Secondo il sindacato, la crisi del Gruppo di Massa Martana, che si appresta a chiedere il concordato fallimentare,  rischia di coinvolgere anche i due rami di azienda affittati
emicom

Nel corso del primo congresso regionale della Fiom Cgil dell’Umbria, svoltosi ieri a Todi e al quale hanno partecipato 49 delegati in rappresentanza degli iscritti al sindacato dei metalmeccanici della Cgil delle due province, è stato approvato anche un ordine del giorno riferito alla vertenza Emicom di Massa Martana.
La Fiom Cgil ha espresso profonda preoccupazione per lo stato di profonda crisi in cui versa tutto il gruppo (Emicom Massa Martana e Terni, A & A, Auriga e Lyra), e che rischia di coinvolgere i due rami di azienda già affittati (Semitec, IST).
E’ stata quindi espressa solidarietà nei confronti dei duecento lavoratori circa che hanno un futuro incerto, 150 dei quali sono attualmente in cassa integrazione a zero ore richiesta dall’azienda per dismissione di tutte le attività. Lavoratori – è stato sottolineato nell’ordine del giorno – che non hanno nessuna prospettiva futura in quanto la società è attualmente in liquidazione, e a breve verrà richiesto il concordato, che se non accettato porterà alla chiusura dello stabilimento.
In linea con quanto già proposto da RSU e rappresentanti territoriali, il congresso ha chiesto quindi con forza l’urgente apertura di un tavolo istituzionale per cercare di risolvere questa situazione divenuta ormai insostenibile per i lavoratori.

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