La Fnp Cisl Umbria chiede alle candidate alle prossime elezioni regionali di assumere, all’insegna della consapevolezza, impegni precisi che diano speranza per un’ autonomia possibile e per realizzare un vero benessere della popolazione anziana.
Proposte serie, responsabili e credibili, quelle che la Cisl ritiene, secondo il proprio comunicato, di poter presentare.
Proposte serie, responsabili e credibili, quelle che la Cisl ritiene, secondo il proprio comunicato, di poter presentare.
La segretaria Fnp Cisl premette che “In Umbria gli anziani con età superiore ai sessantacinque anni sono oltre 200 mila, pari a circa il 23 per cento dell’intera popolazione regionale. Di questi circa 18 mila sono non autosufficienti e 32 mila non autosufficienti iniziali.
Nel 2020, secondo un rapporto di ricerca elaborato dalla Regione dell’Umbria, i primi passeranno a circa 24 mila e i secondi a circa 40 mila. Sono numeri che fanno paura e che fanno tremare i polsi all’intera economia regionale da una parte e, dall’altra, mettono in angoscia l’82 per cento della popolazione over 65 ancora autosufficiente”.
Per il sindacato, quindi, la problematica che emerge da questi dati incontrovertibili deve divenire prioritaria per la classe politica che scaturirà dalle prossime elezioni regionali: “dietro ai numeri ci sono persone, famiglie e diritti che non possono essere negati.”
Nel 2020, secondo un rapporto di ricerca elaborato dalla Regione dell’Umbria, i primi passeranno a circa 24 mila e i secondi a circa 40 mila. Sono numeri che fanno paura e che fanno tremare i polsi all’intera economia regionale da una parte e, dall’altra, mettono in angoscia l’82 per cento della popolazione over 65 ancora autosufficiente”.
Per il sindacato, quindi, la problematica che emerge da questi dati incontrovertibili deve divenire prioritaria per la classe politica che scaturirà dalle prossime elezioni regionali: “dietro ai numeri ci sono persone, famiglie e diritti che non possono essere negati.”
La Fnp Cisl dell’Umbria chiede quindi a coloro che siederanno a Palazzo Cesaroni di:
a) “Dare più contenuti e finalmente gambe alla Legge regionale per la non autosufficienza affinché questa non sia più una scatola vuota ma dia reali risposte alle famiglie e alle persone più sfortunate che vivono nella non autosufficienza;”
b) “Dare piena attuazione al “Patto per il benessere degli anziani” sottoscritto dalla Giunta Regionale, affinché quanto previsto nel nuovo Piano Sociale e nel nuovo Piano Sanitario trovi piena applicazione e, nello stesso tempo, si diano serie risposte al diritto alla sicurezza, al diritto alla mobilità e al diritto a sapere.
Mettere in cantiere, come questione prioritaria –hanno aggiunto dalla segreteria regionale dei pensionati cislini- la realizzazione di un serio progetto di prevenzione, sociale e sanitaria, tarata su una popolazione ultrasessantacinquenne che sia in grado di invertire al ribasso i numeri della non autosufficienza”.
A tal proposito la Cisl ritiene che ciò “da una parte, favorirebbe il raggiungimento del reale ben-essere degli anziani e dall’altra libererebbe le risorse necessarie per dare attuazione alle altre rivendicazioni: basti pensare che una persona in Residenza protetta costa alla comunità oltre 30 mila euro all’anno”. “Basterebbero 1.000 persone in meno –ha chiarito la Fnp Cisl Umbria- per liberare considerevoli risorse. Questo sulle 24 mila persone non autosufficienti previste nel 2020 potrebbe essere il minimo traguardo facilmente raggiungibile”.
a) “Dare più contenuti e finalmente gambe alla Legge regionale per la non autosufficienza affinché questa non sia più una scatola vuota ma dia reali risposte alle famiglie e alle persone più sfortunate che vivono nella non autosufficienza;”
b) “Dare piena attuazione al “Patto per il benessere degli anziani” sottoscritto dalla Giunta Regionale, affinché quanto previsto nel nuovo Piano Sociale e nel nuovo Piano Sanitario trovi piena applicazione e, nello stesso tempo, si diano serie risposte al diritto alla sicurezza, al diritto alla mobilità e al diritto a sapere.
Mettere in cantiere, come questione prioritaria –hanno aggiunto dalla segreteria regionale dei pensionati cislini- la realizzazione di un serio progetto di prevenzione, sociale e sanitaria, tarata su una popolazione ultrasessantacinquenne che sia in grado di invertire al ribasso i numeri della non autosufficienza”.
A tal proposito la Cisl ritiene che ciò “da una parte, favorirebbe il raggiungimento del reale ben-essere degli anziani e dall’altra libererebbe le risorse necessarie per dare attuazione alle altre rivendicazioni: basti pensare che una persona in Residenza protetta costa alla comunità oltre 30 mila euro all’anno”. “Basterebbero 1.000 persone in meno –ha chiarito la Fnp Cisl Umbria- per liberare considerevoli risorse. Questo sulle 24 mila persone non autosufficienti previste nel 2020 potrebbe essere il minimo traguardo facilmente raggiungibile”.










