La piccola chiesetta del XVI secolo cosiddetta del Monte conserva una bella scultura lignea policroma del Cristo morto
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Mons. Giovanni Scanavino, Vescovo di Orvieto-Todi, ha presieduto il Capitolo elettivo del Monastero di San Francesco delle Clarisse di Todi.
Dopo la preghiera iniziale del Vescovo d’invocazione dello Spirito Santo, le clarisse capitolari hanno proceduto alle votazioni come prescrivono le norme.
Sono risultate elette: Suor Paola Francesca Spinelli, Abbadessa, Suor Maria Amata Macor, Vicaria, Suor Maria Simona Cazzaniga, Prima discreta.
La nuova Madre Abbadessa, Suor Paola Francesca, è nata a Milano, ha 57 anni ed è monaca clarissa dal 1984, in precedenza ha svolto l’incarico di Vicaria del Monastero
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La Vicaria Suor Maria Amata, è stata Abbadessa fino a questo Capitolo, è nata a Trieste ed è monaca dal 1965.
Suor Maria Simona proviene da Triuggio (Mi)  ha 40 anni ed è monaca dal 1998.
Il Capitolo elettivo è un tempo forte e impegnativo nella vita di una comunità claustrale perché tempo di scelte e di decisioni –  ha detto P. Sergio Prima Cerai, vicario episcopale per gli Istituti di vita consacrata – ma è anche momento di gioia, di ricerca del bene comune, nel desiderio di rispondere, con una testimonianza viva, alla specifica vocazione di clarisse: essere oggi, come santa Chiara, in questa porzione di Chiesa.
L’assemblea capitolare è anche una occasione di verifica e di confronto con il Vescovo della Diocesi e di programmazione. Infatti la grazia del Signore aiuta a leggere il cammino percorso con occhi misericordiosi e accresce la forza e la gioia di continuare con entusiasmo e generosità questa particolare sequela evangelica fatta di preghiera, rinuncia e carità.

Altra novità per i fedeli di Todi riguarda la piccola chiesetta del XVI secolo cosiddetta del Monte, sita in piazza del popolo, appena visibile dopo l’Ufficio postale, eretta nel 1623 sul luogo dove si trovava la grande Chiesa dell’Oratorio del Monte di Pietà di Todi, da cui deriva il nome, di proprietà oggi di un noto gruppo bancario, custodisce un vero e proprio tesoro d’arte del XV secolo. Qui si trova una bella scultura lignea policroma del Cristo morto, di autore ignoto,  oggetto di culto e di devozione particolarmente avvertita dai tuderti.
Questa statua, in origine, doveva essere un Cristo crocifisso trasformabile, il venerdì santo, con la rotazione delle braccia, in Cristo morto.
Ebbene, durante la Quaresima, questa chiesetta, questo autentico scrigno, resterà aperta di venerdì dalle 16 alle 18 per il pio esercizio della  Via Crucis.

Questa bella iniziativa si deve  al Gruppo di volontariato vincenziano di Todi la cui proposta è stata favorevolmente accolta dall’ente proprietario e limitatamente al periodo quaresimale.
Ma chi sono questi signori del Gruppo volontario vincenziano che in questa Quaresima ci offrono la possibilità di visitare e pregare il Cristo morto di Todi?
Sono una antica associazione di laici cattolici volontari che intendono vivere la solidarietà e la carità cristiana secondo il Vangelo. I volontari vincenziani costituiscono la continuazione nel tempo dell’opera primogenita di san Vincenzo de’ Paoli per l’approccio immediato e diretto con i poveri in cui è riflesso il Volto di Dio.
 

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