Clamorosa analisi di un esperto di marketing interpellato dal Sindaco di Orvieto: gli eventi non servono; l'intervento del Pd di Todi
orvieto

Non si sa quanto la sintonia politica tra i Sindaci di Todi ed Orvieto potrà portare a comportamenti  analoghi né se poi, alla fin dei conti, il Sindaco d’Orvieto ascolti i suoi consulenti.
Ma se ciò fosse, per il turismo sulla Rupe e sul Colle ci potrebbe essere una rivoluzione copernicana.
Un noto esperto di marketing,  consulente del Comune di Orvieto per un progetto di rilancio del settore turistico, avrebbe sentenziato che organizzare eventi per attrarre turismo non serve a niente.
Ed è andato a dirlo proprio nella città d’origine del presidente dell’Azienda per la Promozione Turistica in Umbria che aveva fatto notare come i mesi di luglio e agosto, pieni di appuntamenti musicali sulla Rupe, siano stati anche quelli che hanno richiamato più turisti nell’arco del 2009.
In sostanza, per l’esperto, Orvieto, come tante altre città ormai “periferia” della Capitale, deve diventare il luogo per i romani che intendono trascorrere i loro week end, anche abitualmente, fuori casa e fuori caos
Diventare la città del weekend vuol dire, ad esempio, anche cambiare le abitudini dei commercianti e i giorni di chiusura delle principali attività commerciali. Oggi – ha detto l’esperto di marketing – gli orari dei negozi, genericamente sono basati più sulle abitudini dei commercianti che non sui bisogni dei clienti”
Nel progetto è coinvolta non solo la Rupe ma l’intero territorio circostante.
L’esperto pensa, infatti, ad un’offerta “riorganizzata con il modello costellazione”. Il tutto, comunicando in maniera opportuna il patrimonio esistente: località storiche (centro storico, ma anche borghi, cittadine e frazioni del territorio e dei territori circostanti, piccoli insediamenti archeologici diffusi), i vini, l’enogastronomia, i mercatini, le escursioni, l’artigianato (ceramica, merletto, legno).
Orvieto dovrebbe rappresentare anche “la base logistica per itinerari diversificati e focalizzati sugli interessi della clientela turistica”.

Sull’argomento è intanto intervenuto anche il Pd tuderte che sottolinea come, a suo avviso
"Come i dati dimostrano, i settori che nella nostra città hanno risentito maggiormente della crisi economica in atto sono stati il commercio ed il turismo. Un dato non isolato.
C’è, però, una peculiarità tuderte che va – sostiene la nota del Pd –  esaminata ed interpretata: nel settore del turismo la contrazione di arrivi e presenze è doppia e tripla, nel caso degli stranieri, rispetto alla media regionale e nazionale.
La chiusura di attività commerciali, soprattutto nell’area del centro storico, è di maggiore entità rispetto a città simili.
Tutto ciò non può essere frutto né del caso né del destino cinico e baro.
Per quanto riguarda il turismo, in particolare, alla crisi generale si è aggiunta la mancanza assoluta di una politica di promozione a livello nazionale ed internazionale, il perseguimento di una  politica di isolamento dal resto del comprensorio e della regione, l’assenza di una strategia condivisa con gli operatori del settore, una confusione tra politiche di intrattenimento e svago (pur legittime) e politiche di attrazione con eventi che favorissero la permanenza dei turisti e non solo il mordi e fuggi di poche ore.
Oggi, alla vigilia della ripresa della stagione turistica 2010, mancano strategie e programmi, ed il rischio è quello di ripetere stancamente il copione del 2009 che, come testimoniano i dati, non ha dato risultati accettabili.
E allora, mentre il centrodestra e Ruggiano stanno per entrare nel loro quarto anno di governo della città, alcune domande appaiono d’obbligo.
Si vuole ripetere l’esperienza del festival nella stessa formula organizzativa oppure si vuole aprire un confronto per modificarne alcuni aspetti che si sono dimostrati inadeguati?
Si vuole riaprire un confronto con gli altri comuni del comprensorio
per una strategia comune oppure si vuole continuare nell’isolamento?
Si vuole aprire un tavolo di confronto con gli operatori del settore
oppure si vuol continuare nell’improvvisazione e nel rifiuto di ogni confronto?
Queste sono solo alcune delle questioni centrali da affrontare. Occorre aprire una seria riflessione sulla promozione di Todi, vitale per lo sviluppo di un settore importante per l’economia cittadina, come è il turismo.
Non ci si può limitare, come accaduto in questi anni, all’organizzazione di singoli eventi, a volte di scarsa rilevanza, altre mal gestiti e promossi, senza un preciso e condiviso quadro di riferimento.
La situazione a noi appare grave e prossima all’emergenza: servono misure e azioni rapide e di lungo periodo. A nulla servono, perché tardive ed insufficienti, le poche misure varate dall’amministrazione comunale per il sostegno alle piccole e medie imprese e alle nuove strutture commerciali.
E allora, torniamo ancora una volta sulla nostra proposta di alcuni mesi fa: l’istituzione di un tavolo di confronto aperto dal quale far uscire in tempi brevi azioni concrete almeno per ciò che concerne turismo e commercio."
La proposta è sul piatto da mesi. Attendiamo ancora una risposta."

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