattere operativo.
Per quanto riguarda la frazione umida/scarti alimentari sarà fornita una biopattumiera che sembrerebbe di tipo chiuso.
Mi permetto di suggerire che sarebbe utile utilizzare una biopattumiera di tipo traforato da utilizzare con sacchetti in materiale biodegradabile nel rispetto del D .Lgs 4/2008 Art. 183 e dalle opportunità per gli impianti di compostaggio derivanti dal maggiore grado di purezza del
materiale raccolto richiamato dallo stesso Piano Regionale Rifiuti.
La scelta sarebbe dettata anche da un problema di carattere igienico/olfattivo. Se noi continuiamo a raccogliere gli scarti alimentari in sacchetto il plastica (che dovrebbero essere aboliti nel 2011?) otteniamo la putrefazione del rifiuto perchè non traspira quindi anche nel contenitore carrellato esterno se il ritiro avviene ogni 3 giorni potremmo avere dei problemi.
Al contrario con la biopattumiera traforata (areata) e il sacchetto biodegradabile il rifiuto tende ad asciugarsi perdendo circa il 18% in peso nelle 24 ore determinando un vantaggio economico nella raccolta perchè il rifiuto pesa meno e dal punto di vista igienico/olfattivo perchè non puzza. 
8.   La raccolta nel centro storico
Seguendo le linee tracciate dal Piano Regionale Rifiuti se il sistema implementato per Pantalla e le altre frazioni  (di Area Vasta) è percorribile penso che per il centro storico di Todi lo sia meno.
Tratto da Piano Regionale Rifiuti
“La presenza in tanti comuni umbri di centri storici di assoluto pregio urbanistico e turistico
pone nella pianificazione e nella scelta dei modelli di raccolta vincoli significativi nella scelta delle modalità e degli strumenti di raccolta differenziata da eseguire. Per le condizioni di viabilità e per la difficoltà di collocare bidoni stradali, i centri storici sono obbligatoriamente vocati a raccolte domiciliari e ciascun gestore umbro ha elaborato in questi anni strategie di raccolta che meglio possono essere adattate alla propria realtà.
In questo senso il modello “ad intensità” è sicuramente quello che meglio si adatta ai centri storici, pur con la necessità di eliminare quanto più possibile la permanenza di contenitori
rigidi sulla strada successivamente alla raccolta.
Chiedo
Come sarà nel centro storico di Todi?
9.  Segnalazioni sui materiali
Nel materiale distribuito durante l’incontro di Pantalla dove vengono descritte le modalità del servizio ho rilevato alcune imperfezioni.
• Pagina organizzazione del servizio di raccolta (Tris). Si menziona nelle frequenze di raccolta la RDM – frequenza mensile; forse sarebbe meglio scrivere Raccolta Differenziata Multimateriale (vetro,plastica e alluminio o metalli) in quanto penso che non tutti abbiano dimestichezza su cosa è la RDM.
• Carta/Cartone. In merito al TetraPak viene indicato di togliere gli eventuali tappi in plastica presenti nelle confezioni, a me risulta che il tappo può essere lasciato in quanto viene recuperato negli impianti e utilizzato per ricavare Ecoallene.
• Carta/Cartone. Scatole per pizza: aggiungerei pulite (quasi mai) perchè se fossero sporche di olio, sughi ecc.. inquinerebbero la raccolta dedicata.
• Carta/Cartone. Carta accoppiata: anche in questo caso specificherei dopo aver eliminato la pellicola trasparente e che sia pulita. Forse vista la scarsa produzione sarebbe preferibile (a mio parere) inserire nell’indifferenziato evitando attività puntigliose.
• Alluminio/Acciaio. Barattoli vernice vuote. Penso sia più opportuno portarle all’isola ecologica in quanto ma si riescono ad eliminare resti di vernice che possono risultare pericolosi.
• Alluminio/Acciaio. Scatole e barattoli alimenti. Indicherei il suggerimento di sciacquare velocemente o come nel caso del tonno raccogliere l’olio con della carta (da gettare nell’umido). Ciò per evitare problemi olfattivi derivanti dalla raccolta mensile.
• Vetro. Evidenzierei no ceramiche (errore comune).
• Rifiuti organici. NO pannolini, pannoloni e assorbenti che vanno nel secco.
Maurizio Pierdomenico
 


5 febbraio 2010
L’assegno di cura: la Cisl risponde

“L’assegno di cura non è sparito, ma andrà gradualmente ad esaurimento man mano che prenderanno corpo le prestazioni e gli interventi del Fondo per la non autosufficienza. L’Umbria è una delle prime regioni italiane che si è saputa dotare di uno strumento importante come quello in questione. Fondamentale il ruolo svolto dalla Cisl dell’Umbria e dalla sua categoria dei pensionati in questa battaglia di civiltà”. Il segretario generale regionale Cisl Umbria Ulderico Sbarra è lapidario e risponde alle posizioni espresse nell’articolo “L’Assegno di cura sparito” pubblicato sul sito de Il Tam Tam del 1° febbraio tra gli interventi.
Sbarra ha spiegato che “il Fondo per la non autosufficienza, in riferimento al quadriennio 2008-2011, potrà contare su 33.892.313 euro per il 2010, che serviranno per dare sollievo alle oltre 24 mila famiglie umbre che si occupano direttamente di una persona non autosufficiente. Tutto ciò e sarà un intervento molto più robusto e concreto dell’assegno di cura. I principali interventi assicurati attraverso il Fondo –ha ricordato Sbarra- riguardano il potenziamento dell’assistenza domiciliare integrata, misura di sollievo verso le famiglie che provvedono in proprio all’assistenza del familiare non autosufficiente, contributi economici diretti per sostenere i costi dell’assistenza attraverso la badante e un aumento dei posti in convenzione nelle Residenze protette e sanitarie per quelle persone che non hanno più reti familiari. Questa importante conquista, quindi –ha concluso il segretario- permetterà a tante donne, madri e lavoratrici, sulle quali grava ancora ingiustamente la cura della famiglia a causa di insuperati retaggi culturali, di poter riprendere in mano la propria vita. A beneficiarne sarà l’intero nucleo familiare, compresa la persona non autosufficiente, che deve possibilmente essere favorita a rimanere nel nucleo familiare.”.
Livia Di Schino Ufficio stampa Cisl Umbria
 

4 febbraio 2010

La truffa dell’orientamento scolastico!

Lunedì 8 febbraio presso la sala della partecipazione del Consiglio Regionale alle ore 11:00 si terrà la conferenza stampa congiunta dei coordinamenti "W la scuola pubblica" "CPS coordinamento precari scuola" e "Onda Perugia" per denunciare le gravissime conseguenze delle Controriforme della Scuola e dell’Università e della connivenza di interi settori "baronali" a questo scempio.
SCUOLA:
meno tempo scuola (riduzione dell’orario settimanale di lezione dalla scuola dell’infanzia alle superiori)
meno insegnanti (100.000 insegnanti in meno in tre anni)
meno sicurezza e qualità in aule affollate da 30 e più alunni (dall’infanzia alle superiori)
meno laboratori (meno tecnici e meno attrezzature di laboratorio)
meno supplenti (tagliate le risorse per le supplenze, ogni scuola si arrangia come può)
meno soldi (per tutto ciò che serve quotidianamente dai gessetti alla carta igienica)
meno pari opportunità (l’ingresso di privati negli organi decisionali produrrà disparità sul territorio nazionale. L’obbligo scolastico assolto solo con la formazione e la riduzione di un anno produrrà disparità tra i minori)
meno risorse (per l’handicap, per i disturbi specifici di apprendimento, per l’accoglienza degli stranieri)
UNIVERSITA’
aumento indiscriminato delle tasse universitarie fino a 400 €
diminuzione delle borse di dottorato
diminuzione delle borse Erasmus
rimozione dell’assistenza medica
totale assenza da parte del rettorato, del senato accademico e del consiglio di amministrazione delle più elementari norme di democrazia interna scandalosa commistione affaristica pubblico-privato che inquina la funzione prima del’università: educare, formare
Inoltre parleremo degli incredibili ritardi dell’uscita del Regolamenti che rendono a tutt’oggi impossibile sapere quali indirizzi di studio saranno presenti il prossimo anno alle Scuole Superiori. Nonostante ciò, la Ministra va avanti a testa bassa senza ascoltare nessuno.
Questa condizione rende assolutamente impossibile la funzione di orientamento dei ragazzia alla scelta che, con ogni probabilità, condizionerà pesantemente la loro vita.
Presidi manager, per scelta o per necessità conseguente all’autonomia scolastica, costretti a dscrivere le proprie scuole attraverso un linguaggio che ha molto del marketing e niente del formativo dall’esigenza di "reclutare" quanti più studenti possibili per non chiudere i propri plessi.
Oltre a ciò gli stessi presidi non hanno idea di quale tipo di indirizzi saranno presenti il prossimo anno e quindi in sostanza vendono "fumo", infatti, come è successo anche quest’anno, numerosi indirizzi scompariranno e chi ha scelto un percorsoformativo si ritroverà una Scuola affatto diversa da quella che pensava.
E’ un indegno mercato in cui il prodotto non è la conoscenza e nel quale il danno "collaterale" è il furto del futuro di unaintera generazione.
La Conferenza stampa avrà inoltre lo scopo di informare i cittadini delliniziativa pubblica che si terrà Venerdi 12 Febbraio presso l’auditorium dell’ipsia Cavour-Marconi di Piscille come descritto da locandina allegata.
"W la scuola pubblica" "CPS coordinamento precari scuola" e "Onda Perugia
 

4 febbraio 2010

Lettera aperta dei pendolari della Ferrovia Centrale Umbra

Ieri mattina (01/02/2010) il treno di Ponte San Giovanni che va a Fontivegge ha lasciato a piedi tutti i pendolari del treno 207 provenienti da Città di Castello, ricordiamo che tale treno è stato
istituito da FCU in sostituzione dei treni soppressi da Trenitalia ed è veramente assurdo e senza senso che parta senza aspettare i pendolari del treno 207.
I riscaldamenti all’interno delle carrozze hanno qualche serio problema soprattutto la mattina quando le temperature polari si fanno più sentire che mai; giovedì scorso per esempio alla fermata di Ponte Ponte Pattoli con il treno 207 (con la temperatura esterna a -2) si è sentita un irrespirabile puzza di bruciato, il riscaldamento è andato in tilt e arrivare a Perugia con quel freddo bestiale non è stato per niente gradevole……..(chiediamo ad FCU che si faccia una manutenzione più precisa e puntuale delle carrozze) Alla stazione di Solfagnano Parlesca i riscaldamenti non hanno mai
funzionato per tutto quest’inverno ed inoltre da qualche giorno c’è pure un vetro rotto alla porta di ingresso che rende ancora più “gradevole” la permanenza all’interno della stazione!!!!
Meglio ancora è la fermata di Palazzaccia dove non c’è nemmeno una pensilina per riparasi né dalla pioggia e né dal freddo!!!!!!!
Altra sconcertante situazione è quella dei treni diretti istituiti con il nuovo orario entrato in vigore dal 13 dicembre 2009. Molte persone che prendevano questi due treni più precisamente quello in partenza alle 8.11 da San Sepolcro e delle 15.20 da Perugia subiscono molti disagi in quanto questi treni si fermano a Umbertide e a Ponte san Giovanni lasciando scoperto la maggior parte del territorio del Comune di Perugia. Basti pensare che la mattina per esempio alla stazione di
Solfagnano Parlesca dalle 8.12 fino alle 10.04 non c’è più un treno per andare a Perugia stesso problema c’è al ritorno con un buco tra un treno e l’altro di circa due ore e trenta. Noi cittadini della zona nord del Comune di Perugia siamo stati abbastanza penalizzati dal così detto PUM piano urbano della mobilità che ha ridotto al massimo e solo in certe fasce orarie (coincidenti tra l’altro con quelle di fcu) il sevizio autobus dovendo cambiare diverse volte mezzo oppure salire sul
sui treni alla stazione di Ponte Pattoli portando i tempi di percorrenza a circa un ora per tratto di 25 km… rendendo indecente una situazione del genere!!!!
Noi pendolari chiediamo non solo ad FCU di rivedere gli orari dei treni diretti che arrecano a noi residenti nell’area nord Comune di Perugia solo disagi, ma anche al Comune di Perugia nella persona dell’Assessore alla Mobilità dott. Roberto Ciccone la revisione del Pum per ciò che riguarda la nostra zona cercando di rendere più agevole il trasporto pubblico anche per i cittadini di questa dimenticata area del Comune.
Un gruppo Pendolari
 

3 febbraio 2010
Antichi vocaboli alle vie di Monte Castello di Vibio

Il Comune di Montecastello di Vibio ha dato nome alle vie del proprio territorio utilizzando gli antichi vocaboli.
Con mia grande meraviglia e quasi incredulità ho letto sulla rivista che il Comune, distribuisce ogni anno a tutte le famiglie del territorio, i nomi assegnati alle vie, e, tra questi, appaiono gli antichi vocaboli.
La voce scaturita dal mio ultimo articolo è stata ascoltata. L’amministrazione comunale ha recepito il messaggio e si è corretta. Le strade, prima anonime traverse, avranno la loro dignitosa toponomastica e i cartelli indicativi verranno cambiati. Forse, quando l’articolo uscirà, saranno già cambiati e apparirà: via Torrenera, via Strugginati, ecc. ecc.
Ciò che è avvenuto mi riempie di soddisfazione e accresce il mio convincimento che sia un diritto/dovere di tutti noi tutelare il territorio che abitiamo. Come? Prima di tutto avendo cura noi stessi, poi osservando e promuovendo azioni volte al rispetto delle tradizioni e dell’ambiente.
Mai lasciare soli chi ci governa! Diamo il nostro piccolo contributo! Perciò: “Dite sempre la vostra!”
G. di Torrenera Grazia Randazzo

3 febbraio 2010
Holding dei Trasporti  in Umbria

La conferenza stampa della Regione Umbria sulla creazione della Holding dei Trasporti  è stata una sceneggiata priva di veri contenuti. La creazione della struttura esige un confronto serio con tutti i soci e con gli attuali enti proprietari che, attraverso una concertazione con tutte le parti sociali, può confluire in una auspicabile fusione delle aziende di trasporto umbre ma non necessariamente deve tradursi nella costituzione di una Azienda Unica Regionale.
Ciò che maggiormente ci preoccupa è l’assenza del piano industriale della costituenda Holding dei Trasporti, richiesto con forza e più volte dall’Ugl. La Regione però fa orecchie da mercante e propone una prassi a dir poco singolare: prima la costituzione dell’ente e solo successivamente la definizione del piano industriale. Prassi inaccettabile, perché non rispondente a criteri di efficacia e di efficienza. Basti solo pensare all’ipotesi di inserire nella Holding il minimetrò di Perugia, agli elevati costi di mantenimento dell’impianto e all’impatto che potrebbe avere nel bilancio della Holding con riflessi inevitabili in termini occupazionali. Dati da analizzare ora e non rinviabili. In questo navigare a vista, tuttavia, l’Assessore regionale Rometti afferma che sono garantite economie per otto milioni di euro in tre anni e che nessuno dei 1.200 dipendenti rischia il posto. La domanda sorge spontanea: esiste un piano nascosto nei cassetti della Regione? dove intende recuperare gli otto milioni di Euro? E se lo stesso Assessore annuncia tra le righe una rivisitazione dei servizi minimi (cioè quelli a carico della Regione), come può affermare che non vi saranno perdite occupazionali? La disputa su chi sarà l’Amministratore Unico o sui vari componenti del nuovo C.d.A. non appassiona il sindacato UGL che non si occupa di poltrone ma di lavoratori e che, dichiara fin da ora, non accetterà soluzioni pre-costituite, ma torna a chiedere con forza che si chiariscano i termini delle eventuali fusioni di aziende e i destino degli addetti e delle loro famiglie. 
È necessario ribadire  che il costo degli autisti delle aziende umbre è inferiore alla media nazionale e che, negli anni passati, i lavoratori hanno già dato un forte contributo al risanamento aziendale subendo la  creazione di società di “service” dove gli autisti  avevano un orario di lavoro maggiorato e uno stipendio inferiore e privo degli integrativi aziendali; le folli spese a cui ha fatto riferimento l’Assessore Rometti non sono quindi addebitabili ai lavoratori!
L’UGL sottolinea inoltre che il Piano Regionale dei Trasporti 2004/2013 è un atto di indirizzo tuttora valido ed efficace, all’interno del quale ci sono tutti gli strumenti per ottimizzare il sistema trasportistico umbro e pertanto se Holding deve essere Holding sia, ma nasce naturale il sospetto che questa struttura di fine legislatura abbia più un contenuto politico che economico per ottimizzare i servizi.
Anche la stessa ripartizione in quote del capitale sociale tra le tre aziende pubbliche e che vede  il Comune di Spoleto con una partecipazione del 5% non garantisce una eguale rappresentanza di tutti i territori rischiando così di creare cittadini di serie A e cittadini di serie B. L’UGL si impegna a percorrere un serio percorso di concertazione  ma chiede che si scoprano le carte.   

Segretario Regionale UGL Enzo Gaudiosi 
 

3 febbraio 2010
Meno chiacchiere e più fatti per risollevare Todi

Domenica 31 gennaio presso la sala affrescata del Museo Pinacoteca di Todi,si è tenuto il primo appuntamento de “Lo stato… dell’arte. Incontri con i restauratori tuderti”: Marcello Castrichini presenterà alcune interessanti scoperte sugli affreschi della chiesa di San Silvestro a Todi.
Premetto che non sono né esperto né appassionato d’arte da poter esprimere giudizi tecnici.
Vorrei solo esprimere il mio plauso all’iniziativa, a cui ho assistito, da dove sono uscito arricchito oltre che arrabbiato e deluso.
Arricchito per le conoscenze acquisite su affreschi, storia di Todi, di pittori… ma ancor più arrabbiato e deluso perché penso che tutto quanto illustrato domenica sia sconosciuto a moltissimi cittadini tuderti.
Ancor di più sembrerebbe essere sconosciuti alle amministrazioni degli ultimi 30 anni (almeno).
In San Silvestro (perdonate le imprecisioni) é presente un affresco raffigurante Jacopone che sembra di rilevanza notevole visto la datazione oltre che ad un altro di San Silvetsro di straordinaria bellezze e intensità, anche questo di altissimo livello. A detta degli esperti già questi due soli affreschi giustificherebbero un flusso turistico importante derivante dalla loro eccelsa qualità. Cosi come è emerso l’alto numero di chiese presenti abbandonate e chiuse, l’importanza della chiesa di San Silvestro antecedente al Duomo e a San Fortunato.
Tutto accompagnato dalla piacevole esposizione di Marcello Castrichini, complimenti.
Invece di dire dobbiamo fare qualcosa per risollevare Todi perché non si agisce?
Maurizio Pierdomenico
 
3 febbraio 2010
Il Pdl di Massa Martana entusiasta della candidatura Modena

Come promesso, dopo la campagna elettorale dello scorso Giugno, prosegue l’attività politico organizzativa del Popolo della Libertà a Massa Martana.
In linea con il percorso tracciato dagli organismi nazionali, si è proseguito nell’opera di definitiva realizzazione del Coordinamento Comunale .
In questi giorni si è tenuto presso la Chiesa Nova il primo incontro dell’anno e con l’occasione sono stati  presentati agli aderenti ed agli associati del partito i nuovi vertici comunali.
Come segno di grande rinnovamento è stato designato coordinatore il giovane Gianluca Agnetti, forte del risultato raggiunto alle scorse elezioni amministrative, affiancato dal vice Mellito Alcini, attivo personaggio della vita politica cittadina, entrambi candidati nella lista “PER MASSA MARTANA – CANNEORI SINDACO”.
L’incontro è stato anche una occasione per fare il resoconto del fattivo lavoro svolto in questi mesi dai consiglieri comunali Pucci e Canneori. Si è discusso delle prossime elezioni regionali dove,con enorme entusiasmo, è stato preso atto della nomina del consigliere regionale Fiammetta Modena, da sempre attenta destinataria delle istanze provenienti dal nostro territorio, a candidata per la Presidenza Regionale. I nuovi coordinatori con l’occasione hanno ricordato che la campagna di adesione al Popolo della Libertà continua e credono molto in una forte risposta da parte dei propri simpatizzanti.
Agnetti Gianluca- Alcini Mellito
 

3 febbraio 2010
Fiamma Tuderte elogia i suoi rappresentanti nelle istituzioni

Il giorno 2 febbraio si è rinnovato e riunito in discussione il Direttivo di Fiamma Tuderte i cui componenti sono: Anselmi Valerio, Andreucci Benito, Bernacchia Luca, Epifani Mario, Nulli Andrea, Picecchi Stefano, Pordenoni
Giorgio, Principi Giovanni, Todini Ugo e Triplici Gabriele. Coordinatore è stato nominato Nulli Andrea ed ogni componente, a parte coloro che rivestono una carica rappresentativa nella pubblica amministrazione, si è assunto l’onere di interessarsi di uno specifico settore. Il direttivo ha affrontato vari problemi, sui quali ha precise opinioni che porrà all’attenzione dell’alleato Popolo della Libertà, del Sindaco e della Giunta municipale. Le trattazioni hanno riguardato la programmazione culturale estiva (Todi Festival), la Sanità
(Nuovo e vecchio ospedale), le problematiche dell’Urbanistica e del settore tecnico, la situazione della Veralli Cortesi (caso Pordenoni), la vicenda dell’illuminazione della Consolazione (ormai diventato un fatto politico), l’evento elettorale regionale ed altro. Nulli ha espresso elogio per l’operato del consigliere Epifani Mario e dell’Assessore Todini Ugo, i quali, nella loro funzione istituzionale e per il ruolo che stanno svolgendo nell’ambito dell’Amministrazione comunale, stanno onorando La Fiamma Tuderte nei confronti della
cittadinanza, tenendo fede agli impegni con essa presi. Altresì si è dato atto a Pordenoni Giorgio ed Anselmi Valeri di aver, con tutta sufficienza, rappresentato la comunità di Fiamma all’interno dei CdA degli Enti: Veralli ed Etab.Si è ribadita la collaborazione ideale con i giovani di CasaPoundTodi e riaffermata la fedeltà al Sindaco Antonino Ruggiano.
Dopo gli incontri con il Sindaco e con i dirigenti locali del PdL, il direttivo di Fiamma Tuderte, emetterà un comunicato per informare i cittadini quali siano le sue posizioni, le sue proposte ed i suoi progetti, affinché,
questa bella avventura prosegua nella prossima consigliatura, fermamente determinato a non rimettere nelle mani della Sinistra la nostra Città.
Nulli Andrea – Coordinatore Fiamma Tuderte
 

2 febbraio 2010

Che le primarie del Pd non siano una resa dei conti

Le primarie non sono il terzo tempo del congresso, non sono, né devono essere mai, una resa dei conti tra gruppi. Le primarie sono un metodo di selezione delle apicalità democratico, aperto e trasparente. Agorà sente la responsabilità di interpretarne lo spirito originario per aiutare l’intero PD ad uscire dal guado e a trovare le migliori soluzioni.
Primarie che Agorà ha chiesto ed ottenuto, e che rappresentano una vittoria politica da rivendicare con orgoglio.
In attesa dell’appuntamento di domenica 7 febbraio, Agorà è in primo luogo impegnata nell’obiettivo di far delle primarie un successo di partecipazione e democrazia.
Quest’Area politico- culturale ha già messo a disposizione di tutto il partito (da tempo) 12 precisi punti programmatici, che ritiene importanti per l’Umbria; punti programmatici sui quali la società regionale dimostra particolare attenzione e sui quali Agorà chiede un impegno vero al candidato che vincerà la sfida di domenica. Agorà, infatti, incalzerà da subito il candidato come- ci auguriamo- nel futuro il Presidente della Giunta regionale affinchè attui le priorità indicate.
Dal coordinamento di lunedì pomeriggio emerge la necessità di trovare già da ora un’interlocuzione chiara e proficua. L’esigenza di rinnovamento e l’esigenza dell’apertura di un nuovo ciclo politico hanno determinato un favorevole orientamento del coordinamento dell’area su Catiuscia Marini.
Ad entrambi i candidati è comunque richiesto un concreto impegno a farsi carico del pluralismo del PD in tutte le forme in cui esso si articola.
Alle primarie deve vincere il PD, prima ancora di un candidato. E’scontato dire che riconoscere la bontà di un metodo, come quello delle primarie, appunto, significa automaticamente riconoscerne ed accettarne gli esiti. L’8 febbraio tutto il PD dovrà ricompattarsi e mettere il candidato in condizione di affrontare e vincere la sfida delle elezioni regionali di Marzo.
AGORA’ UMBRIA

2 febbraio 2010
Solidarietà al Sindaco di Assisi

Il P.d.L di Assisi, facendosi interpetre dei sentimenti dei numerossimi cittadini elettori, esprime la piena solidarietà al Sindaco Claudio Ricci, persona mite e eccellente amministratore, per quanto recentemente dichiarato sulla stampa, in modo poco responsabile e decoroso, da alcuni soggetti peraltro chiamati alla rappresentanza istituzionale dei cittadini elettori.
Prendiamo inoltre atto, dello scarso apprezzamento e dell’insofferenza manifestate da parte di alcuni dirigenti del partito nei confronti del “modello amministrativo” partito dalla nostra città, che con la capacità di fare e la vicinanza alla gente, ha costituito, quell’ ottimo veicolo promozionale del Centro Destra Umbro, che ha consentito di incrinare equilibri antichi e consolidati, conquistando numerosi Comuni.

Senza animosità e astio, concetti che non trovano ospitalità nella nostra cultura, saldamente ed effettivamente legata ai valori del Popolarismo Europeo, ripartiamo da questo torto ricevuto, dimostrazione concreta di mediocrità, aumentando la posta con un azione volta a traslare il “modello amministrativo” realizzato, in un “modello di buona politica” da realizzare insieme a quanti all’interno del P.d.L e anche al di fuori di esso, condividono un’ idea di politica, alta e forte, al servizio della società con le sue espressioni, dalla famiglia alle associazioni, e fondata su un agire basato sui valori fondamentali del reciproco rispetto e della fraternità umana,  che sia in grado di costruire le condizioni affinché la società stessa possa realizzare fino in fondo il suo disegno, nella ricerca disinteressata del “bene comune”
AI troppi che nel P.d.L, che tendono a banalizzare l’appello del Cardinal Bagnasco su una nuova generazione di cattolici in politica, o a quelli, che pensano di sostanziarne, ma solo in via autoreferenziale l’impegno,noi rispondiamo che se il Cardinal Bagnasco chiede ai cattolici di impegnarsi in politica è evidente che ciò avviene poco e male e tutto questo forse da troppo tempo.
Da Assisi  riteniamo invece, che questo appello giunga come una grazia, che riconosce la necessità di rinnovare una vita politica troppo astiosa e logora, troppo sovente volta alla soddisfazione degli interessi personali prima ancora di quelli collettivi, incapace di rigenerarsi, con classi dirigenti preoccupate solo del loro tornaconto, che limitano l’accesso e la partecipazione, alla politica dei giovani, considerando gli stessi, quali pericolosi concorrenti, anziché quale risorsa morale e spirituale per la realizzazione del bene comune,in un momento così difficile per la nostra società.
Cardine del nostro impegno sarà una proposta formativa, offerta ai giovani, con l’elaborazione di strumenti conoscitivi adeguati ad approfondire la storia, i sistemi culturali e l’ ordinamento del Paese, e ad agire di conseguenza, nella prospettiva di una politica capace di aggregare, nel rispetto della diversità e della pari dignità delle persone, per creare laboratori di idee ed iniziative politiche, a partire dal proprio territorio, fino a diventare protagonisti competenti di nuovi percorsi di sviluppo e di democrazia.
In poche parole per dare vita a una politica che si fondi sull’esigenza di relazionarsi con gli altri e di pensarsi,  non come fanno in tanti, all’insegna di un “io individualista”,ma bensi di un “io-prossimo” e di poter, così, contribuire a dar vita a istituzioni vitali e capaci di raccogliere le istanze della società.
Siamo sicuri che in questa battaglia non saremo soli, ma avremo con noi “il popolo delle liberta”,quello vero, che nella mente del suo fondatore è il nucleo pulsante e vitale del P.d.L, lontano da quelle caste oligarchiche e autoreferenziali, capaci per soddisfare ambizioni e interessi personali, di regalare voti non di sinistra alla sinistra, con errori tattici e politici potenzialmente portatori di conseguenze devastanti.
P.d.L Assisi

2 febbraio 2010
Regione aperta, autorevole e innovatrice con Catiuscia Marini

Nella riunione di sabato scorso la direzione comunale del PD di Todi ha espresso un sostegno unanime alla candidatura di Catiuscia Marini alle primarie del 7 febbraio per la scelta del candidato presidente della giunta regionale dell’Umbria.
Ancora una volta un appuntamento di grande democrazia, attraverso il quale gli elettori umbri potranno scegliere il candidato per le prossime elezioni regionali.
Per Todi, un appuntamento particolarmente importante, per la presenza, tra i due candidati, di Catiuscia Marini, di cui conosciamo bene l’esperienza, la competenza e la passione politica, che abbiamo sperimentato negli anni di guida, da sindaco, della città e, successivamente, nella breve, ma intensa, presenza in Parlamento Europeo.
Siamo certi che con la sua esperienza nazionale ed internazionale Catiuscia Marini saprà garantire una regione aperta, autorevole e innovatrice, capace di confrontarsi e relazionarsi con le tante realtà circostanti e con le istituzioni tutte, a cominciare dalle regioni più vicine alla nostra Umbria.
Crediamo che a lei vada tutta la nostra amicizia e vicinanza politica, così come crediamo che Todi e l’intero comprensorio della Media Valle del Tevere vivano un momento di protagonismo prezioso, che molto potrà giovare al futuro delle nostre città.
Per questo invitiamo tutti i cittadini ad un’ampia partecipazione alle primarie di domenica 7 febbraio: tutti potranno votare ed esprimere la propria preferenza.

Partito Democratico Todi
 

2 febbraio 2010
Tempio della Consolazione: replica di Don Cesare
“La lapide parla meglio di tanti …intellettuali”

Ill.mo dottor Vittorio Mariani, sono spiacente constatare che Lei faccia parte di quella schiera che vorrebbe l’edificio sacro privo di ogni oggetto religioso. Questo vezzo è antico: nel 1921 il Cav. Pietro Guidi, Soprintendente ai monumenti di Perugia, desiderava la rimozione del brutto altare che deturpava la meravigliosa Consolazione bramantesca e la distruzione delle goffe statue in stucco degli Apostoli. Lei si dovrebbe porre questa domanda: i nostri antenati per quale motivo hanno costruito questo Tempio? La risposta l’avrebbe trovata nella lapide posta sopra la porta orientale, che così recita: “Deiparae Consolationis Tudertes erexerunt”. Quindi il Tempio non è stato costruito per ammirare l’arte per l’arte, ma per venerare la Vergine Madre di Dio. Per venerare Maria Santissima ci vuole anche l’organo. Non so se il Suo amico Prof. Antonio Paolucci, direttore dei Musei Vaticani, sparlando dell’organo della Consolazione, volesse indicare invece le tante cose collocate nella Basilica di S. Pietro.
Il Rettore Don Cesare Checcobelli

1 febbraio 2010
Appello per Marini alle primarie del Pd, di Todini

Con Catiuscia Marini per scrivere una nuova pagina della bella storia dell’Umbria. Per cogliere una opportunità mai avuta da questo territorio e da Marsciano. Perchè una generazione nuova prenda in mano
il timone. Con la passione e la voglia di migliorare che un’ impresa del genere merita.
Vi invito a partecipare alle primarie del 7 febbraio.
Un saluto,
Alfio Todini

1 febbraio 2010
Superare il congresso del PD

Agorà ha scelto di non avanzare candidature di bandiera. Il congresso è finito e tutte le aree politiche del PD devono parimenti impegnarsi a superarlo. Non è infatti cristallizzando il partito in agglomerati chiusi ed impermeabili che riusciremmo ad esaltare quel pluralismo interno, che deve essere e rimanere in primo luogo una ricchezza per l’intera società umbra. Agora’ non ha proposto candidature proprie perchè è convinta che un’area politico- culturale di un partito, che si pretende nuovo, svolge una funzione che non ha nulla a che vedere con vecchie logiche di "corrente" .

Il contributo della nostra area sarà, quindi, principalmente programmatico ( a partire dai 12 punti pubblicati nelle settimane passate). Nelle prossime ore intensificheremo il dialogo con i candidati, fornendo loro priorità e contenuti elaborati in questi mesi.
Lunedì pomeriggio alle ore 17e30 Agorà si riunirà per scegliere, sulla base delle sensibilità dimostrate, quale candidato incarnerà meglio le nostre istanze programmatiche e la nostra richiesta di rinnovamento della classe dirigente.
AGORA’ UMBRIA
1 febbraio 2010
Le proposte dell’Idv ai candidati alle primarie

L’Italia dei Valori assiste con interesse e preoccupazione al dibattito relativo alla scelta del candidato alla Presidenza della Regione Umbria e ritiene che una conclusione più tempestiva avrebbe offerto alla coalizione la possibilità di parlare di politica, di lavorare per un nuovo progetto di governo nell’ottica di una continuità rispetto a quanto di buono realizzato sin ora, ma nello stesso tempo di rinnovamento delle idee e dei programmi ove serva discontinuità.
A poco tempo dalle elezioni, inserirci nella disputa delle primarie con un nostro candidato, solo per il piacere di partecipare o per alzare il prezzo, senza dire per quale obiettivo e con quali programmi, potrebbe pregiudicare lo stesso esito delle elezioni e per questo, con il senso di responsabilità che ci contraddistingue, attendiamo il 7 febbraio per conoscere l’esito delle primarie del Partito Democratico.
Con altrettanto senso di responsabilità e di coerenza con i valori che ispirano la nostra azione politica, riteniamo fondamentale conoscere se e quale dei candidati alle primarie assumerà come proprie le nostre proposte:
1) assumere il patto etico di responsabilità e partecipazione a suo tempo sottoscritto da Sindaci e Presidenti di Provincia
2) impegnarsi a modificare entro il primo anno di attività consiliare la legge elettorale regionale eliminando il listino e restituendo agli elettori la possibilità di scelta dei candidati
3) le seguenti priorità programmatiche che dovranno divenire azione di governo ed essere perseguiti durante tutto il mandato istituzionale.
• Nell’art. 114 della Costituzione è scritto: “ la Repubblica è costituita dai Comuni, dalle Province, dalle Città metropolitane, dalle Regioni e dallo Stato. I Comuni, le Province, le Città metropolitane e le Regioni sono enti autonomi con propri statuti, poteri e funzioni secondo i principi fissati dalla Costituzione.” Fino a quando questo articolo non verrà modificato l’Italia dei Valori propone che i poteri e le funzioni siano ridistribuiti tra Regione, Province e Comuni eliminando tutti gli enti intermedi (ato – ati – comunità montane – circoscrizioni, ecc.),  gli organismi inutili (agenzie, aziende, comitati, commissioni, conferenze, consorzi, consulte, enti, Fondazioni, Istituti, osservatori e centri) e le consulenze (dal 2005 al 2009 sono quasi triplicate). Il tutto per un reale abbattimento dei costi della Politica.
• Il diritto all’ambiente ed il diritto ai beni comuni naturali, devono essere la via di uno sviluppo sostenibile per un’ Umbria che riscopra le proprie radici e le coniughi con il linguaggio dei nostri giorni costruendo futuro per le nuove generazioni. Per ottenere ciò l’Italia dei Valori propone:
Acqua: garantire che il servizio idrico integrato sia un servizio pubblico, privo di rilevanza economico e l’acqua e la sua gestione siano in mano pubblica. Energia: no alle centrali nucleari, si alla riduzione degli sprechi, si allo sviluppo delle energie rinnovabili. Rifiuti: No a nuovi impianti di incenerimento dei rifiuti, no a nuove discariche. Partendo dal concetto che i rifiuti sono materiali da riciclare e non da sotterrare o incenerire si proceda verso l’adozione di piani che abbiano come obbiettivo, in tempi certi, la chiusura degli attuali inceneritori e la progressiva dismissione delle discariche esistenti attraverso la realizzazione e la gestione di una completa filiera del rifiuto.
• Per un reale diritto alla salute la sanità che vogliamo è quella che si ispira ad un modello universalistico, solidaristico e pubblico. Una sanità che a fronte dell’invecchiamento della popolazione e dell’aumento della cronicità, non si limiti a pensare che il solo rinnovamento della rete ospedaliera sia la risposta ai bisogni di salute. La sanità che vogliamo deve prevedere.
Una diminuzione delle aziende sanitarie.
Una designazione dei Direttori Generali, Sanitari ed Amministrativi su base meritocratica e curricolare.
Una valutazione obiettiva dei Direttori e dei Dirigenti, non operata da chi li nomina; un nuovo disegno di utilizzo della rete ospedaliera che specializzi le strutture e che elimini le inutili duplicazioni cliniche e diagnostiche, non giustificate per una regione di 850.000 abitanti.
Il potenziamento degli ospedali di comunità, meno costosi degli ospedali tradizionali, alleggerendoli dai ricoveri impropri.
La revisione della rete dei servizi territoriali a favore di case della salute efficienti piuttosto che al mantenimento campanilistico di tanti punti di erogazione ormai spesso aperti per pochi giorni alla settimana e non in grado di garantire la continuità assistenziale.
Il potenziamento della rete dei servizi domiciliari, da estendere anche agli orari notturni e festivi come oggi avviene in poche realtà della regione.
• Per quanto riguarda il diritto al lavoro negli ultimi anni la capacità di produrre ricchezza da parte del sistema delle imprese in Umbria è  progressivamente diminuita con un aumento delle disuguaglianze nel mercato del lavoro regionale che si sono manifestate attraverso il ricorso eccessivo ai contratti a termine, un diffusa sottoqualificazione dei lavoratori più istruiti e fenomeni di discriminazione professionale verso le donne. Per invertire questa tendenza e avviare una nuova fase di sviluppo l’Italia dei valori propone.
Attuare una politica pubblica per l’accesso al credito delle imprese con progetti di investimento innovativi, attraverso l’istituzione di un Fondo unico regionale di garanzia collettiva dei finanziamenti bancari.
Avviare una politica di sostegno finanziario all’imprenditoria giovanile, soprattutto nei settori delle nuove tecnologie (ricerca medica, energie rinnovabili, ecc).
Sviluppare un modello di “flexicurity regionale” in grado di estendere gli ammortizzatori sociali alle categorie di lavoratori che ne sono privi e riqualificare in senso selettivo la formazione professionale. In questo caso è necessaria una estensione delle prerogative dei Centri Pubblici per l’Impiego e l’istituzione di un sussidio di disoccupazione regionale.
• Per quanto riguarda la mobilità l’attenzione deve essere concentrata sulla carenza inaccettabile del servizio ferroviario che colpisce i pendolari, isola la gran parte del territorio dell’Umbria e il suo capoluogo dalle grandi direttrici di traffico. Noi proponiamo di sviluppare e realizzare le elaborazioni che già esistono dei progetti ferroviari interregionali di valore nazionale, che consentono di connettere l’Umbria con la nuova rete di AV/AC.
On. Leoluca ORLANDO (Garante Regionale IDV Umbria)
 

1 febbraio 2010
L’assegno di cura sparito

E’ assolutamente vergognoso ! c’e’ voluto il question time in consiglio regionale per scoprire chi ha chiesto l’eliminazione dell’ assegno di cura in Umbria ,la triade dei sindacati con qualche sospetto in piu’ nei confronti della Cisl.
Altrimenti non si comprende la veemenza e l’enfasi con la quale il segretario generale della Cisl Umbria Ulderico Sbarra difende quel guscio vuoto del fondo regionale per la non autosufficienza  delegittimando gli aiuti economici(assegni di cura) alle famiglie ritenedoli non idonei.
Il fondo regionale per la non autosufficienza dell’Umbria al momento è un guscio vuoto che non ha prodotto alcun risultato e difficilmente porterà vantaggi .
Appena 4 milioni ,forse, nel 2010 contro i 115 in 4 anni sbandierati dal’Assessore alle politiche sociali Stufara . Sono stati ricompresi nel computo anche gli stanziamenti destinati all’ ADI ,assistenza domiciliare integrata,(l’ospedale a casa del paziente) che poco a che fare con i servizi alle persone non autosufficienti e rappresenta la fetta piu’ cospicua dei finanziamenti.
L’assegno di cura è in uso in tutta Italia tranne che Umbria,Toscana Campania e Calabria.
La vera assistenza domiciliare la si fa con una badante qualificata,soprattutto se si hanno i soldi per pagarsela ,ecco a cosa serve l’assegno di cura!
negli ospizi gestiti dalle cooperative o da alcuni privati la cura dei non autosufficienti costa alla Regione Umbria molto di piu’ e come la cronaca spesso riporta i poveri anziani vengono picchiati e maltrattati.
1)Toscana ,Vaglia vicino Firenze:Il 23 dicembre un gruppo di anziani in una rsa lasciati per giorn i senza riscaldamento con temperature esterne di -5.
2)Lazio,Tarano vicono Rieti:18 gennaio anziani ammassati in un sottotetto legati ai letti,malnutriti e curati ,si fa per dire ,con farmaci scaduti.
3)Umbria,almeno 3 sequestri di case di riposo da parte dei nas nell’ ultimo anno ,in questi giorni al tribunale di Perugia e’ in discussione il caso di Passignano sul Trasimeno,maltrattamenti ed abbandono.
4)Calabria ,anziani spariti da casa di riposo della curia vescovile !
Cosa vorremmo rispondere alle rappresentanze sindacali dell’ Umbria?
Domenico Bosi
 

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