A partire dal mese di settembre 2009 una banda ha messo a segno decine di furti in particolare nelle zone di Città di Castello, Todi e Perugia.
Un incubo dei proprietari di bar, tabaccherie e distributori di carburante dell’Italia centrale e, in particolare, dell’Umbria.. Obiettivi gli esercizi commerciali, in prossimità della S.S. E/45, con all’interno videopoker e macchinette cambia monete.
Una banda di professionisti composta di almeno una decina di malviventi che, nel cuore della notte, abili nell’eludere o nel neutralizzare le videocamere di sorveglianza e gli antifurti sfondavano le porte o le finestre dei locali ed entravano all’interno.
E rapidi: in pochi secondi (al massimo un minuto) prelevavano gli apparecchi portandoli fuori a spalla, nascondendosi poi nella campagne vicine.
In tal modo, anche se sul posto giungevano le Forze dell’Ordine, essi erano di fatto invisibili, protetti dall’oscurità e, spesso, dalla nebbia. Con tutta calma forzavano poi i cassetti ed asportavano le monete e le banconote. Il bottino si aggirava mediamente tra i 1.000 ed i 5.000 euro in contanti.
Per prevenire eventuali “sorprese” i ladri talvolta bloccavano le strade prossime agli obiettivi con cassonetti per rifiuti, vasi e quant’altro a portata di mano.
Allorquando avevano sentore che nelle vicinanze vi fossero Forze dell’Ordine alla loro ricerca, i malviventi si mimetizzavano, immobili, all’interno di grossi sacchi neri, del tipo per rifiuti, in modo tale da rendere ancor più difficoltosa la loro localizzazione.
Un gruppo criminale sfrontato, deciso e dalla tecnica perfettamente collaudata, che però ha finito di operare a seguito di un’azione investigativa definita "Jackpot"
I Carabinieri delle Compagnie di Città di Castello e Todi, da tempo sulle loro tracce, anche grazie agli accurati sopralluoghi effettuati in seguito ai numerosissimi furti, hanno raccolto consistenti elementi che hanno consentito di delineare un preciso profilo criminale del gruppo, indirizzando le indagini verso cittadini di origine est europea.
Grazie poi ad uno scrupoloso lavoro di analisi si è giunti all’identificazione di alcuni cittadini rumeni che, nei giorni interessati dai furti, erano presenti nella Regione.
Da quì, grazie ad approfonditi accertamenti, pedinamenti ed anche indagini tecniche, si è riusciti ad identificare 15 cittadini rumeni, tra cui una donna, che formavano il sodalizio. Tutti gli indagati sono domiciliati nel Lazio tra Roma, Latina ed Ostia.
E ieri sera, verso le ore 21 circa, allorquando i malviventi stavano per effettuare un nuovo colpo, i Carabinieri di Città di Castello e Todi, coordinati dal Comando Provinciale di Perugia, hanno deciso di bloccarli.
Undici di loro sono stati intercettati a Pomezia, lungo la SS 148 Pontina bordo di 4 autovetture e tratti in arresto. Una donna, facente parte dell’organizzazione, è stata raggiunta presso la sua abitazione di Ostia.
Altri tre malviventi sono tutt’ora ricercati. Non si esclude che possano essere rientrati in Romania.
I reati contestati agli arrestati vanno dall’associazione a delinquere finalizzata al compimento di almeno 60 furti, ricettazione, simulazione di reato e favoreggiamento personale.
Nel corso delle perquisizioni é stata trovata la somma in contanti di circa 7.000 euro provento dei furti, sono state sequestrate 4 autovetture utilizzate per la consumazione dei delitti in questione ed altro materiale ritenuto particolarmente utile per il prosieguo delle indagini.
- Redazione
- 12 Febbraio 2010






