Il tema, che coinvolge anche altre regioni dell'Italia centrale, sarà al centro di un convegno in programma a Perugia

L’avvento dell’alta velocità ferroviaria in Italia, ed in particolar modo nelle regioni centrali, pur avendo avvicinato i grandi centri (Roma, Napoli, Firenze, Bologna) ha, di fatto, messo ancor più ai margini i territori delle regioni limitrofe.
Questo sarà ancor più vero, quando, il prossimo anno, inizierà la propria attività la nuova società ferroviaria orientata esclusivamente al sistema alta velocità NTV. Si avrà che nel tratto Firenze – Roma dell’attuale DIRETTISSIMA, non sarà possibile inserire nessun treno che non sia dedicato a questo servizio.
I tempi dei treni pendolari, e non solo, che ogni giorno si dirigono verso Roma o verso Firenze in particolar modo dalle Marche, dall’Umbria e dalla bassa Toscana, vedranno peggiorare decisamente i loro tempi di percorrenza, non essendo più ammessi in DIRETTISSIMA, oppure potranno essere soppressi.
La linea adriatica non sarà più concorrenziale per gli spostamenti nord-sud, deviati sul sistema AV, con ulteriore marginalizzazione della Romagna, delle Marche, dell’Abruzzo. L’analisi è alla base del convegno promosso a Perugia, venerdi 19 marzo, alle ore 16,30, presso la sala del Consiglio della Provincia di Perugia dal dipartimento tematico dell’Italia dei Valori per "impegnare gli eletti al Parlamento europeo, a quello Italiano e delle regioni/province interessate a voler porre la necessaria attenzione al problema delle infrastrutture, senza che la creazione di linee dedicate al collegamento veloce e non stop tra alcuni punti strategici, vada a scapito di tutto il resto del traffico nazionale".

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