Un cippo di altare proveniente dalla Chiesa di Santa Vittorina in Dunarobba (TR), di proprietà della parrocchia di Dunarobba-Sismano, è stato ritrovato dai Carabinieri di Todi nel corso di una brillante operazione investigativa.
“Il prezioso reperto dell’VIII secolo – ci ha detto Don Alessandro Fortunati, storico della Chiesa e Vice-direttore dell’Ufficio dei Beni Culturali ed Ecclesiatici della Diocesi di Orvieto-Todi – è un manufatto di epoca longobarda, in travertino locale, e reca scolpito l’agnello mistico con la croce e a destra dell’immagine sacra si trova la scritta “ad honorem beate marie”.
L’oggetto rubato alcuni anni orsono, prontamente denunciato dal parroco dell’epoca Don Enzo Napoletti, che ha sempre diligentemente seguito la pratica, è stato ritrovato dai Carabinieri di Todi presso un privato e consegnato, con l’assenso dell’attuale parroco Don Piero Grassi, all’Ufficio diocesano dei Beni Culturali che provvederà alla temporanea custodia.
A nome dell’ Ufficio e della Diocesi tutta – ha concluso Don Fortunati -esprimo ringraziamenti ai Carabinieri di Todi e in maniera particolare al Capitano Egidio, al Comandante Tommasini e al Maresciallo Cinti per il delicato lavoro svolto al fine del prezioso recupero.
Aggiungo apprezzamenti per l’opera del funzionario della Soprintendenza dott. Margherita Romano e della ditta Sbernicchia per il lavoro di imballo e trasporto del reperto”.
L’oggetto rubato alcuni anni orsono, prontamente denunciato dal parroco dell’epoca Don Enzo Napoletti, che ha sempre diligentemente seguito la pratica, è stato ritrovato dai Carabinieri di Todi presso un privato e consegnato, con l’assenso dell’attuale parroco Don Piero Grassi, all’Ufficio diocesano dei Beni Culturali che provvederà alla temporanea custodia.
A nome dell’ Ufficio e della Diocesi tutta – ha concluso Don Fortunati -esprimo ringraziamenti ai Carabinieri di Todi e in maniera particolare al Capitano Egidio, al Comandante Tommasini e al Maresciallo Cinti per il delicato lavoro svolto al fine del prezioso recupero.
Aggiungo apprezzamenti per l’opera del funzionario della Soprintendenza dott. Margherita Romano e della ditta Sbernicchia per il lavoro di imballo e trasporto del reperto”.









